UniCredit risponde alle accuse di Commerzbank. Ops oltre l’11%

Da Piazza Gae Aulenti ribadiscono di aver operato nel rispetto delle normative e con totale trasparenza e attacca l’istituto tedesco definendo infondate le sue affermazioni su presunte irregolarità.
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La risposta di UniCredit
Respinte al mittente le accuse emerse in Germania nei giorni scorsi verso UniCredit e la sua Offerta Pubblica di Scambio su Commerzbank, quando era stato presentato dal consiglio di fabbrica dell’istituto tedesco un esposto contro ignoti per presunta manipolazione dei mercati.
Piazza Gae Aulenti ha infatti ribadito di aver operato “nel pieno rispetto delle normative e con totale trasparenza”, difendendo la correttezza delle comunicazioni fatte al mercato e contestando quella che definisce una “narrazione fuorviante”, alimentata dalle dichiarazioni della banca tedesca e definendo “infondate” le affermazioni su presunte irregolarità prestito titolo.
Dall’istituto milanese hanno affermato di aver finora "deliberatamente evitato di intervenire rispetto alla retorica negativa sviluppatasi attorno all'elevato livello di adesioni da parte degli azionisti di Commerzbank", sostenendo che tale atteggiamento abbia contribuito a "distogliere l'attenzione dai fondamentali dell'operazione e dagli importanti benefici che una combinazione tra HypoVereinsBank e Commerzbank potrebbe generare per gli investitori, gli stakeholder e il sistema economico tedesco".
Ad esempio, "le insinuazioni secondo cui il numero effettivo di azioni conferite sarebbe inferiore, in quanto tali titoli sarebbero stati presi in prestito da UniCredit, risultano infondate e prive di qualsiasi riscontro", prosegue l'istituto guidato da Andrea Orcel.
Nella nota si legge inoltre che la banca "non ha posto in essere operazioni di prestito titoli sulle azioni Commerzbank detenute", e che i titoli conferiti sono "irrevocabilmente" impegnati.
Pronta a difendersi
A questo punto, da UniCredit si dicono pronti a valutare “con la necessaria diligenza le azioni più opportune per proteggere i propri interessi e quelli del mercato alla trasparenza e alla correttezza", spiega la nota.
La banca ha annunciato di aver portato tali questioni all'attenzione dell’Autorità federale di vigilanza finanziaria tedesca (Bafin), richiedendo "opportune verifiche" sulle dichiarazioni di Commerzbank, in particolare "della loro attendibilità e del loro apparente intento di compromettere l’integrità del processo di offerta, generando confusione tra gli stakeholder".
Come sta andando l’Ops su Commerzbank
Intanto, le adesioni all’Ops su Commerzbank continuano ad aumentare e, in data 12 giugno, risultavano pari all’11,86% del capitale oggetto di offerta, rispetto all’11,22% di giovedì 11 giugno e all’11,22% del giorno precedente.
Ora la partecipazione azionaria diretta risulta al 37,99% e al 41,20% includendo i derivati con regolamento fisico. Inoltre, i Total Return Swap (TRS) con regolamento in contanti restano stabili al 13,19%, mentre la partecipazione potenziale complessiva è pari a circa il 55%.
"Qualora UniCredit ottenesse un adeguato sostegno assembleare in sede di assemblea dei soci, sarebbe nella posizione di nominare tutti i rappresentanti degli azionisti nel Consiglio di Sorveglianza, il quale a sua volta sarebbe competente per la nomina del Consiglio di Gestione. UniCredit ritiene che tale assetto consentirebbe l'attuazione di una strategia orientata alla creazione di valore di lungo periodo, rafforzando Commerzbank, in particolare nel mercato domestico tedesco, e posizionandola in maniera competitiva per il futuro", scrive la banca in una nota.
L’istituto afferma inoltre che la maggioranza qualificata del 75% è invece richiesta soltanto per operazioni di fusione o riorganizzazioni societarie che tuttavia rappresentano uno scenario "non attuale". UniCredit, infatti, ribadisce che non intende procedere a una fusione tra Commerzbank e la sua controllata Hvb "prima che Commerzbank sia adeguatamente rafforzata e trasformata".
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