Opas Poste Italiane su Tim, riaperti i termini per l’adesione

Gli azionisti dell’ex monopolista avranno tempo fino a venerdì prossimo per aderire ottenendo così nuove azioni dell’offerente e una parte in cash.
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Tempi supplementari per l’Opas di Poste su Tim
Riaperti oggi i termini per l’adesione all’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) volontaria totalitaria promossa da Poste Italiane sulle azioni ordinarie di Telecom Italia.
I soci Tim, in particolare, avranno tempo fino a venerdì 25 settembre 2026 per aderire all’offerta, in orari di Borsa aperta.
L’offerta prevede un concambio di 0,218 nuove azioni Poste Italiane per ogni azione Tim consegnata, oltre ad una componente cash pari a 1,97 euro.
Gli azionisti di Tim che consegneranno i loro titoli in questo periodo saranno pagati il 2 ottobre e diventeranno subito azionisti del gruppo delle spedizioni.
“La cosa migliore è aderire”, spiegava il ceo di Poste, Matteo Del Fante, in una recente intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che "Non ha molto più senso restare azionista di un’azienda che non ha pagato e non paga il dividendo e che è una frazione di Poste, in un contesto in cui Poste sta valorizzando queste azioni di Tim”.
A Piazza Affari, intano, oggi le azioni Tim aprono la seduta a 7,823 euro, con una crescita dell’1%, mentre quelle di Poste Italiane salgono dello 0,20%, restando intorno ai 27 euro.
I risultati dell’Opas
I risultati definitivi dell’Opas avevano mostrato l’adesione di 993.596.322 azioni Tim, pari a circa il 46,523% del capitale sociale e al 58,229% circa delle azioni oggetto dell’offerta.
Considerando la quota già detenuta da Poste, l’offerente detiene attualmente circa il 66,627% del capitale sociale dell’ex monopolista.
“L’eventuale raggiungimento della soglia del 90% consentirebbe a Poste Italiane di conseguire lo squeeze-out e, conseguentemente, di accelerare il processo di integrazione e la generazione di sinergie”, spiegano gli analisti di Equita che sulle azioni Poste Italiane mantiene la raccomandazione d’acquisto (buy) con target price a 31 euro.
Il razionale strategico dell’operazione secondo Equita
Equita aveva rivisto al rialzo le stime di Poste Italiane standalone (+3% in media sull'utile 2027-28) e, utilizzando le stime su Tim e le sinergie indicate, stima che al 2029 Poste Italiane possa conseguire un utile in area 4,3 miliardi di euro, senza ancora includere i benefici derivanti dai progetti recentemente annunciati e su cui ci aspettiamo maggiori dettagli, anche quantitativi, in occasione del business plan nel primo trimestre 2027.
La sim ritiene che l’operazione veda un “solido razionale strategico” e lo spazio di creazione di valore derivante da una piena integrazione tra Poste e Tim, con il target di sinergie di 700 milioni che viene ritenuto realistico e su cui non è escluso possibile spazio di upside oltre il 2029.
L'analisi si è soffermata in particolare sul Nuovo Financial Hub, simulando i potenziali benefici in caso di piena implementazione del progetto (ragionevolmente entro fine 2027, subordinatamente ai necessari cambiamenti normativi e alle approvazioni regolamentari).
Viene stimato un contributo a utile netto da NII addizionale in area 25 milioni di euro nella fase 1 (conferimento del business dei pagamenti in BancoPosta), che potrebbe salire a oltre 130 milioni di euro nella fase 2 (conferimento del business assicurativo in BancoPosta), pari a circa il 4% degli utili pro-forma della combined entity.
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