Eni corre verso la trimestrale: le previsioni degli analisti

Eni corre verso la trimestrale: le previsioni degli analisti

Il titolo della società ha guadagnato molto negli ultimi 12 grazie ai rialzi del prezzo del petrolio e alcuni esperti si attendono risultati trimestrali solidi a livello operativo, mentre il pieno beneficio del contesto di mercato più favorevole è atteso emergere soprattutto a partire dal secondo trimestre.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Azioni Eni in crescita

Si avvicina la data del 24 aprile quando Eni diffonderà i risultati del primo trimestre 2026, appuntamento a cui il titolo della società petrolifera arriva dopo una lunga corsa sulla scia dell’aumento dei prezzi del greggio.

Le azioni della società, infatti, hanno guadagnato oltre il 40% nel corso di quest’anno, passando dai 16,36 euro agli attuali 23,44 euro (-0,05% oggi), mentre negli ultimi 12 mesi l’aumento arriva addirittura al 90%.

Fiducia sul futuro delle quotazioni del gruppo è arrivata oggi dagli analisti di Exane BNP, i quali hanno migliorato la raccomandazione su Eni da neutral a outperform, con target price alzato da 16 a 27,5 euro.

Secondo il consenso degli analisti raccolto da Investing.com, Eni mantiene una raccomandazione media buy/hold con copertura di circa 22 analisti (7 buy, 14 hold e 1 sell) e un target price medio pari a 23,85 euro per azione, con stime comprese tra 15,5 e 30 euro e un upside limitato ai prezzi recenti. Stime analoghe sul titolo quotato negli Stati Uniti indicano un prezzo obiettivo medio intorno a 34,6 dollari secondo Capital.com.

Le previsioni degli analisti sulla trimestrale

Per quanto riguarda le attese sul primo trimestre 2026, il consenso implicito del sell-side indica un trimestre atteso solido rispetto all’anno precedente, sostenuto dalla crescita della produzione e dal contributo dell’upstream come principale driver dei risultati, con il downstream in progressivo recupero e una generazione di cassa prevista ancora robusta ma stagionalmente più debole.

Secondo il consenso raccolto dalla stessa Eni presso 22 analisti, per trimestre il mercato si aspetta un utile netto adjusted di circa 1,29 miliardi euro, in calo rispetto agli 1,58 miliardi dello stesso periodo 2025, con ricavi stimati a 22,79 miliardi (vs 23,37 miliardi a/a) e EBIT adjusted previsto intorno a 3,71 miliardi, sotto i 4,06 miliardi del primo trimestre precedente

Diversi broker e banche d’investimento prevedono trimestre in calo su base annua a causa dei prezzi energetici più bassi: il consenso Visible Alpha (raccolta di stime di analisti di banche e broker) indica ricavi attesi intorno a 21,97 miliardi, utile netto circa 1,67 miliardi e cash flow operativo 3,4-3,5 miliardi, con produzione di idrocarburi leggermente in crescita a circa 1,69 milioni boe/giorno.

Il contesto settoriale resta favorevole grazie a un mercato LNG visto equilibrato ma con offerta limitata e domanda asiatica in ripresa, fattori che supportano i prezzi del gas, mentre le indicazioni strategiche della società — tra cui possibile dividendo extra in caso di Brent oltre i 90 dollari, buyback da 1,5 miliardi e crescita produttiva del 3-4% annuo — sono state evidenziate da Reuters e contribuiscono a una visione positiva di breve periodo.

Su un orizzonte annuale e pluriennale, invece, le elaborazioni di Simply Wall St indicano una crescita attesa degli utili tra il 16% e il 18% annuo, un aumento dell’EPS intorno al 20% e ricavi in progresso di circa l’1,7% annuo, a conferma di uno scenario strutturalmente favorevole trainato soprattutto dall’upstream.

Nel complesso, gli analisti considerano la guidance 2026 prudente e vedono potenziale upside su remunerazione agli azionisti e buyback in caso di prezzi del petrolio sostenuti.

Trimestre “solido” secondo Equita

Secondo le previsioni di Equita, il trimestre dovrebbe risultare solido a livello operativo, mentre il pieno beneficio del contesto di mercato più favorevole è atteso emergere soprattutto a partire dal secondo trimestre.

Lo scenario del primo trimestre 2026 è giudicato complessivamente positivo, sostenuto da prezzi del petrolio in crescita (Brent medio a 81 dollari al barile, +7% su base annua) a fronte di un gas più debole (€40/MWh, -14% annuo).

Tuttavia, il rialzo del petrolio si è concentrato soprattutto a marzo, dopo l’escalation in Medio Oriente, e secondo la sim milanese sarà quindi riflesso solo parzialmente nei risultati del trimestre.

Equita stima una produzione pari a 1,790 milioni di barili equivalenti al giorno (+9% annuo), in linea con le indicazioni della società, e a livello operativo prevede una crescita dell’EBIT delle controllate di circa il 3% su base annua, trainata da E&P a 2,182 miliardi di euro (+1% annuo) su livelli solidi; GGP & Power a 340 milioni (-27% annuo), penalizzata dal confronto con componenti straordinarie nel primo trimestre 2025 nel power; Enilive & Plenitude a 385 milioni (+24% annuo), sostenute da margini più favorevoli nella bioraffinazione nonostante minori volumi; e Raffinazione e Chimica ancora negative (-142 milioni), ma in netto miglioramento rispetto a -343 milioni del primo trimestre 2025.

A livello di utile netto adjusted, Equita si attende un incremento del 9% annuo grazie anche al contributo dei satelliti e delle partecipazioni. Il free cash flow atteso, intorno a 1,5 miliardi, secondo la sim non dovrebbe coprire integralmente la remunerazione agli azionisti (circa 1,1 miliardi) e l’assorbimento di capitale circolante; per questo gli analisti stimano un temporaneo aumento del gearing al 20% dal 18% del quarto trimestre 2025, con successivo rientro nel range di guidance (10–15%) nei prossimi trimestri.

Sul fronte outlook, Equita ritiene che la guidance 2026 sul CFFO adjusted a 11,5 miliardi, basata su Brent a 70 dollari al barile, sia quantomeno confermabile e probabilmente conservativa alla luce dello scenario attuale sulle commodity.

Sul fronte stime e valutazione, Equita ha alzato le previsioni di EPS 2026-27 rispettivamente del 5% e dell’8%, riflettendo ipotesi Brent più elevate (80 dollari al barile nel 2026 e 75 dollari nel 2027). Nelle stime 2026 è incluso anche un eventuale impatto della windfall tax. Di conseguenza, il target price è stato portato a 26,5 euro per azione (+4%), basato su valutazione SOTP pari a circa 13 volte gli utili, multiplo ritenuto attraente, con il titolo che tratta a circa l’8% di FCF yield e circa 12 volte gli utili.

Nel complesso, la sim ritiene che il trimestre dovrebbe confermarsi solido con un outlook potenzialmente in miglioramento e maggiore visibilità sull’upside della remunerazione nei prossimi trimestri; grazie alla combinazione di crescita della cassa, remunerazione attraente e forte leva ai prezzi del petrolio, gli analisti vedono spazio per revisioni al rialzo delle stime e un ulteriore re-rating del titolo, mantenendo raccomandazione buy con target price a 26,50 euro.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Aziende citate nell'Articolo

Codice: ENI.MI
Isin: IT0003132476
Rimani aggiornato su: Eni

Maggiori Informazioni
Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione in sterline al 12,5%

tasso fisso cumulativo e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it