Tenaris, fatturato e guidance oltre le attese

Tenaris, fatturato e guidance oltre le attese

I conti del produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l'esplorazione e la produzione di petrolio e gas sono stati accolti positivamente sia dagli analisti che dal mercato, con la guidance che lascia intravvedere un upgrade rispetto al consensus.

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I conti trimestrali e annuali di Tenaris

“Un altro trimestre robusto”. Con queste parole, gli analisti di Jefferies definiscono i risultati di Tenaris comunicati ieri sera mercato chiuso. Della stessa opinione gli investitori di Piazza Affari: le azioni Tenaris aprono la seduta con un balzo superiore al 5%, toccando un massimo di 22,47 euro nei primi venti minuti di scambi.

Analizzando nel dettaglio i conti, il quarto trimestre della società ha visto l’utile operativo attestarsi a 554 milioni di dollari (-1% su anno e -7% su trimestre), mentre quello netto è stato di 461 milioni, o 0,44 dollari per azione, contro i 519 milioni, 0,47 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno precedente (+2% sui tre mesi precedenti), ma sopra i 438 milioni attesi dal consensus e i 423 milioni attesi da Banca Akros.

Il fatturato netto del trimestre è aumentato a 3 miliardi, rispetto ai 2,84 miliardi di un anno fa, grazie a un aumento del 29% delle vendite di tubi in Nord America che ha contribuito ad attenuare il calo dei ricavi in ​​Sud America e in Europa. Numeri superiori alle previsioni degli analisti interpellati da LSEG, ferme a 2,96 miliardi.

L’Ebitda di 717 milioni ha superato le previsioni (665 milioni) nonostante il calo annuale (-1%) e trimestrale (-5%) e il margine Ebitda è stato del 23,9% (25,5% l'anno precedente e 25,3% nel terzo trimestre), sopra il consensus del 22,6%. La società a fine terzo trimestre aveva anticipato un Ebitda in calo 'single digit' rispetto ai tre mesi precedenti (753 milioni) e margine Ebitda “leggermente più basso” rispetto al terzo trimestre.

I ricavi si sono attestati a 2,995 miliardi, contro i 2,845 miliardi dello stesso periodo del 2024 e in rialzo dell'1% rispetto ai tre mesi precedenti e meglio dei 2,94 miliardi attesi dal consensus.

Nei tre mesi il free cash flow si è attestato a 665 milioni e, dopo avere speso 300 milioni per dividendi e 537 milioni per buyback, la posizione di cassa netta era di 3,3 miliardi. La liquidità netta generata dalle attività operative nel trimestre è stata di 787 milioni, rispetto ai 318 milioni del trimestre precedente e ai 492 milioni del quarto trimestre 2024. Le spese in conto capitale sono state pari a 123 milioni.

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Nell'intero anno l'utile operativo è stato di 2,283 miliardi (-6%), l'Ebitda di 2,899 miliardi (+1%), con un margine del 24,2% (da 24,4%).

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Dividendo

La proposta del cda sul dividendo, da proporre all’assemblea generale annuale degli azionisti in agenda per il 12 maggio 2026, prevede il pagamento di un dividendo per azione di 0,89 dollari (per un importo complessivo di circa 900 milioni di dollari), che includerebbe l'acconto sul dividendo per azione di 0,29 dollari (circa 300 milioni di dollari) pagato a novembre 2025.

Se il dividendo annuale verrà approvato dagli azionisti, verrà pagato un dividendo di 0,60 dollari per azione (1,20 dollari per ADS), pari a circa 600 milioni di dollari, il 20 maggio 2026.

Lo stacco cedola per i titoli quotati in Europa e Messico è il 18 maggio mentre per quelli quotati negli Stati Uniti e il 19 maggio.

Previsioni

La società prevede per il primo trimestre vendite e margini “vicini ai livelli attuali”, segnalando inoltre che “sebbene i prezzi del petrolio e del gas rimangano volatili a causa del contrasto tra l'eccesso di offerta a breve termine e le preoccupazioni geopolitiche, le società petrolifere e del gas guardano a prospettive di domanda resilienti nel lungo termine e alla necessità di sostituire il calo della produzione, mentre portano avanti i loro piani di investimento”.

L’attività di trivellazione negli Stati Uniti e in Canada “dovrebbe rimanere vicina ai livelli attuali dopo il modesto calo registrato nella seconda metà del 2025”, sottolineano da Tenaris, sottolineando che, “nel resto del mondo, non sono previsti cambiamenti significativi rispetto agli attuali livelli di attività nel breve termine”.

Negli Stati Uniti, nonostante l'aumento dei dazi sui prodotti siderurgici importati, “i prezzi degli Octg (oil country tubular goods, i tubi usati nel settore petrolifero e del gas per la perforazione) rimangono sostanzialmente invariati rispetto al livello precedente all'applicazione dei dazi. Prevediamo che alla fine, con il tempo, reagiranno ai dazi sulle importazioni e all'aumento dei costi delle materie prime per i produttori nazionali”.

Le indicazioni della società sul primo trimestre 2026 “suggeriscono" un "upgrade del 7% per le stime del consenso" sui primi tre mesi dell'anno in corso, calcolano da Jefferies, confermando la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 21 euro sulle azioni Tenaris.

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: TEN
Isin: LU0156801721
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