SpaceX, quando la narrativa conta più dei numeri: Ipo già ampiamente sottoscritta

La raccolta potrebbe essere chiusa dalle banche coordinatrici dell’Offerta Pubblica Iniziale della società di Elon Musk già prima dell’orario ufficiale, confermando il grande interesse verso la sua quotazione.
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SpaceX molto richiesta
È l’evento clou della settimana ma anche l’Ipo più grande della storia, puntando a raccogliere oltre 75 miliardi di dollari. Lo sbarco a Wall Street di SpaceX arriva tra una febbricitante attesa e l’Ipo è già ampiamente sovrasottoscritta ancor prima della chiusura del book building, secondo quanto scrive Bloomberg.
L’Offerta Pubblica Iniziale della società di Elon Musk, pertanto, potrebbe essere chiusa dalle 23 banche coordinatrici (tra cui Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e Jp Morgan) già nella serata di oggi, sempre secondo il media statunitense, alcune ore prima del previsto, mentre l’avvio delle negoziazioni partirà venerdì 12 giugno con il ticker SPCX. L’azienda ha riservato fino al 30% dell’offerta agli investitori retail, come riportato da Bloomberg News.
SpaceX colloca 555,6 milioni di azioni al prezzo fisso di 135 dollari ciascuna, scelta quasi senza precedenti per Ipo di questa dimensione, che di norma annunciano una forchetta, per una raccolta di 75 miliardi di dollari e una capitalizzazione di circa 1.770 miliardi.
Se il consorzio eserciterà integralmente l'opzione greenshoe su ulteriori 83,3 milioni di azioni entro 30 giorni, la raccolta salirebbe a 86,2 miliardi e la valutazione a 2.000 miliardi, superando Saudi Aramco (29,4 miliardi nel 2019) e Alibaba (22 miliardi nel 2014).
Profilo “solido” secondo Ratings Scope
"L'entusiasmo va sempre accompagnato dalla disciplina", ha commentato il professor Stefano Mengoli dell'Università di Bologna, secondo il quale SpaceX si presenta come "l'unica azienda a costruire l'infrastruttura hardware e software integrata del futuro nei settori dello spazio, della connettività e dell'intelligenza artificiale".
Dal 2023 lancia oltre l'80% della massa mondiale in orbita ogni anno con un tasso di successo superiore al 99%. Starlink serve milioni di clienti in 164 paesi con circa 9.600 satelliti. L'acquisizione di xAI nel 2026 aggiunge il modello Grok e un'infrastruttura di calcolo AI in rapida espansione, con l'obiettivo di estenderla allo spazio. Il programma Starship assorbe ingenti investimenti in R&S (3 miliardi nel 2025) per rivoluzionare i lanci in termini di riutilizzabilità e capacità di carico.
"Il profilo aziendale di SpaceX è potenzialmente molto solido, soprattutto grazie all'attività legata ai satelliti Starlink e allo slancio nel settore dei razzi, dove l'azienda è leader di mercato. Si tratta, nel complesso, di un'impresa di grandi dimensioni e redditizia”, spiega Karl Pettersen, Head of Corporate Ratings di Scope Ratings, aggiungendo che l’azienda presenta inoltre un indebitamento netto nominale modesto, ma occorre tenere conto delle probabili ingenti spese future necessarie per recuperare terreno rispetto ai suoi principali concorrenti nel campo dell'intelligenza artificiale".
L’azienda “ha riportato un Ebitda di circa 6,6 miliardi di dollari nel 2025, con un capex totale di circa 21 miliardi di dollari – un importo che probabilmente crescerà rapidamente nei prossimi anni, dato che SpaceX investirà di più nel suo business non redditizio dell'IA. Quindi, il vero motore qui è la capacità dell'azienda di continuare ad attrarre finanziamenti. SpaceX – e le altre società di Elon Musk – si sono dimostrate eccezionalmente brave in questo", aggiunge Pettersen.
Narrativa oltre i numeri
Secondo Pettersen, “l'uso di misure quantitative per valutare SpaceX non è del tutto utile perché gran parte del benessere finanziario dell'azienda si basa sulla fiducia degli investitori e sul sentiment del mercato”.
SpaceX è diventata una di quelle aziende per cui la narrativa e le aspettative contano quasi quanto i numeri.
Per Cole Wenner, Marketing Analyst di KraneShares, “la valutazione di 1,75 mila miliardi di dollari di SpaceX rappresenta più il riflesso di un'eccezionale aspettativa del mercato che un punto di riferimento per la valutazione dell'azienda. A quel livello, il mercato sta chiaramente scontando uno scenario estremamente favorevole per il futuro, che tiene conto dei ricavi potenziali derivanti dai lanci spaziali, dai satelliti e dalle attività legate alla difesa, piuttosto che basarsi esclusivamente sui fondamentali attuali. Di conseguenza, una certa dose di FOMO è inevitabile”.
L’esperto evidenzia il deficit accumulato di 41 miliardi di dollari dell’azienda che “può sembrare impressionante, ma in questo caso il vero dibattito riguarda il percorso verso la scalabilità, non la storia contabile dell'azienda. Gli investitori si concentreranno sulla capacità di SpaceX di trasformare il proprio predominio nei lanci, la crescita di Starlink e le economie di piattaforma in un free cash flow sostenibile nel tempo, perché il mercato è disposto a guardare oltre le perdite attuali quando si tratta di aziende infrastrutturali capaci di definire un'intera categoria”.
“Detto questo”, conclude, “la valutazione ha senso solo se si ritiene che questa sia ancora una fase iniziale della storia dell'azienda e non quella di una matura società aerospaziale”.
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