UniCredit, balzano le adesioni all’Ops su Commerzbank e superato il 43%

UniCredit, balzano le adesioni all’Ops su Commerzbank e superato il 43%

Con le ultime adesioni, Piazza Gae Aulenti va oltre il suo obiettivo di superare il 30% in partecipazione diretta nell’istituto tedesco, a cui vanno aggiunti gli strumenti a regolamento fisico e quelli regolati per cassa.

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Nuove adesioni all’Ops di UniCredit su Commerzbank

Si conferma il buon andamento dell’Offerta pubblica di Scambio (Ops) lanciata da UniCredit nei confronti di Commerzbank. Dopo le indiscrezioni di ieri, in queste ore è stato lo stesso istituto di Piazza Gae Aulenti a confermare il superamento della soglia del 30% del capitale della banca tedesca, obiettivo fissato dal management italiano.

In particolare, le adesioni hanno raggiunto circa il 7,6% del capitale di Commerzbank, in netto rialzo dall’1% della scorsa settimana.

Sale la percentuale per la quota detenuta da UniCredit in derivati (regolabili unicamente in contanti) cresciuta al 13,19% (dal 10,7%). Il totale dà a Orcel, almeno in teoria, la maggioranza assoluta della banca tedesca.

Il livello di adesioni finora registrato per UniCredit è “indicativo del valore intrinseco che il mercato sta riconoscendo all'offerta di acquisizione”, spiegano dalla banca.

L’offerta prevede 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, sotto gli attuali prezzi di mercato dell'istituto di Francoforte.

A Piazza Affari, intanto, il titolo della banca italiana apre la seduta odierna in calo dell’1%, scendendo a 74,10 euro. Stesso andamento per Commerzbank a Francoforte: -1,22%, a 36,715 euro.

I dettagli della quota

Queste adesioni, in combinazione con la partecipazione diretta (26,8%) e con gli strumenti a regolamento fisico (3,2%), portano la partecipazione complessiva rispettivamente al 34,4% e al 37,6%.

La posizione aggregata di UniCredit relativa ai diritti di voto e agli strumenti finanziari collegati a diritti di voto in Commerzbank ammonta a circa il 43,2%, composta da una partecipazione diretta del 26,8%, il 3,2% detenuto tramite strumenti con opzione di regolamento fisico e il 13,2% tramite strumenti regolati per cassa.

Gli strumenti regolati per cassa, sottolinea l'istituto guidato da Andrea Orcel, "supportano l'offerta di UniCredit aumentando la flessibilità strategica ('optionality'), consentendo al gruppo di modulare il livello finale di partecipazione in funzione degli interessi dei propri azionisti".

"UniCredit considera il livello delle adesioni finora registrato come indicativo del valore intrinseco che il mercato sta riconoscendo all'offerta di acquisizione", aggiungono dalla banca.

C’è ancora tempo per salire

L’obiettivo conseguito, ovvero il superamento del 30%, era “finalizzato a garantire certezza sulla propria partecipazione e preservare flessibilità per eventuali acquisizioni di ulteriori quote successivamente, al presentarsi di opportunità di mercato”, spiegavano da UniCredit.

A questo punto, però, la scalata non è ancora finita. “Nel periodo residuo”, calcolando la scadenza dell'offerta (16 giugno) e l'eventuale periodo supplementare, gli investitori “dispongono ancora di tempo per valutare sia il valore relativo implicito nello scambio tra azioni Commerzbank e azioni UniCredit, sia il potenziale incremento di valore derivante da una possibile integrazione tra i due gruppi”, commenta Piazza Gae Aulenti.

Cosa prevede la legge tedesca sull’Opa

In base alla legge tedesca, una volta conclusa l'offerta di scambio volontaria con la quota di UniCredit al di sopra della soglia d'Opa obbligatoria del 30%, la banca guidata da Andrea Orcel sarà libera di acquistare ulteriori azioni sul mercato.

UniCredit ha da subito chiarito come l'offerta non fosse finalizzata al controllo ma solo ad evitare che con i buyback di Commerzbank la propria quota oltrepassasse il 30% facendo scattare un obbligo di Opa.

Sempre la legge tedesca tuttavia definisce il controllo di fatto di una società in base alla capacità di influenzare l'esito di delibere assembleari.

Se dichiarata di fatto in controllo di Commerzbank con una quota inferiore al 50% più un'azione, UniCredit verrebbe penalizzata fortemente in termini di assorbimento di capitale legato alla partecipazione e Orcel si è impegnato con gli investitori a evitare questa situazione, da cui la necessità di una quota in derivati regolabili per cassa che garantisce l'opzionalità cercata dall'AD in qualunque manovra strategica.

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