Tim, Poste Italiane lancia l’Ops: obiettivo delisting

Tim, Poste Italiane lancia l’Ops: obiettivo delisting

L’offerta incorpora un premio rispetto al prezzo ufficiale delle azioni dell’ex monopolista che stamattina aprono subito in forte rialzo.

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Poste Italiane punta Telecom Italia

Lanciata un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia da parte di Poste Italiane.

L’Ops è stata approvata ieri dal cda del gruppo prevede un corrispettivo riconosciuto da Poste Italiane agli azionisti che dovessero aderire comprendente una componente in denaro per ciascuna azione Tim portata in adesione, pari a 0,167 euro, e una in titoli, pari a 0,00218 azioni ordinare di Poste di nuova emissione per ogni quota Tim portata in adesione.

Il corrispettivo complessivo dell'Offerta esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione di TIM e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato alla data del 20 marzo 2026, pari a un corrispettivo totale di circa 10,8 miliardi.

Offerta che spinge al rialzo le azioni Tim in apertura di seduta, segnando un +7%, a 0,6226 (non lontano dal prezzo offerto), nonostante l’apertura negativa del Ftse Mib (-1,88%).

“Tim prende atto dell'offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria lanciata questa sera da Poste Italiane sul gruppo e precisa che domani si riunirà il consiglio di amministrazione per avviare il processo di valutazione dell'offerta”, affermava ieri un portavoce del gruppo.

Obiettivo delisting

Prevista perfezionarsi entro la fine del 2026, l'obiettivo dell’operazione è acquisire l'intero capitale sociale di del gruppo e procedere al delisting, ovvero alla revoca dalla quotazione delle azioni di Tim su Euronext Milan.

Dal punto di vista strategico, Poste punta a dare vita ad un unico gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane. Il nuovo gruppo rappresenterà "la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell'economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti", si legge nel comunicato di Poste diffuso ieri.

Poste ha identificato un potenziale complessivo di sinergie ante imposte pari a circa 0,7 miliardi annui a regime, di cui 0,5 miliardi riconducibili a sinergie di costo incluse le efficienze conseguibili sugli attuali livelli del costo di finanziamento di TIM e grazie all'ottimizzazione della struttura di capitale di quest'ultima. Le sinergie di ricavo sono state stimate in oltre 0,2 miliardi. Si prevede che le sinergie di costo possano essere realizzate entro il secondo anno successivo al completamento dell'Offerta, mentre quelle di ricavo in un orizzonte di 3 anni.

L'operazione è "coerente con la strategia di lungo periodo di Poste Italiane, operatore sistemico abilitatore della trasformazione digitale del Paese, attivo nell'offerta di servizi essenziali per gli italiani – leader nei settori finanziario e assicurativo, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali. Il modello di business di "società piattaforma", basato sulla più ampia rete fisica e digitale d'Italia, trova nell'integrazione con TIM una naturale evoluzione, attraverso la convergenza di reti, cloud, edge-computing, dati e identità digitale", spiega l'azienda guidata dall'ad Matteo Del Fante.

La view degli analisti

Gli analisti di Berenberg vedono una “solida logica industriale per l'accordo, in quanto rafforza le capacità di Poste nella vendita incrociata su più piattaforme”.

JP Morgan ritiene che l'accordo conferisce a Poste “importanti asset di telecomunicazioni e l'accesso all'infrastruttura dei data center”.

Secondo gli esperti di WebSim Intermonte, l'ingresso di Poste in Tim ha segnato una nuova fase di ampliamento dell'attività di Poste e l'operazione rientra nella strategia di lungo periodo di creare un operatore sistemico leader nei settori finanziario e assicurativo, logistica, telecomunicazioni e servizi digitali. Il modello di business di ‘società piattaforma’ consente con l'integrazione di Tim di sfruttare la convergenza di reti, cloud, edge-computing, dati e identità digitale aprendo nuove opportunità per i clienti attuali e prospettici del gruppo Poste.

Nel caso di successo dell'offerta, le sinergie sia di costo che di ricavo appiano fattibili, inoltre Tim/Poste aumenterà sensibilmente le proprie dimensioni e liquidità con una creazione di valore interessante una volta ottenute le sinergie mentre nel contempo aumenterà anche la leva finanziaria considerando il cash-out fino a 2,8 miliardi ed il consolidamento del debito di Tim, concludono dalla sim.

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: TIT.MI
Isin: IT0003497168
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