Petroliferi di nuovo in salita dopo lo stop ai colloqui USA-Iran

Petroliferi di nuovo in salita dopo lo stop ai colloqui USA-Iran

Nonostante la riapertura dello Stretto di Hormuz, i nuovi attacchi di Israele al Libano rimettono in dubbio lโ€™efficacia della bozza di accordo tra Washington e Teheran, portando di nuovo in alto le quotazioni del greggio.

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Quotazioni del petrolio di nuovo in salita

Sembrava tutto risolto in Medio Oriente dopo lโ€™accordo raggiunto nelle scorse ore tra Stati Uniti e Iran ma lโ€™ennesima frenata nei colloqui di pace tra Washington e Teheran porta nuova incertezza sui mercati. A reagire รจ subito il petrolio: il greggio WTI guadagna il 2% e si torna sopra quota 78 dollari, mentre il Brent resta in paritร  intorno gli 80 dollari al barile.

A Piazza Affari, i nuovi timori accendono i titoli petroliferi, in particolare Tenaris (+2%), Eni (+2%) e Saipem. Nel resto dโ€™Europa, salgono anche Repsol (+1,70%), TotalEnergies (+1,60%), BP (+1,60%), Galp Energia (+1,40%) e Marel et Prom (+1,40%).

Stop alle negoziazioni

La bozza dโ€™intesa di 14 punti firmata tra USA e Iran si poneva alcuni obiettivi su cui non cโ€™รจ alcuna unitร  di vedute fra i negoziatori, che dovranno rivedersi nei prossimi 60 giorni per il vero lโ€™accordo. A queste incertezze si aggiungono gli attacchi al Libano da parte di Israele, non coinvolta nelle trattative ma sรฌ nei punti concordati tra Washington e Teheran, in particolare con la richiesta di stop alle operazioni militari israeliane proprio in Libano.

Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha annullato il viaggio a Lucerna dove avrebbe dovuto incontrare i negoziatori iraniani per assicurare l'attuazione dell'accordo di pace. Vance e la delegazione statunitense erano pronti a partire per la Svizzera, maย Teheran non ha confermato la presenza dei negoziatori iraniani, che pare vogliano attendere segnali di attuazione dell'accordo provvisorio prima di avviare i successivi round di colloqui di pace.

Buone notizie da Hormuz

In questo contesto, sono arrivate buone notizie dallo Stretto di Hormuz, attraverso il quale sono passate petroliere con oltre 12 milioni di barili di greggio, secondo quanto confermato da Vance, molto vicino ai circa 14 milioni che transitavano prima della guerra.

"Si tratta del dato piรน alto dall'inizio del conflitto", ha commentato Vance durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, aggiungendo che "per la seconda notte consecutiva, gliย iraniani non hanno sparato contro nessuna naveย nello Stretto di Hormuz" e che "stanno rispettando i loro impegni".

In base all'accordo siglato fra USA-Iran, Teheran si รจ impegnata a far transitare navi nello Stretto senza pretendere il pagamento di alcun pedaggio per 60 giorni, mentre gli Stati Uniti dovranno revocare il blocco navale. Nel frattempo, gli esperti del settore petrolifero hanno giร  anticipato che laย riapertura di Hormuz non risolverร  l'enorme interruzione delle fornitureย causata dalla guerra e che il mercato dovrร  fare i conti con la realtร  entro la fine dell'anno, quando i dati mostreranno l'enorme deficit di forniture e scorte di petrolio.

Morgan Stanley declassa i petroliferi

Il cambio di contesto aveva spinto Morgan Stanley a declassare le azioni del settore energetico europeo da overweight a equal-weight, a seguito della parziale riapertura dello Stretto di Hormuz e di un deterioramento strutturale delle prospettive di utili per il settore.

La banca ha rimosso sei azioni dallโ€™elenco dei suoi 50 migliori titoli, che costituisce la base del suo modello settoriale: tra i titoli energetici usciti figuranoย TotalEnergies,ย Aker BP ASA,ย Repsol,ย OMV,ย Tenarisย eย Neste Corporation.

A seguito di questa mossa, il settore energetico passa dal quarto al nono posto nel modello settoriale europeo della banca, precedentemente rappresentate dellโ€™8%: MS spiega che la rettifica riflette le implicazioni del recente accordo sui prezzi del petrolio e sulla performance relativa dei titoli energetici.

I modelli di consenso per il settore energetico europeo assumono un prezzo medio delย Brentย per il 2026 di 88,50 dollari al barile, il che implica un prezzo di 83 dollari al barile per il resto dellโ€™anno.

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: TEN
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