Mps, approva fusione con Mediobanca. Obiettivo delisting

L’integrazione permetterà sinergie stimate tra ricavi e costi pari a 700 milioni di euro, secondo quanto spiegava l’amministrazione delegato di Mps, Luigi Lovaglio, durante la call con gli analisti per la presentazione dei risultati 2025.
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Mps approva la fusione con Mediobanca
Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato ieri il piano di integrazione per la fusione per incorporazione di Mediobanca in Rocca Salimbene, comprensivo anche del conseguenze delisting dell’istituto milanese.
La decisione, comunicata ieri a mercato chiuso, rappresenta uno dei passaggi più rilevanti nel percorso di rafforzamento strategico della banca senese negli ultimi anni e conferma le scelte indicate nell'Offerta Pubblica di Scambio (OPS) lanciata tredici mesi fa e segue la linea di integrazione proposta dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio.
La decisione è stata formalizzata in vista dell'investor day del prossimo 27 febbraio, data in cui verrà presentato ufficialmente il nuovo piano industriale di gruppo. Il delisting e l'integrazione di Piazzetta Cuccia rappresentano i pilastri fondamentali su cui si poggerà la strategia futura, volta a consolidare un patrimonio unico di competenze e a garantire stabilità finanziaria attraverso una governance semplificata e un controllo totale sulle attività specialistiche della nuova Mediobanca non quotata.
A Piazza Affari, intanto, le azioni Mps aprono la seduta odierna in crescita del 2,70%, a 8,742 euro, mentre il titolo Mediobanca scatta a +6%, salendo fino a toccare i 19,58 euro.
Integrazione e previsioni di ricavi
L’operazione prevede il trasferimento delle attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta in una società non quotata posseduta al 100% da Mps che manterrà la denominazione di ‘Mediobanca S.p.A.’, un brand di altissimo valore con un patrimonio unico di competenze e sinonimo di eccellenza nei servizi di consulenza alle imprese e ai privati. In tale perimetro sarà ricompresa anche la partecipazione in Assicurazioni Generali S.p.A.
La nuova struttura del Gruppo è finalizzata al raggiungimento degli obiettivi strategici e reddituali e alla piena realizzazione delle sinergie industriali per la massimizzazione della creazione di valore.
Tale configurazione è volta a valorizzare l’expertise distintiva di Mediobanca e delle risorse professionali, in un modello operativo specializzato.
L’integrazione permetterà sinergie stimate tra ricavi e costi pari a 700 milioni di euro, secondo quanto spiegava l’amministrazione delegato di Mps, Luigi Lovaglio, durante la call con gli analisti per la presentazione dei risultati 2025.
Tali stime, emerse a valle dell'operazione e alla luce del lavoro svolto nei "cantieri" dell'integrazione, potrebbero risultare persino più alte di quanto inizialmente previsto, rafforzando la solidità del piano di fusione.
Mediobanca avvia i lavori per il delisting
Mps ha provveduto ad informare Mediobanca, specificava la nota, e Piazzetta Cuccia ha “preso atto” delle decisioni assunte nel rispetto della disciplina.
Di conseguenza, l’istituto milanese ha deliberato di avviare i lavori finalizzati all'integrazione con Mps e il conseguente delisting di Mediobanca, nel rispetto della disciplina sulle operazioni con parti correlate e degli obblighi di legge.
Il consiglio di amministrazione e il comitato parti correlate, si legge in una nota, hanno nominato i rispettivi advisor legali e finanziari.
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