SpaceX, ecco i primi target price degli analisti

L’esordio di ieri nel Nasdaq 100 è stato deludente ma molti esperti restano ottimismi per il futuro della società di Elon Musk, prevedendo diversi rialzi.
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SpaceX dopo l’esordio nel Nasdaq 100
Luci su SpaceX dopo il primo giorno di contrattazioni per la società di Elon Musk come componente dell’indice Nasdaq 100 che dovrebbe innescare un flusso di acquisti da parte dei fondi passivi anche se l’esordio non ha portato bene visto il -6,83% della chiusura (149,47 dollari). Il calo della società era inserito in un contesto di debolezza per il settore tech, alla luce della deludente trimestrale di Samsung che ha condizionato il comparto.
Oggi, invece, l’andamento nel pre market USA vede le azioni SpaceX viaggiare intorno la parità, mentre quello dei mercati peggiora dopo le dichiarazioni di Donald Trump sulla fine della tregua con l’Iran a seguito degli attacchi nello Stretto di Hormuz.
I primi target price degli analisti
Ieri si era concluso il periodo di silenzio post-IPO nel quale non era possibile diffondere i report sull’azienda da parte deli analisti delle banche che hanno sottoscritto l’IPO da 86 miliardi di dollari. In giornata erano arrivati i giudizi di almeno sei banche, tra cui Morgan Stanley e Goldman Sachs, che hanno assegnato valutazioni equivalenti a buy.
Il consenso raccolto da Bloomberg si riassume così: 28 buy, 5 hold, 1 sell. Per quanto riguarda il target price, il prezzo medio è di 236 dollari con agli estremi Raymond James (800 dollari) e Moffettnathason (131 dollari).
Citi vede un rialzo
Tra i più positivi ci sono gli analisti di Citi, i quali hanno fissato un target price di 200 dollari entro fine anno, implicando così un potenziale rialzo di circa il 30%, con raccomandazione d’acquisto.
Il broker delinea anche un percorso a lungo termine verso una valutazione che potrebbe superare i 900 dollari per una market cap che potrebbe arrivare a sfiorare i 12 mila miliardi di dollari ovvero il 13% circa dell'intera capitalizzazione dell'indice MSCI World.
La pietra miliare per giungere a questo obiettivo starebbe, secondo Citi, nel successo di Starship, che aprirebbe le porte a un mercato da trilioni di dollari a cui "nessun'altra azienda può realisticamente accedere", hanno scritto gli analisti.
Anche Raymond James ottimista
Stessa visione positiva anche da Brian Gesuale di Raymond James, il quale vede 800 dollari, con rating ‘strong buy’, il 430% in più rispetto al valore attuale.
Se le azioni dovessero raggiungere quel livello, la valutazione di mercato di SpaceX salirebbe a circa 10.500 miliardi, più del doppio di Nvidia, attualmente la società più preziosa al mondo con una capitalizzazione di circa 4.700 miliardi. Al momento, la valutazione di mercato di SpaceX è inferiore a 2.000 miliardi.
Le proiezioni si basano su ipotesi ambiziose. Ad esempio, SpaceX ha registrato ricavi per 19 miliardi di dollari lo scorso anno. Gesuale prevede che salgano a 5.200 miliardi di dollari entro il 2035. Inoltre, questa crescita non è legata ai settori più noti dell’azienda, come i razzi o la connettività, ma al suo nascente business nell’intelligenza artificiale.
Al momento, l’IA rappresenta 16 miliardi di dollari dei ricavi di SpaceX, in aumento rispetto ai 3 miliardi del 2024, quando “quasi tutti i ricavi dall’IA provenivano da X, principalmente attraverso pubblicità, abbonamenti e licenze dati”, ha scritto Gesuale. Raymond James stima che questa cifra salirà a circa 650 miliardi di dollarientro il 2031, “rendendo l’IA il business più redditizio dell’azienda a partire dal 2027. Entro il 2035, rappresenterà quasi il 94% dei ricavi di SpaceX, ovvero 4.900 miliardi di dollari”, ha aggiunto Gesuale.
Secondo Gesuale, il passaggio a un modello di business che si concentra sulla monetizzazione del calcolo computazionalepiuttosto che sui viaggi spaziali è il modo in cui SpaceX raggiungerà i suoi obiettivi di ricavo.
“Questa crescita è sostenuta da una rapida espansione della capacità computazionale installata, inizialmente attraverso infrastrutture AI terrestri e, progressivamente, estendendosi al calcolo orbitale più avanti nel decennio”, ha scritto.
Gesuale ammette che le previsioni ottimiste non sono prive di rischi. In uno scenario in cui SpaceX dovesse subire fallimenti imprevisti nei lanci, il titolo potrebbe scendere a 125 dollari, al di sotto del prezzo di collocamento iniziale di 135 dollari. I fallimenti nei lanci “solleverebbero preoccupazioni sul ritmo dello sviluppo dell’IA orbitale, di Starlink Mobile e delle opzioni infrastrutturali abilitate da Starship”, ha spiegato.
“Consideriamo l’azienda come una delle società infrastrutturali industriali più determinanti del XXI secolo”, ha scritto Gesuale in una nota ai clienti martedì. “Così come le ferrovie, le reti elettriche e Internet hanno ridisegnato le epoche economiche passate, crediamo che SpaceX stia costruendo la piattaforma fondamentale per la prossima generazione di capacità industriale”.
C’è chi dice sell
Non tutti sono ottimismi. Nicholas Owens di Morningstar ha un rating di sell con un obiettivo di prezzo di 62 dollari, sostenendo che le azioni siano sopravalutate.
In particolare, all’inizio della scorsa settimana, Owens ha pubblicato una nota in cui afferma che la società valuta SpaceX a 62 dollari per azione, evidenziando come il prezzo attuale del mercato sia significativamente superiore alle stime di fair value. Questa posizione riflette una visione cauta, basata su una valutazione attenta dei fondamentali aziendali e delle aspettative di crescita, che secondo Owens non giustificano i livelli di prezzo correnti
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