PayPal crolla sul possibile stop alla sua vendita

L’offerta lanciata dal consorzio formato dal fondo di private equity Advent International e dal gruppo di pagamenti Stripe sarebbe stata giudicata insufficiente da parte del consiglio di amministrazione della società statunitense.
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Stop alla vendita di PayPal
Ci sarebbe una brusca frenata nell’operazione che porta all’acquisizione di PayPal da parte di un consorzio formato dal fondo di private equity Advent International e dal gruppo di pagamenti Stripe.
L’indiscrezione è stata pubblicata da Bloomberg, le cui fonti parlano di un abbandono delle trattative da parte dei due soggetti dopo che a luglio l’agenzia Reuters aveva riportato di un’offerta da 60,50 dollari per azione, per un totale di 50 miliardi di dollari, cifra che sarebbe stata giudicata insufficiente dal consiglio di amministrazione di PayPal.
Nel caso in cui l’operazione andasse in porto, questa avrebbe il potenziale per essere come uno dei più grandi leveraged buyout di sempre, anche se i management dei due gruppi non hanno voluto commentare l’indiscrezione.
Crollano le azioni
La notizia ha attirato forti vendite a Wall Street sulle azioni PayPal, con il titolo che cede il 14% nel pre market USA, scendendo a 52 dollari, dopo essere aumentate di oltre il 40% in questo trimestre.
Il rally si basava su due pilastri: una trimestrale superiore alle aspettative degli analisti e una persistente speculazione sull'acquisizione. Con la capitalizzazione di PayPal di circa 52,6 miliardi vicina al prezzo dell'offerta ritirata, resta ben poco a sostenere la valutazione del titolo.
La strategia
Con il venir meno dell'ipotesi Advent-Stripe, il futuro strategico della società torna quindi al centro dell'attenzione degli investitori, mentre le notizie relative a possibili operazioni straordinarie potrebbero continuare a influenzare l'andamento del titolo nel breve periodo.
PayPal è stata tra le prime realtà nei pagamenti digitali, dopo la fondazione a fine anni '90, ma negli ultimi anni fatica a modernizzare le sue tecnologie di pagamento mentre competitor come Apple e Alphabet hanno conquistato quote di mercato.
La società ha anche rimosso l'ex CEO Alex Chriss a inizio 2026, sostituendolo con Enrique Lores a marzo. Lores ha dichiarato che stabilirà obiettivi finanziari precisi, cambierà il modo in cui la società comunica i risultati e assegnerà target di ricavo a ciascuna linea di business. Sono cambiamenti che richiederanno vari trimestri, non pochi giorni.
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