Stellantis torna alla redditività ma il titolo crolla in borsa

Stellantis torna alla redditività ma il titolo crolla in borsa

La casa automobilistica ha archiviato il primo trimestre 2026 con un miglioramento su base annua di tutti i principali indicatori finanziari, grazie alla crescente domanda in Nord America, segnando il ritorno alla redditività dopo la perdita netta di 387 milioni registrata nel primo trimestre 2025.

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I conti di Stellantis

Utili tornati in positivo per Stellantis nel primo trimestre 2026 ma non bastano a far tornare la fiducia del mercato.

La casa automobilistica ha concluso i primi tre mesi dell’anno con un aumento del 6% dei ricavi netti, arrivati a 38,1 miliardi di euro, con volumi consolidati cresciuti del 12% (1,361 milioni di unità) e un utile netto in leggero calo, a 377 milioni dai 387 milioni dello stesso periodo del 2025.

L’utile operativo (AOI) è risultato triplicato, arrivando a 1 miliardo dei 327 milioni dello scorso anno, con un margine AOI al 2,5%, 160 bps in più.

Il flusso di cassa industriale è rimasto negativo per 1,9 miliardi – fisiologico nel primo trimestre – ma in miglioramento del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante circa 700 milioni di euro di uscite legate a oneri contabilizzati nel secondo semestre 2025.

La liquidità industriale disponibile si è attestata a 44,1 miliardi (28% dei ricavi su base annua), all'interno del range obiettivo del 25-30%. Nel trimestre Stellantis ha rafforzato il bilancio con l'emissione di obbligazioni ibride perpetue per 5 miliardi di euro in tre tranche.

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Le vendite per area geografica

Dal punto di vista geografico, il Nord America ha sostenuto la crescita delle vendite, con un aumento del 6% e in controtendenza rispetto al calo del 6% del mercato USA nel suo complesso, portando così la quota di mercato della casa automobilistica al 7,9% (+80 bps).

Nell’Europa allargata, le vendite sono salite del 5%, +8% includendo Leapmotor, con la quota EU30 al 17,5% e la conferma della leadership nei veicoli commerciali leggeri (28,7%).

Il Sud America mantiene la leadership regionale con quota al 21,1%, nonostante un lieve calo. In Medio Oriente e Africa la quota è salita all'11,5% (+50 bps) in un mercato in contrazione.

"I prodotti lanciati nel 2025 sono stati accolti con favore e siamo fiduciosi che i 10 nuovi veicoli previsti per il 2026 consentiranno di consolidare questo slancio”, spiegava Antonio Filosa, Ceo di Stellantis, aggiungendo che “la nostra priorità è chiara: mettere i clienti al centro di tutto ciò che facciamo".

La conferma della guidance 2026

Alla luce di questi risultati, Stellantis ha confermato le guidance per il 2026, già comunicate al mercato in occasione dei conti del quarto trimestre 2025, dopo aver avviato l’anno “su basi solide” sostenuta da “una solida situazione patrimoniale e da fondamentali in miglioramento”.

In particolare, la società si attende un aumento del fatturato netto a una cifra media (mid-single digit), un margine Aoi (adjusted operating income) a una cifra bassa (low-single digit) e un miglioramento della generazione di free cash flow industriale rispetto all'anno precedente, compresi 2 miliardi di euro di pagamenti collegati agli oneri registrati nel secondo semestre.

Previsto anche un miglioramento sequenziale dal primo al secondo semestre dell'anno e un free cash flow industriale positivo nel 2027.

L’attenzione ora si rivolgerà all’Investor Day del gruppo, in programma il 21 maggio ad Auburn Hills, nel corso del quale potrebbero emergere ulteriori novità sul futuro della società.

Il tonfo in borsa e le cause

Nonostante la crescita dei ricavi e il ritorno all’utile, l’apertura di Piazza Affari vede le azioni Stellantis cedere fino al 10%, scendendo sotto quota 6 euro.

Il mercato guarda soprattutto al margine operativo fermo al 2,5%, molto lontano dai livelli a doppia cifra che avevano reso il gruppo uno dei più profittevoli del settore.

Gli analisti sottolineano inoltre il free cash flow industriale ancora negativo per 1,9 miliardi e la debolezza dell’Europa, dove il pricing risulta in calo a causa della concorrenza e della domanda fragile.

Pesano anche gli effetti delle svalutazioni per oltre 22 miliardi contabilizzate nel 2025 e i relativi esborsi di cassa ancora in corso, mentre la guidance confermata indica margini ‘low single digit’ per il 2026 e ritorno a una forte generazione di cassa solo dal 2027. Secondo il consenso degli analisti, il mercato sta quindi prezzando una fase di transizione più lunga e incerta del previsto per il gruppo.

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Codice: STLA.MI
Isin: NL00150001Q9
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