Stm ancora protagonista con il vertice Trump-Xi Jinping

Stm ancora protagonista con il vertice Trump-Xi Jinping

I mercati hanno interpretato l’incontro tra i due presidenti come un segnale di un possibile allentamento delle tensioni sui chip e sulle restrizioni tecnologiche, tema cruciale per l’industria globale dei semiconduttori.

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Azioni Stm ancora in evidenza

Non si ferma la corsa di STMicroelectronics a Piazza Affari, sostenuta dal rinnovato ottimismo sul settore dei semiconduttori, alimentato dalle notizie sulla visita di Donald Trump in Cina e dal possibile riavvio del dialogo commerciale tra Washington e Pechino che sta sostenendo tutto l’azionario legato ai chip.

Il titolo del produttore di semiconduttori guadagna oltre il 2% questa mattina toccando un massimo di 53,58 euro, proseguendo sul trend positivo di ieri quando aveva chiuso la seduta con un balzo del 9,86% e recuperando il calo del giorno precedente (-5,29%).

Le azioni Stm, dunque, sembrano non voler fermare la corsa che le ha portate a guadagnare il 157% negli ultimi sei mesi e ora hanno raggiunto i suoi massimi dal settembre 2000.

Per gli analisti di Jefferies, sull’andamento del titolo di queste ore ha inciso anche la trimestrale di Cisco, definita dagli esperti come “sopra le attese” e caratterizzatasi da un “outlook molto forte”.

Intanto, però, gli analisti di Morningstar hanno portato il rating sul titolo a sell da hold, confermando il target price a 39 euro.


Il vertice tra Trump e Xi Jinping

I mercati hanno interpretato il vertice tra il presidente USA Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping come un segnale di un possibile allentamento delle tensioni sui chip e sulle restrizioni tecnologiche, tema cruciale per l’industria globale dei semiconduttori: un contesto geopolitico più disteso ridurrebbe i rischi sulle catene di approvvigionamento e migliorerebbe la visibilità della domanda, favorendo in particolare i gruppi europei esposti all’elettronica industriale e all’automotive come Stm.

Xi ha affermato di aver sempre creduto che "gli interessi comuni tra la Cina e gli Stati Uniti superino le divergenze" e che "una relazione stabile" tra i due Paesi "giovi a entrambe le parti" e al mondo intero, "mentre il confronto danneggia entrambe". Il presidente cinese ha anche detto che i negoziati commerciali tra i due Paesi hanno fatto dei progressi e ha dichiarato di aver concordato con Trump che costruire una relazione costruttiva e strategicamente stabile "fornirà una guida alle relazioni bilaterali nei prossimi tre anni e oltre".

I possibili vantaggi

Diversi i temi al centro del vertice che vede anche la partecipazione di 17 super Ceo di Wall Street, composta dai vertici di alcune delle principali aziende tecnologiche e finanziarie americane, tra cui Apple, Nvidia, Tesla, Boeing e Goldman Sachs: dal commercio alla tecnologia passando per l'IA, oltre ai complessi temi geopolitici, Iran e Taiwan in testa.

L'amministrazione statunitense è sbarcata in Cina schierando la potenza di fuoco delle 'cinque B', tutte economiche, basate sugli impegni cinesi ad acquistare carne e semi di soia (beef e beans, per rispondere alle richieste della base elettorale del tycoon), sugli ordini per la Boeing (sono circolate voci di commesse mandarine in arrivo per centinaia di aerei) e sul lancio, al fine di esplorare aree di collaborazione, di un Board on Investments e di un Board of Trade, che diventerebbe una camera di discussione sui dazi.

Secondo alcune voci circolate al Congresso, ci sarebbero le promesse per mille miliardi di investimenti cinesi negli USA: ipotesi che ha creato allarme bipartisan e, soprattutto, le ire delle fronde del mondo Maga più conservatrici e nazionaliste.


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Aziende citate nell'Articolo

Codice: STM.MI
Isin: NL0000226223
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