Scontro in Mps: Tortora contro il cda dopo il licenziamento di Lovaglio. Critiche anche a Glass Lewis

La candidatura dell’AD di Siena nella lista di Plt Holding avrebbe spinto il board della banca a licenziarlo per giusta causa, infiammando ancora di più gli animi in vista dell’assemblea dei soci del 15 aprile.
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Tortora attacca il cda di Mps su Lovaglio
Passano i giorni e si avvicina la data del 15 aprile, giorno dell’assemblea dei soci che deciderà sul futuro management di Banca Monte dei Paschi di Siena. Nell’attesa, lo scontro si fa sempre più duro tra i soci e oggi è arrivata la replica di Pierluigi Tortora alla decisione del consiglio di amministrazione di Mps che ieri aveva licenziato per giusta causa l’ormai ex AD Luigi Lovaglio dalla sua posizione di Direttore generale dopo il ritiro delle deleghe deliberato lo scorso 25 marzo.
“A nostro avviso si tratta di un'iniziativa infondata e 'abnorme'”, scriveva in una nota Tortora, promotore della lista alternativa guidata dalla sua Plt Holding (azionista con oltre l'1,2% di Mps) per il rinnovo del cda che include anche lo stesso Lovaglio, dopo aver specificato di non poter “che prendere atto” del licenziamento annunciato ieri sera dal board tramite una nota.
Tortora ritiene che l'unica motivazione sia nel fatto che il manager abbia accettato la candidatura nella lista di Plt Holding dopo essere stato escluso da quella del cda. Un provvedimento "che sembra perseguire unicamente finalità analoghe a quelle dei tentativi posti in essere nei giorni scorsi di escludere la lista Plt e privare in tal modo i soci di Mps del diritto di esprimere il loro voto su una lista che mira a dare alla banca una continuità nella gestione di successo degli ultimi esercizi", aggiungeva.
A Piazza Affari, intanto, le azioni Mps aprono la seduta odierna in forte rialzo (+6,8%), a 7,866 euro, spinte dal positivo sentiment di mercato sostenuto dalla notizia della tregua in Medio Oriente.
Scontro con il proxy Glass Lewis
La scorsa settimana Tortora aveva messo nel mirino anche la posizione del proxy advisor Glass Lewis, il quale aveva invitato gli investitori istituzionali presenti nel capitale di Mps a votare per la lista del board uscente, sulla stessa linea di quanto indicato da un altro proxy, Iss.
Se per Glass Lewiss la posizione di Lovaglio “potrebbe aver contribuito a un certo grado di incertezza per gli azionisti”, la decisione di cambiare il capoazienda “rientra nel mandato legittimo del cda e sembra essere basata su considerazioni che vanno oltre la performance operativa” della banca. La lista del cda, quindi, “sembra meglio posizionata per garantire una cornice di governance bilanciata e stabile in un periodo di transizione strategica”, secondo il proxy.
Glass Lewis nota “un’assenza di reazione di mercato significativamente negativa all'annuncio di una lista priva dell'amministratore delegato”, ma per la Holding di Tortora questa affermazione appare “imprecisa” e un fattore qualificato come irrilevante (l'indagine in corso riguardante l'ex AD Lovaglio) "non può divenire decisivo" nella raccomandazione. La holding punta anche il dito sul fatto che la stabilità è riconosciuta come essenziale, ma la raccomandazione genera instabilità. "Glass Lewis sottolinea la necessità di stabilità durante l'integrazione con Mediobanca e identifica espressamente la continuità come un valore”, si legge in una lettera agli azionisti, “Tuttavia, sostiene soltanto sei dei nove amministratori uscenti e raccomanda di votare contro tre di essi, incluso il Presidente del Comitato Nomine. Inoltre, attribuisce alla continuità a livello di consiglio un significativo beneficio di governance, mentre considera la discontinuità a livello di Amministratore Delegato come neutra o addirittura auspicabile. Ciò risulta difficilmente conciliabile con la natura degli interessi in gioco. L'AD è il soggetto responsabile dell'esecuzione del piano industriale, della gestione dell'integrazione con Mediobanca, del mantenimento dei rapporti con la vigilanza BCE e del dialogo con gli investitori istituzionali. È l'AD, e non gli amministratori non esecutivi, a svolgere un ruolo determinante nel verificare se l'integrazione genererà le sinergie attese e se il gruppo risultante raggiungerà gli obiettivi del piano 2026-2030. Lovaglio ha elaborato tale piano. La sua conoscenza istituzionale dell'operazione Mediobanca - controparti, profili regolamentari, complessità operative - non è trasferibile a un nuovo AD".
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