Saipem, allo studio jv con Fincantieri nel settore underwater

L’operazione, ancora in via di definizione, arriverebbe dopo il fallimento dell’acquisizione diretta di Sonsub da parte di Fincantieri e alcuni analisti la definiscono come “sensata” a livello industriale.
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Jv per Saipem e Fincantieri?
Saipem e Fincantieri starebbero lavorando a una joint venture per sviluppare applicazioni di difesa della tecnologia Hydrone/Sonsub dopo il fallimento dell’acquisizione diretta di Sonsub da parte di Fincantieri. A scriverlo è MF in un articolo pubblicato in queste ore.
Sonsub è il centro di eccellenza del gruppo guidato da Alessandro Puliti specializzato nelle tecnologie e nella robotica sottomarina, con droni autonomi utilizzati per ispezione e manutenzione di infrastrutture offshore fino a 3.000 metri di profondità.
Secondo fonti del media, le parti starebbero lavorando alla definizione di una struttura societaria condivisa per mettere a fattor comune il know-how di Saipem negli Hydrone e la capacità d'integrazione di Fincantieri, creando un polo d'eccellenza nel settore dei robot subacquei.
Per il momento, spiega ancora MF, non esiste ancora una timeline definita per il closing e la sfida risiederebbe nella definizione di una governance efficace.
Una soluzione “sensata” secondo Intermonte
Gli analisti di WebSim Intermonte ritengono che sul fronte Underwater, una JV con Saipem rappresenterebbe “una soluzione industrialmente sensata”.
In questo modo, proseguonod alla sim, “Fincantieri non acquisirebbe Sonsub, ma avrebbe accesso a competenze critiche su robotica subacquea, droni profondi e interventi su infrastrutture offshore, integrandole nell’ecosistema Underwater che sta costruendo con WASS, Remazel, NextGeo, WSense, Graal Tech e Defcomm” e “questo rafforzerebbe la logica di Fincantieri come prime contractor integrato del dominio subacqueo, con applicazioni defence, dual-use e protezione infrastrutture critiche”.
In arrivo commessa dalla Marina militare italiana
Intanto, sempre secondo MF, per Fincantieri sarebbe in arrivo una nuova commessa della Marina militare italiana per due nuove fregate Fremm Evo che potrebbe valere in tutto circa 1,5 miliardi di euro. Serviranno per rimpiazzare le due navi Carlo Bergamini e Virginio Fasan che nel 2028 e nel 2030 passeranno alla Grecia.
Per Intermonte, l’eventuale ordine sarebbe “una naturale conseguenza industriale dopo l’accordo per la cessione alla Grecia di Bergamini e Fasan, ma l’indiscrezione ne aumenta la visibilità e conferma che anche questo dossier si sta muovendo”.
“Dopo DDX, Portogallo, LSM in US e Grecia, un nuovo ordine domestico Fremm Evo rafforzerebbe ulteriormente la conversione della pipeline Defence, aumentando visibilità su backlog, ricavi ed EBITDA Naval dei prossimi anni”, concludono dalla sim.
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