UniCredit, apertura da Berlino: “non blocchiamo fusione con Commerzbank”

Il Cancelliere tedesco ha affermato di non aver mai voluto fermare l’Opas della banca milanese anche se ribadisce di non approvare il modo in cui è stato presa di mira l’istituto tedesco.
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Merz apre a UniCredit
Il governo tedesco “non sta bloccando la fusione o l'acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit”. Con queste parole, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha aperto alla banca milanese.
"Non stiamo impedendo questa fusione, né questa acquisizione, né abbiamo mai tentato di farlo", ha detto ieri Merz ai giornalisti. "Abbiamo sempre e solo affermato che non approviamo il modo in cui è stata presa di mira Commerzbank".
Le parole di Merz potrebbero indicare che è possibile che l'acquisizione vada effettivamente in porto e il titolo di Commerzbank aveva perso terreno dopo il commento, anche se ha poi recuperato le perdite e chiuso in parità la seduta. Stamattina, invece, il titolo cede oltre l’1%, a 37,41 euro.
A Piazza Affari, intanto, le azioni UniCredit cedono l’1,20% dopo un’ora di scambi, scendendo a 81,66 euro.
Il ruolo del governo tedesco
Il Governo tedesco, con una quota del 12%, rimane il secondo maggiore azionista di Commerzbank dopo UniCredit e ha formalmente rifiutato di cedere le proprie azioni a Piazza Gae Aulenti.
Merz ha detto che una "porzione significativa" degli azionisti di Commerzbank ha accettato l'offerta di UniCredit, ma ha aggiunto che il governo ritiene "di avere il diritto di mettere in discussione il modello di business".
Commerzbank svolge un ruolo fondamentale nel finanziamento dell'economia, in particolare delle piccole e medie imprese note come Mittelstand. "Sarei molto restio a veder cessare tale funzione in futuro", ha detto in una conferenza stampa, aggiungendo però: "In un'economia di mercato, sono i proprietari a decidere quale struttura desiderano, non i politici".
Le opportunità dall’operazione secondo Morningstar DBRS
Secondo gli analisti di Morningstar DBRS, i risultati dell’offerta di UniCredit su Commerzbank rafforzano la capacità dell’istituto milanese di perseguire una futura fusione e riduce l’incertezza sulla sua posizione di maggiore azionista nella banca tedesca.
L'esito dell’Opas dimostra inoltre il sostegno degli azionisti alla strategia di investimento di UniCredit, nonostante l'opposizione del management di Commerzbank, mentre l'operazione consolida la presenza di lunga data di UniCredit in Germania, instaurata con l'acquisizione di HypoVereinsbank nel 2005.
Dal punto di vista del credito, sempre secondo Morningstar, l'attuale livello di partecipazione appare gestibile per il profilo finanziario di UniCredit, supportato dalla sua solida posizione patrimoniale e dai suoi solidi fondamentali. Se da un lato l'investimento aumenta l'assorbimento di capitale, dall'altro garantisce anche una partecipazione significativa agli utili di Commerzbank.
"Un ulteriore aumento, che porti al controllo e al consolidamento completo, potrebbe rafforzare il prestigio, le dimensioni e la diversificazione geografica di UniCredit, creando al contempo opportunità di sinergie di ricavo e di costo - viene sottolineato - Questi benefici, tuttavia, dovrebbero essere bilanciati con i maggiori rischi di esecuzione, integrazione e normativi, nonché con la necessità di preservare solidi parametri patrimoniali durante l'intero processo di aggregazione".
"Sebbene i rischi di esecuzione, politici e normativi rimangano significativi, l'operazione ha il potenziale per accelerare il consolidamento del settore bancario europeo e sottolinea l'ambizione di UniCredit di rafforzare la propria posizione di gruppo bancario paneuropeo leader", spiega Andrea Costanzo, Vice President, European Financial Institution Ratings presso Morningstar DBRS.
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