Webuild accelera sull’Ops per Trevi: nuovi acquisti di azioni

Webuild accelera sull’Ops per Trevi: nuovi acquisti di azioni

Il gruppo ora supera il 26% del gruppo e raggiunge l’offerta presentata dalla concorrenza dopo aver ridotto la soglia minima necessari affinché l’Opa diventasse efficace.

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Webuild acquista nuove azioni Trevi

Accelerazione di Webuild nell’Offerta Pubblica di Acquisto su Trevi Finanziaria: la società è arrivata ieri a quota 17.607.108 azioni, pari a circa il 26,85% del capitale e dei diritti di voto.

La mossa arriva dopo che a inizio giornata di lunedì aveva annunciato un accordo per incrementare la propria partecipazione in Trevi a circa il 18,9%, valutando le azioni Trevi a 5,165 euro, aggiungendo inoltre che qualsiasi azionista che accetti l'offerta riceverà lo stesso importo per ogni azione conferita.

L’altra mossa del gruppo, arrivata venerdì, riguarda la riduzione della soglia minima necessaria affinché l'offerta diventasse efficace, portandola al 50% più un'azione dei diritti di voto in Trevi, rispetto al 66,7% richiesto in precedenza.

Webuild si è inoltre impegnata a incrementare l'organico di Trevi e ha confermato che Soilmec rimarrà all'interno del perimetro del gruppo.

A Piazza Affari, intanto, le azioni Webuild continuano a guadagnare (+0,50%) dopo il +1% della seduta di ieri e ora scambiano vicino ai 2 euro.

Lo scontro con Icop

Le mosse di Webuild si inseriscono nella lotta con Icop, azienda italiana attiva nell'ingegneria del sottosuolo, nelle fondazioni speciali e nelle tecnologie di microtunneling e trenchless.

La società friulana aveva infatti rilanciato il 25 settembre la propria offerta pubblica di scambio, aumentando il concambio da 0,133 a 0,165 azioni Icop per ogni azione Trevi, con un incremento del 24,1%.

Sulla base del prezzo ufficiale Icop del 26 giugno, il nuovo corrispettivo valorizzava Trevi proprio 5,165 euro per azione, contro i 4,50 euro in contanti offerti da Webuild, a cui dunque quest’ultima si è adeguata nonostante avesse deciso nei giorni scorsi di non rilanciare formalmente la propria opa e di ridurre dal 66,7% al 50%+1 dei diritti di voto la soglia minima di efficacia dell'offerta.

Il termine per aderire alle offerte è stato allineato al 20 novembre.

Management ottimista

"Siamo fiduciosi di portare a termine l'operazione su Trevi: abbiamo un progetto chiaro e le risorse per realizzarlo. Oggi abbiamo fatto un passo concreto acquistando il 21,9% del capitale e salendo a quota 26,85%. Con il prezzo di 5,165 euro per azione, che rientra nell'intervallo di congruità del valore indicato dagli advisor del cda di Trevi" viene riconosciuto un "premio di circa il 49% sul prezzo ufficiale del 26 giugno 2026, data di riferimento dell'offerta", spiega Pietro Salini, ad di Webuild.

"Trevi è un'eccellenza italiana nelle fondazioni speciali che con Webuild potrà cogliere ulteriori opportunità di sviluppo grazie alla nostra presenza sui mercati internazionali, a beneficio dei suoi lavoratori e della filiera", ha proseguito l'ad.

"Alla base dell'operazione c'è un solido progetto industriale. L'obiettivo è valorizzare Trevi, darle accesso a una piattaforma da 13,6 miliardi di ricavi e 54 miliardi di portafoglio ordini, far crescere l'occupazione in Italia e all'estero e costruire una soluzione integrata, più competitiva nelle grandi gare", concludeva Salini.

Maggiori possibilità di successo secondo Intermonte

L'operazione di acquisto "aumenta sostanzialmente la probabilità di successo dell'offerta", secondo gli analisti di WebSim Intermonte.

La sim rileva che il prezzo dell'offerta in contanti di Webuild è ora pari a quello migliorato proposto dalla società di costruzioni rivale ICOP; tale proposta era stata giudicata favorevole dal consiglio di amministrazione di Trevi, ma "non finanziariamente adeguata" a causa delle criticità strutturali insite nell'offerta azionaria di Icop.

Gli esperti proseguono sottolineando che la logica industriale dell'operazione per Webuild e Trevi è solida: il successo dell'offerta consentirebbe di internalizzare fasi di lavorazione ad alto valore aggiunto - sottraendole a terzi - all'interno di un unico gruppo, rafforzando al contempo il posizionamento competitivo nelle gare d'appalto per progetti grandi e complessi.

Si rafforza la posizione di Webuild

Secondo Alantra, la nuova operazione “rafforza la posizione di Webuild e modifica in modo significativo i rapporti con l'offerta concorrente di Icop”.

Nel complesso, la società di servizi finanziari considera gli ultimi sviluppi “positivi per gli azionisti di Trevi, perché fissano un riferimento cash più elevato mantenendo la competizione tra le due offerte”.

Allo stesso tempo, secondo il broker, la nuova configurazione rende più complesso il percorso di esecuzione dell'offerta di ICOP e aumenta la pressione per un miglioramento dei termini.

Il nuovo corrispettivo di 5,165 euro è superiore del 14,8% al target price di Alantra, fissato a 4,50 euro per azione (hold). La valutazione del broker considera tuttavia Trevi su base standalone e non incorpora alcun premio di controllo.

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: WBD
Isin: IT0003865570
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