UniCredit, ritorno al passato: spunta ipotesi FinecoBank

Nonostante l’impegno in Germania con Commerzbank, indiscrezioni di stampa ipotizzano nuove operazioni per Piazza Gae Aulenti, questa volta in Italia, anche se lo stesso media parla di iniziativa ancora prematura.
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UniCredit e l’ipotesi FinecoBank
Risiko bancario sempre al centro dell’attenzione dopo le recenti mosse dei principali istituti finanziari italiani e oggi UniCredit torna protagonista delle indiscrezioni per eventuali nuove mosse dopo quella su Commerzbank.
La banca milanese avrebbe messo nel mirino FinecoBank, secondo quanto scrive oggi il Corriere della Sera, terzo nome di una rosa che comprenderebbe anche Banca Generali e Banco Bpm.
La mossa su FinecoBank sarebbe “quella più intrigante”, secondo il quotidiano, e rappresenterebbe “industrialmente un mosaico perfetto”.
UniCredit sarebbe in una situazione in cui potrebbe permettersi l’operazione: il margine di capitale lo permette, visto che, su un limite Bce del 10,2, il Cet1 ratio di Unicredit post Commerzbank è del 12,5.
Per il momento, comunque, secondo fonti del Corriere “ogni possibile iniziativa appare prematura”, considerando anche l’impegno richiesto nell’operazione Commerzbank, anche se Andrea Orcel già lo scorso anno avviò contemporaneamente due offerte sul mercato e potrebbe rifarlo ora. Allo stesso tempo, però, il tempo stringe e le alternative sono sempre meno numerose, visto che non può più, almeno per ora, guardare verso Siena come stava facendo.
A Piazza Affari, però, qualcuno ci crede: il titolo FinecoBank guadagnano il 2% nella prima ora di scambi (23,31 euro) in un contesto poco mosso per il Ftse Mib (+0,05%), mentre la possibilità non scalda le azioni UniCredit, in flessione dello 0,60%, a 85,50 euro.
Ritorno al passato
FinecoBank rappresenterebbe per Piazza Gae Aulenti un ritorno al passato, in quanto nel 2019 Jean Pierre Mustier, allora ceo di UniCredit, vendette il 35,1 per cento di Fineco in cambio di 2,1 miliardi.
Quella quota, oggi, varrebbe più di 4,8 miliardi, visto che Fineco capitalizza in borsa poco meno di 14 miliardi ed è una vera e propria public company, senza cioè un azionista di riferimento, se non la visionaria razionalità di Alessandro Foti, che guida il gruppo con lungimiranza dal 2000.
Il ‘ritorno a casa’ permetterebbe a Unicredit, nel settore del risparmio gestito, l’allontanamento da Amundi del gruppo Crédit Agricole, a cui retrocede importanti commissioni e uno sviluppo della propria piattaforma Onemarkets.
Industrialmente, conclude il Corriere, sarebbe “un mosaico perfetto”, anche se in molti evidenziano che il sistema operativo di Fineco, sviluppato internamente, non è integrabile con altri.
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