UniCredit, salgono le adesioni all’Opa su Commerzbank ma rilancio necessario

Piazza Gae Aulenti ha già superato il 30% del capitale della banca tedesca, a cui si aggiungono partecipazioni per oltre il 10%, ma la partita ancora non è chiusa e potrebbe essere necessario un aumento del prezzo offerto.
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Maggiori adesioni all’Ops di UniCredit su Commerzbank
Piccolo ma significativo passo avanti di UniCredit nell’Offerta Pubblica di Acquisto (Opa) lanciata su Commerzbank, fino a questo momento sostanzialmente ferma.
Alla fine della terza settimana di adesioni, le azioni consegnate sono salite all’1,06% rispetto allo 0,02% della settimana precedente.
A questo punto, Piazza Gae Aulenti si porta già oltre l’obiettivo minimo del 30% quando mancano tre settimane alla fine dell’offerta, in scadenza il 16 giugno, considerando anche il 26,77% di azioni già possedute e un 3,22% di strumenti finanziari che prevedono la consegna di azioni.
A queste partecipazioni va poi aggiunto un altro 10,7% di derivati a regolamento in contanti, che però non prevedono la consegna di azioni. Sono strumenti sottoscritti con una controparte per esempio, Nomura e Jefferies “che probabilmente si è coperta acquistando le relative azioni, togliendole dal mercato e rendendo più costoso ad altri costruire una posizione alternativa”, scrive Il Giornale.
UniCredit ha messo sul tavolo un’offerta che implica 30,8 euro per azione Commerzbank, con un rapporto di cambio di 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, stamattina quotata 36,69 euro (-0,05%).
La necessità del rilancio
Nonostante il passo avanti, UniCredit non è ancora sicura di avere in tasca Commerzbank. Secondo fonti di mercato citate da Il Giornale, il riscatto dell'intero pacchetto di derivati per Piazza Gae Aulenti diventerebbe conveniente solo se all'Opa arrivasse un'adesione di capitale di almeno il 10%. Questa sarebbe la linea rossa di UniCredit, che a quel punto potrebbe portarsi oltre il 50% e avere un pieno controllo dell'assemblea scongiurando che il governo tedesco possa costituire una minoranza di blocco con altri alleati.
La trappola, invece, sarebbe fermarsi a ridosso del 40% spingendo le autorità tedesche e la BCE, a fronte di un'influenza così rilevante, a chiedere l'intero consolidamento a bilancio come se UniCredit possedesse l'intera Commerzbank.
Questo significherebbe dover accantonare ingenti somme, senza poter sprigionare appieno i benefici di un'unione. Sulla fase finale dell'Opa, se le adesioni dovessero aumentare ancora, allora Orcel potrebbe giocare la carta del rilancio per ottenere la spinta decisiva.
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