UniCredit, Orcel esalta l’operazione Commerzbank: “una delle migliori in Europa”

Secondo il Ceo della banca milanese, l’importanza della fusione deriva dall’unione di due reti complementari in un mercato molto frammentato come la Germania.
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Il Ceo di UniCredit parla di Commerzbank
“Una delle migliori transazioni che si possono fare in Europa”. Con queste parole, il ceo di UniCredit, Andrea Orcel, ha definito la mossa su Commerzbank, parlando nel corso della Ceo Conference di Mediobanca, la stessa dove prima era intervenuto l’ad di Mps, Luigi Lovaglio.
Secondo il manager, l’importanza della fusione deriva dall’unione di “due reti complementari in un mercato molto frammentato come la Germania”.
L’operazione, aggiungeva Orcel, “è stata rivista, analizzata e considerata molte volte. Intendo più di cinque, perché negli ultimi 20 anni sono stato coinvolto in cinque operazioni simili: qualche volta su iniziativa di Hvb, altre di Commerzbank”.
Il Ceo ha poi rimarcato che sull'operazione “siamo stati tutti esposti a una quantità di rumore consistente e molto forte. Gran parte di questo rumore, se si analizzano i fatti, è completamente infondato - il che ha distolto l'attenzione dal merito dell'operazione” su Commerzbank.
Maggior successo di quanto atteso
Il manager ha analizzato l’esito dell’Ops, affermando che l’operazione ha avuto “molto più successo ci aspettassimo: se all'inizio era improbabile che avremmo ottenuto il controllo, ora è più probabile. Ma lo sapremo alla fine”.
“In Germania il controllo è definito dal 50% più un'azione in assemblea su base strutturale”, ha aggiunto, notando che “all'ultima assemblea avremmo avuto il controllo”, che vuol dire che “potremo nominare i componenti del consiglio di sorveglianza che spettano agli azionisti e quindi assicurarci che il management esegua il piano strategico.
Orcel ha sottolineato che non si tratta di “una minaccia o di mancanza di un approccio costruttivo, sto solo dicendo quello che le leggi tedesche ci consentono”.
Il banchiere ha poi ricordato che ora, terminata la prima fase dell'Ops, UniCredit non può rivedere i termini dell'offerta: “Anche se volessimo, e non vogliamo, non c’è modo ora di cambiarli”, ha sottolineato.
Una volta concluse le due settimane di ‘tempi supplementari’ dell'Ops, a UniCredit mancheranno le autorizzazioni regolamentari, che in Germania si ottengono dopo la conclusione dell'offerta. In ogni caso, ha concluso, “se non avremo controllo, continueremo come oggi, ma è molto più probabile che finiremo con quello che la BCE definisce controllo piuttosto che no”.
La strategia della banca
Orcel si è poi soffermato sulla strategia di UniCredit. "Negli ultimi cinque anni siamo riusciti a generare un utile netto circa sei volte superiore rispetto a quando abbiamo iniziato. Il rendimento totale per gli azionisti è stato superato a livello globale solo da Nvidia, e noi non produciamo microchip, eppure siamo due volte più forti del secondo in classifica nel settore".
Il gruppo ha un obiettivo ben preciso, proseguiva Orcel: "vincere, generare valore per gli investitori", precisa Orcel che nei prossimi cinque anni vuole "fare qualcosa di mai fatto prima" concentrandosi sui "due aspetti più importanti in termini finanziari", ovvero "l'impegno a crescere in ogni mercato in cui siamo a un livello superiore rispetto alla media del mercato" e "continuare a trasformare il nostro apparato operativo, che in pratica è l'intera organizzazione su cui si basa l'attività commerciale, per renderlo così efficiente da garantire non solo efficienza, ma anche velocità e capacità di risposta tali da permetterci, entro cinque anni, di essere alla pari con le fintech e gli hyperscaler e di competere e vincere in quel settore".
Quindi, precisa Orcel, "l'ambizione non è solo quella di ottenere i risultati che avete, ma di creare una banca che, pur essendo una banca tradizionale, sia in grado di competere e vincere non solo contro altre banche, ma anche contro le fintech e gli hyperscaler".
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