UniCredit sfiora il 50% di Commerzbank a conclusione dell’Ops

Le adesioni all’offerta hanno superato il 17% e ora Piazza Gae Aulenti detiene il 49,65% dei diritti di voto, controllando di fatto la banca tedesca.
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I risultati dell’Ops di UniCredit su Commerzbank
Si è concluso con un risultato definito da UniCredit “ben oltre le aspettative iniziali” l’Offerta Pubblica di Scambio lanciata da Piazza Gae Aulenti nei confronti di Commerzbank.
Secondo quanto comunicato stamattina dalla banca italiana, l’Ops si è chiusa con adesioni pari al 17,6% del capitale della banca tedesca, che salgono al 18,36% escludendo le azioni proprie nel portafoglio di Commerzbank. Le adesioni sono quindi aumentate di 5,09 punti percentuali rispetto al 12,51% a cui si era chiusa la prima fase dell'offerta. Parallelamente, l'esposizione potenziale attraverso derivati cash è stata ridotta di 1,71 punti.
La quota si aggiunge al 26,77% già detenuta da Piazza Gae Aulenti, più un 3,22% in derivati con regolamento in azioni, arrivando così al 47,59%, corrispondente al 49,65% dei diritti di voto in quanto le azioni proprie non conferiscono diritto di voto. La percentuale salirà comunque a tale livello una volta che Commerzbank avrà effettuato l'annullamento delle azioni proprie, operazione che la banca si è impegnata a realizzare.
L'esposizione potenziale complessiva di UniCredit, considerando tutti gli strumenti, è quindi pari ora al 59,07% e al 61,63% dei diritti di voto al netto delle azioni proprie.
“La conclusione dei periodi di offerta pubblica di acquisto rappresenta un ulteriore passo avanti nell'attuazione dell'investimento strategico di UniCredit in Commerzbank”, spiegano da Piazza Gae Aulenti, aggiungendo che l’istituto “continuerà a ricercare un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate, proseguendo al contempo i necessari iter regolamentari e autorizzativi connessi al proprio investimento”.
Controllo effettivo dell’istituto tedesco
"Con una quota di oltre il 40%, il gruppo otterrà il controllo effettivo dell'istituto tedesco", spiegano gli analisti di Jp Morgan, che hanno alzato da 89 a 93 euro il target price sulle azioni UniCredit rispetto agli 80,02 euro di questa mattina (-2,60%).
Questi esperti calcolavano nei giorni scorsi che con il “42,5% l'accrescimento dell'utile per azione sarebbe del +1,6% nel 2028 e l'impatto sul Cet1 di -300 punti base, incluso l'annullamento del buyback 2025". Per arrivare a una fusione completa, invece, servirà almeno il 60%.
Con i livelli di capitale che "saranno sotto pressione", in quanto gli acquisti di azioni Commerzbank dopo il termine dell'Ops dovranno avvenire sul mercato, "c'è un limite a quanto potrà acquistare sul mercato e il percorso più logico sarebbe un ulteriore dialogo con il governo tedesco".
Passando ai conti del secondo trimestre, Jp Morgan si aspetta la revisione al rialzo della guidance sull'utile netto per l'intero esercizio mentre guardando al 2027 e 2028 le stime di eps sono state aumentate del 4-5% grazie a ricavi più elevati e ai dividendi della partecipazione in Generali.
In linea con la legge tedesca
Unicredit "continua a detenere strumenti finanziari derivati che non sono soggetti all'obbligo di notifica previsto dagli articoli 38 e 39 della legge tedesca sulle offerte pubbliche di acquisto", spiega la nota.
Questi strumenti finanziari "fanno parte della gestione da parte dell'offerente della propria posizione complessiva relativa alle partecipazioni in azioni Commerzbank e alle posizioni di rischio ad esse connesse, sia da una prospettiva di valutazione fondamentale sia da una prospettiva di consumo di capitale regolamentare, fornendo principalmente" a Unicredit "protezione al ribasso".
Tale gestione del rischio "riguarda quasi l'intera posizione dell'offerente relativa alle proprie partecipazioni in azioni Commerzbank e alle posizioni di rischio ad esse connesse", ovvero oltre il 96% tra la quota già detenuta, gli strumenti con consegna fisica e i derivati con consegna in contanti.
Gli strumenti di gestione del rischio utilizzati da Unicredit, prosegue la comunicazione ufficiale, "hanno compreso e comprendono (e si prevede che continueranno a comprendere) operazioni di acquisto di opzioni put, operazioni di vendita di opzioni call, operazioni di collar che combinano tali operazioni di opzioni put e call, e swap a rendimento totale con regolamento in contanti e scadenze diverse (in alcuni casi superiori a cinque anni)".
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