Poste Italiane non raggiunge il 90% di Tim

Poste Italiane non raggiunge il 90% di Tim

Fallisce il tentativo di far partire lo squeeze out che permette all'azionista che ha raggiunto una soglia elevata del capitale di acquistare in via coattiva le azioni residue degli azionisti di minoranza e procedere a un veloce delisting.

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I risultati dell’Opas di Poste Italiane su Tim

Fallito il tentativo di Poste Italiane di raggiungere il 90% di Telecom Italia, quota che le avrebbe permesso il delisting del titolo da Piazza Affari.

Secondo i dati diffusi alla conclusione della riapertura dei termini dell’Opas, le adesioni sono arrivate al 65,72% del capitale dell’ex monopolista (ovvero l'82,2542% sulle azioni oggetto dell'offerta), portando così la quota detenuta da Poste all’85,82% circa.

È stata la "fomo, fear of missing out, ovvero la paura di perdere il treno di Poste in partenza a convincere gli azionisti di Tim", spiegava l'amministratore delegato del gruppo postale, Matteo Del Fante.

Nel caso in cui avesse raggiunto il 90%, sarebbe scattato lo squeeze out che permette all'azionista che, ha raggiunto una soglia elevata del capitale, di acquistare in via coattiva le azioni residue degli azionisti di minoranza e procedere a un veloce delisting.

I dati erano stati diffusi venerdì scorso a mercato chiuso e l’apertura odierna degli scambi a Piazza Affari vede le azioni Tim cedere oltre il 3%, scendendo sotto quota 7 euro, mentre il titolo Poste Italiane scivola dell’1,30%, a 25,48 euro.

I nuovi scenari

A questo punto, si aprono vari scenari per Poste qualora voglia centrare in fretta l'obiettivo del delisting. Il gruppo potrebbe comprare sul mercato oppure potrebbe fondere Tim con un'altra controllata, tipo Poste Mobile, per fare un esempio. In questo modo dovrebbe liquidare cash gli azionisti che non hanno aderito all'Opas.

“Sebbene la soglia raggiunta non permetta lo squeeze-out, riteniamo che Poste inizierà immediatamente a lavorare alla generazione di sinergie e a strutturare l’integrazione delle due realtà, in preparazione del nuovo piano che sarà presentato nel primo semestre 2027”, ipotizzano gli analisti di Equita che confermano la raccomandazione buy sul titolo Poste Italiane, con target price a 31 euro.

Lato Tim, proseguono dalla sim, “sebbene il titolo abbia un supporto dall’obiettivo di Poste di arrivare al delisting del gruppo, in modo da accelerare e semplificare la realizzazione delle sinergie, vediamo pressione nel breve alla luce di:

  • overperformance rispetto al settore di riferimento (+20% da annuncio dell’Opas Poste rispetto al -2% per Eurostoxx TLC);
  • multipli impliciti di Tim stand-alone piuttosto pieni (EV/EBITDA aL domestico 8x-7,6x 2026-27);
  • impossibilità per Poste di comprare titoli Tim sul mercato nei prossimi 6 mesi sopra il prezzo implicito dell’offerta calcolata alla data dell’annuncio, aggiustato per il bump (calcoliamo 6,65PS euro);
  • rischio che le priorità nella capital allocation di Tim si modifichino, con focus su investimenti rispetto a shareholder remuneration;
  • bassa liquidità del titolo.

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: PST
Isin: IT0003796171
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Codice: TIT.MI
Isin: IT0003497168
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