Stellantis tenta il recupero dai minimi decennali

Ieri Jp Morgan e Banca Akros avevano tagliato i target price sul titolo della casa automobilistica, alla luce del deterioramento del profilo creditizio del gruppo e prevedendo che il percorso di recupero dei margini richiederà più tempo del previsto.
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Azioni Stellantis in crescita
Prova il rimbalzo oggi Stellantis a Piazza Affari dopo tre sedute consecutive in rosso che avevano scivolare il titolo ai minimi dall’ottobre 2016.
A metà seduta, le azioni Stellantis guadagnano il 2%, scambiando a 4,77 euro, tra le migliori di un Ftse Mib in crescita di mezzo punto percentuale.
Resta profondamente negativo, però, il bilancio del titolo della società in questo 2026, con una flessione pari al 50% rispetto ai livelli di gennaio (9,72 euro).
Ripresa lenta secondo Jp Morgan
Ieri Jp Morgan aveva ridotto il target price sul titolo della casa automobilistica da 10 a 6 euro, riducendo il giudizio da overwight a neutral.
Gli analisti della banca, guidati da José Asumendi, prevedono che “il percorso di recupero dei margini richiederà più tempo del previsto” e parlano di “14 mesi prima di beneficiare pienamente dei minori costi di acquisto dei componenti, mentre senza una significativa riduzione della forza lavoro o drastici tagli della capacità produttiva in Europa e Nord America sarà difficile tornare rapidamente ai livelli di redditività precedenti”.
Jp Morgan ritiene inoltre che il gruppo dovrebbe sospendere la distribuzione del dividendo fino al pieno recupero della redditività in Nord America, anche in vista dell'intensificarsi della concorrenza sul mercato europeo.
Banca Akros taglia il prezzo obiettivo
La riduzione del target price sulle azioni Stellantis è stata decisa ieri anche da Banca Akros, portandolo da 9 a 5,5 euro, con raccomandazione ridotta da buy a neutral.
Gli analisti evidenziano soprattutto “il deterioramento del profilo creditizio del gruppo” mentre “l'allargamento degli spread sulle obbligazioni riflette ormai una crescente probabilità che il rating venga abbassato da BBB- a BB+, facendo perdere a Stellantis lo status di investment grade”.
Questo scenario “potrebbe avere ripercussioni anche sui costi di finanziamento di Stellantis Financial Services, salvo eventuali interventi patrimoniali”.
Banca Akros ha inoltre rivisto al ribasso le stime sugli utili per il 2026 e soprattutto per il 2027, incorporando un contesto macroeconomico più difficile nei principali mercati del gruppo.
Ancora debolezza per il settore auto
In queste ore, intanto, Volkswagen ha presentato il piano per il rilancio della redditività del gruppo che avrebbe come obiettivi il dimezzamento della gamma di modelli (riducendo gli investimenti da 180 a 135bn nel periodo 2027-2031), la chiusura di quattro stabilimenti in Germania tra il 2031 e il 2034 (Zwickau, Emden nel 2031, Hannover nel 2032 e quello Audi di Neckarsulm nel 2034) con la possibilità per alcuni di venderli a società del settore difesa.
Inoltre, i tedeschi puntano al taglio di 50 mila posti di lavoro entro il 2030, che si sommano ai 50 mila in tutto il mondo già annunciati in passato (in totale circa il 15% dei dipendenti del gruppo).
Il consiglio di sorveglianza non avrebbe comunque preso decisioni definitive su diversi punti chiave e il sindacato Ig Metall ha già organizzato manifestazioni in tutti gli stabilimenti del Paese.
Tra le motivazioni riportate dalla stampa nelle scorse settimane ci sarebbero fenomeni noti: la crescente concorrenza in Europa da parte dei cinesi, i dazi in US e la debolezza del mercato cinese.
“Sommando il recente profit warning di BMW, si tratta di un ulteriore conferma della debolezza per l’intero settore che colpisce con diversa intensità tutti i player”, spiegano gli analisti di Equita che su Stellantis mantengono la raccomandazione hold, con target price a 6,40 euro.
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