Pfizer alza la guidance 2026 dopo trimestrale oltre le attese

Il rialzo delle stime dopo il secondo trimestre trainato da Eliquis e Vyndaqel, ma restano le incertezze su pipeline e patent cliff.
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Pfizer alza la guidance
Pfizer Inc. ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026, portando il valore centrale delle stime di vendita a 60,5-62,5 miliardi di dollari, rispetto alla precedente forchetta di 59,5-62,5 miliardi. L’aggiornamento arriva dopo un secondo trimestre caratterizzato da una domanda robusta per farmaci consolidati come l’anticoagulante Eliquis e il cardiologico Vyndaqel, che hanno superato le attese degli analisti.
Il rialzo arriva dopo un secondo trimestre con un utile per azione (EPS) pari a 77 centesimi per azione, superiore alle aspettative degli analisti di 68 centesimi per azione (dati LSEG), e ricavi a 15,03 miliardi, superando le stime di 14,41 miliardi.
Inoltre, ha annunciato di prevedere ulteriori risparmi pari a 2,5 miliardi grazie alle iniziative di riduzione dei costi in corso, da realizzare tra il 2027 e il 2029.
A Wall Street, intanto, le azioni Pfizer aprono la seduta sopra la parità (+1%), a 25,10 dollari.
La strategia
La società dovrà ora affrontare la prossima fase del piano di risparmio senza un CFO permanente: David Denton, figura chiave per la stabilità finanziaria, lascerà l’azienda a fine mese per passare a Nike, sostituito temporaneamente da Cecile Guegan.
L’azienda sta continuando a riorganizzarsi dopo il crollo della domanda dei prodotti legati al Covid-19. Già nel 2023 aveva avviato un piano di taglio dei costi da 7 miliardi di dollari in cinque anni, puntando su automazione, intelligenza artificiale e riduzione della forza lavoro in alcuni siti, come la Svizzera. Ora, Pfizer ha annunciato un’estensione del programma di risparmio, con ulteriori tagli attesi fino al 2029.
Opportunità a breve termine
Nonostante il rialzo della guidance, gli investitori restano scettici sulla pipeline del colosso farmaceutico. I costosi investimenti in oncologia e obesità non hanno ancora dato i frutti sperati, e preoccupa la capacità di Pfizer di colmare il patent cliff da 35 miliardi previsto entro la fine del decennio. A pesare anche il recentissimo fallimento di un farmaco sperimentale per il tumore al polmone avanzato, acquisito con la costosa operazione da 43 miliardi su Seagen Inc. nel 2023.
“La situazione a breve termine di Pfizer rimane difficile, date le numerose scadenze di brevetti di grande rilevanza che l’azienda deve affrontare, ma riteniamo che i continui progressi sia sul fronte commerciale che in termini di pipeline dovrebbero contribuire ad accrescere l’interesse degli investitori nei confronti del titolo in futuro”, spiega l’analista di Guggenheim Vamil Divan.
Evan Seigerman di BMO Capital Markets vede comunque opportunità a breve termine che potrebbero “ridisegnare la narrativa di Pfizer”, ma restano aperti i dubbi sul valore dell’acquisizione Seagen e sulla capacità di fornire maggiore visibilità su tempistiche e potenziale dell’oncologia.
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