Renault, Barclays abbassa il giudizio: pesa la sfida dei risparmi

La banca britannica mantiene invariato il target price dopo il rally dai minimi di giugno, vede meno spazio di rivalutazione nel breve periodo e segnala difficoltà nel raggiungere gli obiettivi di efficienza.
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Barclays riduce la raccomandazione
Barclays cambia orientamento su Renault e porta la raccomandazione sul titolo a equal weight da overweight, mantenendo però invariato a 31,50 euro il prezzo obiettivo rispetto ai 28,17 euro di questa mattina (-1,50%) a Parigi.
Su 20 analisti che seguono Renault, nove raccomandano l'acquisto del titolo con un giudizio di strong buy o buy, otto raccomandano hold e tre raccomandano sell, con un giudizio di strong sell o sell, secondo dati forniti da LSEG.
La revisione arriva dopo il forte recupero messo a segno dalle azioni della casa automobilistica francese, che dai minimi registrati a giugno hanno guadagnato circa il 15%, facendo meglio di circa 5 punti percentuali rispetto all’indice europeo SXAP nello stesso periodo.
Secondo gli analisti di Barclays, il recente rialzo ha già incorporato buona parte degli elementi positivi che sostengono la storia di investimento di Renault. La banca continua infatti a riconoscere diversi punti di forza al gruppo, tra cui una redditività relativamente elevata rispetto ai concorrenti europei, una situazione patrimoniale solida e prospettive interessanti sul fronte della remunerazione degli azionisti.
I punti di forza di Renault
Barclays sottolinea in particolare l'impegno della società a incrementare progressivamente il dividendo espresso in valore assoluto, elemento che potrebbe sostenere il ritorno per gli azionisti nel medio periodo.
Positivo anche il giudizio sulla piattaforma tecnologica e sull'offerta di prodotto, soprattutto nel settore delle auto elettriche a batteria. A questo proposito, gli analisti citano come elemento significativo la recente decisione di Ford di affidare a Renault la produzione per conto terzi di alcuni suoi modelli elettrici compatti destinati al mercato europeo.
Nonostante questi elementi favorevoli, Barclays ritiene che il quadro competitivo renda più complesso il percorso di miglioramento degli utili.
Tagli alle stime sugli utili
La banca britannica ha infatti ridotto del 3-6% le proprie previsioni sull'EBIT rettificato di Renault per il periodo 2026-2028, dopo aver analizzato i risultati del primo semestre.
Il principale problema individuato dagli analisti è l'elevata pressione competitiva sul mercato europeo, che rende necessario un programma di riduzione dei costi particolarmente ambizioso. Renault punta a ottenere risparmi di circa 400 euro per veicolo ogni anno fino al 2028, un obiettivo che, secondo le stime della società, dovrebbe tradursi in circa 1 miliardo di euro di risparmi annuali.
Si tratta di una cifra significativa, pari a circa il 30% dell'EBIT di gruppo che Barclays prevede per il 2026. Proprio la capacità di trasformare gli obiettivi di efficienza in risparmi effettivi rappresenta quindi uno dei principali fattori di rischio per le prospettive finanziarie del gruppo.
Il nodo dei costi
Barclays ritiene che la quantità di risparmi necessaria per sostenere i margini sia particolarmente elevata. Gli analisti riconoscono al nuovo amministratore delegato François Provost un atteggiamento deciso e un'elevata urgenza nell'affrontare il problema dei costi, ma allo stesso tempo considerano molto impegnativo il ritmo di efficientamento richiesto.
Il tema è diventato ancora più rilevante dopo i risultati del primo semestre, che avevano comunque evidenziato una performance superiore alle aspettative del mercato. Renault ha infatti battuto il consensus su ricavi, margine EBIT e free cash flow.
Barclays invita però alla cautela nell'interpretare questi numeri, sottolineando che parte del miglioramento sarebbe stato favorito da fattori temporanei, tra cui il riassortimento delle scorte, una maggiore capitalizzazione dei costi di ricerca e sviluppo e alcuni effetti legati alla dinamica del capitale circolante.
Secondo semestre decisivo
La vera prova per Renault arriverà quindi nella seconda metà dell'anno. Per mantenere il livello di redditività previsto per il 2026 sarà necessario ottenere risparmi molto superiori a quelli realizzati nella prima parte dell'anno.
Nel primo semestre il margine EBIT si è attestato al 5,2%, mentre Barclays ritiene difficile che il gruppo riesca a raggiungere il limite inferiore della propria guidance annuale, fissata in una fascia compresa tra il 5,3% e il 5,7%.
Particolarmente ambizioso appare il contributo atteso dalla funzione acquisti. Secondo le stime degli analisti, i risparmi provenienti da quest'area dovrebbero passare dai circa 170 milioni di euro del primo semestre a 900 milioni nella seconda metà dell'anno.
Un'accelerazione di tale portata viene considerata poco realistica da Barclays. Per questo motivo la banca non prevede più che Renault riesca a centrare la parte bassa del proprio obiettivo di marginalità per l'intero esercizio.
Volumi positivi in Europa, ma la Turchia rallenta
Sul fronte commerciale, i dati di luglio offrono comunque alcuni segnali incoraggianti. I volumi di Renault nell'area EU5 sono aumentati del 7,2% su base annua, confermando una buona tenuta della domanda nei principali mercati europei.
Più preoccupante, invece, la performance della Turchia, che rappresenta il principale mercato di Renault al di fuori dell'Europa e pesa per circa il 7% sui volumi complessivi del gruppo. A luglio le vendite nel Paese hanno registrato un forte calo del 21% su base annua, dopo aver mostrato una performance superiore alle attese per gran parte dell'anno.
La debolezza turca potrebbe avere conseguenze anche sulle vendite del marchio Dacia. Barclays prevede infatti una contrazione dei volumi Dacia nell'intero 2026, dopo il calo dell'8,1% registrato nel primo semestre. Si tratta di un andamento peggiore rispetto all'obiettivo iniziale della società, che prevedeva sostanzialmente volumi stabili.
Barclays preferisce Volkswagen
Nel settore automobilistico europeo Barclays continua a mostrare una maggiore preferenza per Volkswagen, sulla quale mantiene una raccomandazione overweight.
Il passaggio a equalweight su Renault non rappresenta quindi una bocciatura dei fondamentali del gruppo francese. La banca continua a riconoscere la solidità finanziaria, la qualità dell'offerta e il potenziale di remunerazione degli azionisti della società. Il problema principale riguarda piuttosto il rapporto tra le aspettative già riflesse dal titolo e la difficoltà di realizzare rapidamente i risparmi necessari per sostenere i margini.
Dopo il rally degli ultimi mesi, Barclays ritiene quindi che il potenziale di rialzo sia diventato più equilibrato, mentre la capacità del management di trasformare il piano di efficienza in risultati concreti sarà determinante per riaprire la strada a possibili revisioni positive delle stime.
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