Stellantis e il comparto auto festeggiano i licenziamenti di Volkswagen

Il nuovo piano di ristrutturazione della casa tedesca prevede il taglio di altri 50 mila posti di lavoro che si aggiungono ai 50 mila già decisi in Germania a partire dal 2024, oltre alla riduzione del numero (e la complessità) dei modelli e alla diminuzione drastica delle spese per investimenti di ulteriori 6 miliardi l'anno secondo alcuni analisti.
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Azioni Stellantis in crescita
Corre il settore auto dopo l’approvazione a sorpresa del nuovo piano di ristrutturazione di Volkswagen.
L’indice europeo di settore guadagna lo 0,50%, guidato dal titolo della stessa Volkswagen, arrivato a guadagnare fino al 6% (82,53 euro), seguita in Germania da Porsche (+3,10%).
A Milano si mette in luce Stellantis, con le sue azioni che guadagnano oltre il 2% nella prima ora di scambi, salendo fino ad un massimo di 4,80 euro, nonostante l’andamento negativo del Ftse Mib (-0,50%).
Tra gli altri titoli europei del comparto, corrono anche Renault (+1,40%), Continental (+1%), BMW (+1%) e Mercedes Benz (+0,50%).
Il piano di Volkswagen
Il nuovo piano di ristrutturazione di Volkswagen prevede il taglio di altri 50 mila posti di lavoro che si aggiungono ai 50 mila già decisi in Germania a partire dal 2024.
I licenziamenti sono stati motivati dalla casa automobilistica con la “crescente pressione competitiva globale, l'evoluzione della domanda e la trasformazione tecnologica nel settore automobilistico” che rendono “indispensabile un adeguamento coerente dell'organico alla realtà economica".
Nel corso della riunione del comitato di presidenza del consiglio, che ha dato il via libera al piano, dipendenti e azionisti hanno preso atto dell’esistenza di una sovraccapacità produttiva di 500 mila veicoli in Europa, oltre ad approvare il piano.
Inoltre, è emerso che, per quattro stabilimenti tedeschi (Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm), non è attualmente possibile garantire "ulteriori carichi produttivi competitivi" per il periodo compreso tra il 2031 e il 2034.
Tuttavia, per questi siti a rischio, Volkswagen non ha valutato una possibile chiusura. "Si stanno valutando possibilità di utilizzo alternative", fa sapere il gruppo, che intende definire entro la metà del 2027 una nuova organizzazione industriale per i propri stabilimenti europei.
Vince il realismo secondo Citi
L’approvazione da parte del consiglio di sorveglianza, che ha votato compatto a favore, è stata possibile “unicamente grazie al sostegno dei lavoratori e della politica locale al piano del management”, sottolineano gli analisti di Citi.
Nel loro report intitolato "Congratulazioni Volkswagen. Vince il realismo", gli analisti della banca statunitense si congratulano “non solo con il management di Vw, ma anche con il consiglio di fabbrica e i rappresentanti del land della Bassa Sassonia”.
Si tratta, secondo il broker, di “un piano coraggioso e una decisione realistica per tutte le parti coinvolte”, notando che “considerata la competitività degli stabilimenti tedeschi e la mancanza di opportunità globali sui ricavi, Volkswagen semplicemente non aveva altra scelta”.
Il piano, proseguono Citi, “consentirà a Vw di tagliare i costi, ridurre il numero (e la complessità) dei modelli e di diminuire drasticamente le spese per investimenti di ulteriori 6 miliardi l'anno”.
La decisione permetterà alla casa tedesca “di continuare a spostare capitali verso i marchi e i modelli a maggiore redditività, senza la necessità di mantenere l'eccesso di capacità produttiva”.
Problemi non risolti secondo Deutsche Bank
Sono, invece, gli esperti di Deutsche Bank a sottolineare i problemi del piano che “non sono risolti dalla sera alla mattina”, anche sottolineano come “la preoccupazione principale sia “stata superata”.
Anche per Db l'approvazione all’unanimità del piano è stata “una grande sorpresa: praticamente tutti gli investitori con cui abbiamo parlato negli ultimi giorni continuavano a considerare i problemi di Volkswagen semplicemente "non risolvibili" e lo scetticismo sulla possibilità di un accordo era estremamente elevato”, scrivono gli esperti.
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