Banco Bpm, Jefferies taglia il target price prima della trimestrale: catatyst limitati

L’istituto guidato da Giuseppe Castagna resta al centro delle operazioni di M&A ma gli analisti non vedono grandi prospettive per la banca italiana al di fuori del risiko bancario.
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Jefferies taglia il target price su Banco Bpm
Inizio di settimana con un giudizio negativo su Banco Bpm da parte di Jefferies, che ha tagliato il target price sulla banca guidata da Giuseppe Castagna da 16,5 a 15,3 euro rispetto ai 13,545 di inizio seduta odierna (-1,80%), mantenendo la raccomandazione hold.
Il giudizio arriva alla immediata vigilia della diffusione dei conti di Piazza Meda, in agenda per il prossimo 5 novembre, data della riunione del consiglio di amministrazione dell’istituto.
Catalyst limitati
Le nuove considerazioni di Jefferies si basano su una prospettiva non brillante per Bpm, in quanto il broker ritiene che i prossimi catalizzatori autonomi (standalone) di crescita siano “al momento limitati”.
Secondo Jefferies, i catalizzatori di crescita autonomi (standalone) per Banco BPM appaiono al momento limitati.
Infinati, se i mercati guardano anche alle più ampie manovre di consolidamento nel settore bancario italiano, comprese le dinamiche che coinvolgono le assemblee degli azionisti di Mps e le relative offerte pubbliche in corso, "Banco Bpm rimane al centro delle speculazioni” per il comparto, sottolineano da Jefferies in una nota di ricerca.
“Da un lato”, avvisano gli analisti, “il principale azionista, Crédit Agricole, ha espresso pubblicamente il proprio interesse per un'aggregazione tra Banco Bpm e la sua controllata locale, Crédit Agricole Italia”, mentre, dall'altro, “Mps sta cercando l'approvazione dei propri azionisti per lanciare un'offerta pubblica di acquisto (OPA)” su Piazza Meda.
“A nostro avviso, al di là delle possibili operazioni di M&A, la società presenta meno catalyst rispetto ad altre banche mid-cap, a fronte di una valutazione più elevata (un rapporto P/E al 2028 pari a 9,6x, contro l'8,3x di Intesa Sanpaolo e il 9,4x di Bper Banca)”, aggiungono.
Le previsioni sulla trimestrale
Per quanto riguarda i risultati del terzo trimestre 2026, la banca d'affari prevede che la società registrerà un utile netto di circa 440 milioni di euro, dato inferiore di circa il 2% rispetto alle attese del consensus e minore rispetto all'utile netto di 581 milioni del periodo precedente, che aveva beneficiato positivamente del dividendo di Mps.
Il broker prevede anche una contrazione del Cet1 di 20 punti base su base trimestrale, attestandosi al 14,2%, principalmente a causa dell'impatto della valutazione mark-to-market del portafoglio obbligazionario.
Infine, Jefferies ha ridotto anche le stime di utile per azione (EPS) annuo del 3% per il periodo 2026-2028: le ipotesi di tassi di interesse più elevati sono compensate da minori ricavi dal trading (dovuti ai maggiori costi dei certificati) e da altre dinamiche.
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