Mps e la candidatura di Palermo: i dubbi BCE e l’appoggio con riserva del proxy ISS

All’ex manager di Cdp candidato Ceo dal cda uscente vengono riconosciute competenza manageriali comprovate e capacità di leadership trasformativa, ideali per il ruolo per cui si candida, ma la BCE non considera l’ente statale come una banca, pertanto Palermo sarebbe privo dell’esperienza necessaria per il ruolo.
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Verso l’assemblea di Mps
La data segnata sul calendario è quella del 15 aprile, giorno in cui l’assemblea di soci di Banca Monte dei Paschi di Siena sarà chiamata scegliere il nuovo corso della banca in attività più antica del mondo.
I nomi degli sfidanti sono noti: la lista del consiglio di amministrazione uscente, guidata da Fabrizio Palermo, vedrà lo sfiduciato ex ad della banca, Luigi Lovaglio, guidare il manipolo messo in campo da Plt Holding (famiglia Tortora), azionista con circa l’1,2% del capitale. Terza incomoda, la lista di azionisti istituzionali (Assogestioni), depositata entro il 21 marzo insieme alle altre.
Palermo, classe 1971 e laureato in Economia all'Università La Sapienza di Roma, è amministratore delegato di Acea, con mandato in scadenza in primavera 2026. In precedenza, da luglio 2018 a maggio 2021, ha guidato Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) come Ad e Direttore Generale, dopo essere stato Cfo dal 2014.
ISS sostiene Palermo con riserve
Un appoggio a Palermo è arrivato ieri dal proxy advisor ISS, il quale ha suggerito agli azionisti di votare per la lista dell’ex manager di Cdp, indicando, di conseguenza, di esprimersi contro le altre liste.
A Palermo vengono riconosciute “competenze manageriali comprovate” e capacità di leadership trasformativa, ideali per il ruolo per cui si candida.
ISS, però, ha avvisato che il manager possiede una esperienza diretta soltanto “limitata” nella gestione di un istituto bancario comparabile a Mps, impegnata peraltro in una fase strategica complessa e con l’integrazione con Mediobanca all’orizzonte.
I dubbi della BCE
Sulla vicenda sarebbe intervenuta la Banca centrale europea, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, con Francoforte che non considererebbe Cdp una banca ai fini della valutazione dell’esperienza bancaria di Palermo.
L’istituto centrale aveva richiesto la candidatura di un manager con rilevante esperienza bancaria, pertanto la mancata ottemperanza di questa richiesta verrà presa in considerazione dalla vigilanza europea nell’ambito del processo di valutazione dei requisiti ’fit and proper’ che, in base alla normativa italiana si svolge a valle della nomina, sempre secondo le fonti dell’agenzia, le quali aggiungono che tale processo può concludersi con una decisione che impone delle condizioni alla banca per rafforzare i profili professionali dei vertici.
La critica al processo
ISS si è poi soffermato sul processo di successione di Lovaglio, affermando che, “pur riconoscendo le problematiche del processo (..) è il dissidente (la lista Tortora, ndr) che deve presentare argomentazioni convincenti a favore del cambiamento, aspetto ancora più rilevante quando si cerca di ottenere un cambio di maggioranza nel consiglio di amministrazione”.
Il proxy aggiunge che nel contesto attuale "seppur tutt'altro che ideale, le preoccupazioni relative alla composizione e alla governance del cda sono state comunque affrontate attraverso un approccio di voto selettivo, candidato per candidato, piuttosto che attraverso un sostegno incondizionato alla lista dei candidati dissidenti".
Nell'ipotesi che ci sia la seconda votazione per i singoli candidati, Iss suggerisce di votare contro l'elezione, oltre che di Maione, tra gli altri, di Alessandro Caltagirone e Domenico Lombardi.
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