Poste Italiane, Barclays alza il target price sulle prospettive con Tim

Gli analisti del broker ritengono che l’operazione con l’ex monopolista dovrebbe tradursi in un incremento degli utili nel breve-medio termine e sostenere la crescita anche nel lungo periodo.
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Azioni Poste Italiane protagoniste
Poste Italiane brilla a Piazza Affari nonostante l’andamento negativo del Ftse Mib di oggi (-0,50%) dopo il giudizio positivo sul titolo arrivato dagli analisti di Barclays.
Tra i pochi titoli in positivo, Poste guadagna ancora oltre l’1% quando mancano circa tre ore alla chiusura della borsa di Milano, salendo a 28,60 euro. Seguono in positivo le azioni Telecom Italia (+1%), in vista della prevista aggregazione tra i due gruppi.
Lo scorso marzo, infatti, Poste Italiane aveva annunciato il lancio di un'Opas da 10,8 miliardi di euro su Telecom Italia, con l'obiettivo di creare un grande gruppo integrato nei settori finanziario, digitale e delle telecomunicazioni. Dopo il via libera delle autorità competenti, l'Opas dovrebbe prendere il via nei prossimi mesi.
In particolare, per ogni azione ordinaria Tim portata in adesione all'offerta, la società ha proposto un corrispettivo composto da 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane e da 0,167 euro in contanti.
Nei giorni scorsi l'assemblea degli azionisti di Poste Italiane ha approvato l'aumento di capitale a servizio dell'operazione.
Fiducia da Barclays
La banca britannica ha rivisto il giudizio su Poste Italiane da ‘equal weight’ a ‘overweigh’, alzando il target price da 21,6 a 35,2 euro, proprio sulle prospettive dell’operazione con Tim che dovrebbe tradursi in un incremento degli utili nel breve-medio termine e sostenere la crescita anche nel lungo periodo.
Per la banca d'affari, l'integrazione migliorerebbe la capacità di Poste di generare cassa, risorse che potrebbero poi essere investite per supportare lo sviluppo di Tim.
La nuova entità combinata “sarebbe in grado di generare liquidità (lato Poste) con maggiori opportunità di investire tale liquidità per crescere (lato TIM)”.
Barclays ritiene inoltre che il nuovo gruppo sarebbe in grado di competere con gli istituti bancari tradizionali, grazie a un'offerta integrata di servizi finanziari, assicurativi, di pagamento e di tecnologia. Infine, gli analisti stimano un rendimento medio del dividendo intorno al 6% tra il 2026 e il 2029.
Gli esperti ritengono inoltre che "il piano aziendale sia un catalyst chiave per comprendere la nuova strategia di Poste, che integrerà i servizi finanziari, assicurativi e di pagamento, creando un operatore data-driven e incentrato sull'IT in grado di competere con le neo banche, possedendo la forte notorietà del marchio e la fiducia che normalmente solo i grandi operatori consolidati possiedono".
Infine, il broker osserva poi che, nonostante "la questione dei dividendi possa essere meno centrale, poiché la crescita diventa più importante, prevede un aumento della cedola su base annua, con un rendimento medio di circa il 6% nel periodo 2026-2029".
Considerando "la diversificazione del business di Poste e il quadro normativo come elementi difensivi, in termini di resilienza del DPS", da Barclays ritengono che "la distribuzione rimanga un punto di riferimento per l'investimento".
L'analisi del broker sui flussi di cassa per l'entità combinata, infine, evidenzia " una solida capacità di generazione di cassa".
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