Mps e Mediobanca corrono ancora dopo vittoria di Lovaglio

Mps e Mediobanca corrono ancora dopo vittoria di Lovaglio

Lโ€™assemblea dei soci dellโ€™istituto senese ha sorpreso tutti votando a maggioranza la lista presentata da Plt Holding, vittoria ottenuta grazie allโ€™appoggio imprevisto di Delfin e di Banco Bpm, in disaccordo strategico con il consiglio di amministrazione uscente.

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Azioni Mps e Mediobanca ancora in evidenza

Day after lโ€™assemblea dei soci di Banca Monte dei Paschi di Siena che a Piazza Affari continua da dove era terminata ieri per la banca senese e Mediobanca.

I due titoli avevano chiuso in forte crescita la seduta di ieri (+4%), galvanizzati dalla vittoria di Luigi Lovaglio e della lista presentata da Plt Holding in disaccordo con il consiglio di amministrazione uscente, stamattina lโ€™avvio delle contrattazioni vede sia le azioni Mps che quelle di Piazzetta Cuccia guadagnare oltre il 3%, rispettivamente a 8,85 e 19,91 euro.

La vittoria di Lovaglio

La vittoria dellโ€™ex di Mps รจ arrivata ieri a sorpresa, quando lโ€™assemblea degli azionisti ha votato la lista presentata da Plt Holding, bocciando cosรฌ il board uscente.

A essere decisivo era stato lโ€™appoggio di Delfin, titolare del 17,5%, e di Banco Bpm (3,75%), voti che hanno permesso alla lista di Lovaglio di ottenere il 50% dei voti in assemblea, mentre quella del cda uscente si รจ fermata al 38,79%. Terza quella di Assogestioni, con il 6,9% del capitale.

Lovaglio si era presentato con la necessitร  di continuitร  nel progetto di integrazione di Mediobanca, al contrario del cda che proponeva di mantenere separate le due banche, oltre al riconoscimento dei risultati ottenuti sotto la sua guida.

Il nuovo cda, annunciato dal notaio Mario Zanni, sarร  composto da 8 consiglieri di Plt (lista 3), 6 nominati dal cda uscente (lista 1) e uno da quella di Assogestioni (lista 2).

Questi i nomi: Cesare Bisoni (lista 3), Nicola Maione (lista 1), Luigi Lovaglio (lista 3), Fabrizio Palermo (lista 1), Flavia Mazzarella (lista 3), Corrado Passera (lista 1), Livia Aliberti (lista 3), Massimo di Carlo (lista 3), Carlo Vivaldi (lista 1), Patrizia Albano (lista 3), Paolo Boccardelli (lista 1), Carlo Corradini (lista 3), Paola Leoni (lista 3), Antonella Centra (lista 1) e Paola De Martini (lista 2).

La fiducia accordata dagli azionisti di Mps "e questo incoraggiamento aggiungono ancora piรน determinazione per fare quello che abbiamo in mente di fare, e non vedo l'ora di ricominciare", dichiarava Lovaglio dopo la vittoria. Il progetto di Mps, con l'integrazione di Mediobanca, "รจ importante per la banca e per il Paese", ha sottolineato Lovaglio aggiungendo che il piano "trae origine dal progetto lanciato lo scorso anno. Vogliamo essere protagonisti nel sistema bancario italianoโ€, concludeva il manager.

Perchรฉ Delfin ha votato contro il cda

Il futuro di Mediobanca, dunque, appare come una delle grandi differenze tra la strategia di Lovaglio e quella del cda uscente e che ha spinto Francesco Milleri, il capoazienda di Essilux e di Delfin, la holding degli eredi Del Vecchio, ha rivolgersi allโ€™ex ceo.

Fino allโ€™ultimo, Milleri non si era schierato apertamente nella contesa, accreditando di fatto un'astensione del suo 17,5% che avrebbe favorito la lista sostenuta anche da Francesco Gaetano Caltagirone con il suo 10%.

La vicenda segna una rottura tra lui e Caltagirone, coppia che fino a quel momento avevano โ€˜lottatoโ€™ insieme prima contro il ceo di Mediobanca (Alberto Nagel) e poi contro quello di Generali (Philippe Donnet), per poi giocare la partita della conquista di Piazzetta Cuccia attraverso lโ€™Opas di Mps, con il governo sullo sfondo.

Ieri, invece, era emersa la rottura, incentrata soprattutto sul disaccordo della gestione della di Mps e di Mediobanca, anche se ha pesato anche lโ€™inchiesta che ha coinvolto Lovaglio e Caltagirone.

Altro elemento, forse ancora piรน determinante, รจ la questione legata a Generali, detenuta al 13% da Mediobanca, quota che permette a Milleri di poter influire maggiormente considerando anche il 10,5% posseduto dai Del Vecchio: Caltagirone si ferma al 6,3%.

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