BCE, con l'inflazione al 4% gli analisti puntano sull'ultimo rialzo dei tassi a dicembre

La stima flash di Eurostat conferma un'inflazione dell'eurozona doppia rispetto all'obiettivo, ma con i prezzi di fondo fermi. Sondaggi e case d'affari convergono su un ritocco di 25 punti base alla riunione del 17 dicembre, che per la maggioranza degli economisti sarà anche l'ultimo del ciclo.
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Il contesto: inflazione al 4%, ma la componente di fondo non accelera
I dati macro odierni rafforzano il caso per una nuova stretta per la Banca centrale europea, senza però segnalare un contagio dei rincari energetici al resto dei prezzi.
La stima flash diffusa da Eurostat oggi, mercoledì 4 novembre, indica un'inflazione dell'eurozona al 4% in ottobre, dal 3,8% di settembre, in linea con le attese degli economisti. È il livello più alto dal 2023 e il doppio dell'obiettivo della BCE.
A spingere è l'energia, in rialzo del 20,8% su base annua (18,9% a settembre), mentre l'inflazione core, al netto di energia, alimentari, alcol e tabacco, resta ferma al 2,5% e i servizi salgono del 3,3%. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,4%, meno dello 0,6% di settembre.
La fiammata è figlia della guerra in Iran, iniziata a febbraio, che ha spinto il petrolio sopra i 100 dollari. Per impedire che lo shock si radichi, la BCE ha già alzato i tassi a giugno e a settembre, portando il tasso sui depositi al 2,50%.
Giovedì scorso 29 ottobre il Consiglio direttivo ha lasciato i tassi fermi, ma la presidente Christine Lagarde ha rivelato che un rialzo era stato discusso e che «la direzione di marcia è chiara». Poche ore prima aveva annunciato le dimissioni anticipate, con effetto dal 7 febbraio 2027.
Le proiezioni dello staff di settembre indicano un'inflazione media del 3% nel 2026 e del 2,5% nel 2027: a dicembre arriveranno le nuove stime, con la prima lettura sul 2028, che saranno decisive per la mossa.
Cosa prevedono sondaggi e mercati per il 17 dicembre
Il consenso sulla prossima riunione è compatto: un rialzo di 25 punti base al 2,75%, poi una lunga pausa.
Nel sondaggio di Bloomberg del 23 ottobre una «schiacciante maggioranza» degli economisti vede il tasso sui depositi al 2,75% a dicembre e fermo fino a maggio 2028, contro i tre rialzi in un anno prezzati dai trader. Nel sondaggio Reuters di inizio ottobre, 64 economisti su 73 attendevano un rialzo a dicembre e la grande maggioranza vede al massimo uno o due ritocchi prima della fine del ciclo.
La stessa indicazione arriva dalla Survey of Monetary Analysts della BCE pubblicata il 30 ottobre: i 69 analisti interpellati assegnano una probabilità del 77,6% a un rialzo a dicembre, con la mediana al 2,75% fino a tutto il 2027. I mercati monetari prezzano oggi una probabilità vicina all'82%.
Il dato di oggi non cambia il quadro: l'inflazione di fondo invariata conferma l'assenza di effetti di seconda battuta su salari e prezzi, la condizione che per Lagarde avrebbe giustificato una mossa già a ottobre.
Le case d'affari: da Deutsche Bank a Nomura, le voci degli analisti
Tra gli economisti il rialzo di dicembre è dato quasi per scontato, mentre le differenze riguardano quanto durerà la stretta.
- Mark Wall, capo economista europeo di Deutsche Bank, si aspetta «un altro rialzo al 2,75% a dicembre, finché Lagarde è ancora presidente, e probabilmente sarà la fine del ciclo»; si chiede però se due rialzi e la stretta delle condizioni finanziarie bastino a contrastare il rischio energetico: «probabilmente no»;
- Carsten Brzeski di ING giudica il rialzo di dicembre «chiaramente in arrivo», pur avvertendo che un brusco rallentamento della crescita potrebbe farlo deragliare;
- Andrzej Szczepaniak, George Buckley e Josie Anderson di Nomura sono i più aggressivi: rialzi a dicembre e a marzo 2027 fino a un tasso terminale del 3%, perché la guerra in Iran ha tenuto alti i prezzi dell'energia abbastanza a lungo; giudicano però eccessivi i circa 75 punti base prezzati dal mercato entro settembre 2027;
- Dean Turner, capo economista per eurozona e Regno Unito di UBS Global Wealth Management, legge la decisione di ottobre come «una pausa da falco, non la fine del ciclo di stretta»;
- Ulrike Kastens, economista senior di DWS, nota che «il tono generale si è spostato verso meno rialzi»;
- il team cambi di Scotiabank osserva che la stretta di dicembre resta prezzata, con i funzionari BCE su una linea restrittiva.
Christopher Graham di Standard Chartered aggiunge un'incognita: oltre a Lagarde, metà del Comitato esecutivo, compresi Isabel Schnabel e Philip Lane, dovrà essere sostituita, e i cambi al vertice vanno oltre la contrapposizione falchi-colombe.
Dopo dicembre: il modello di Bloomberg Economics e le mosse per gli investitori
Per gli investitori il messaggio è che il picco dei tassi è vicino, ma non ancora raggiunto.
Un segnale in questa direzione arriva da Andrej Sokol di Bloomberg Economics, che ha analizzato con l'intelligenza artificiale i discorsi dei membri del Consiglio direttivo: i policymaker, implicitamente, assumono un'inflazione «materialmente sotto» il 2% tra un anno, con un picco vicino al 4% nel quarto trimestre, il 2,4% a metà 2027 e l'1,7% nella seconda parte dell'anno prossimo.
Per Bloomberg Economics lo shock energetico sarà di breve durata: tasso sui depositi al 2,75% a fine 2026 e già in calo al 2,25% a fine 2027.
Sulla stessa linea UBS, che ritiene «difficili da giustificare» altri 75 punti base di rialzi e si aspetta un calo dei rendimenti dei titoli di Stato dell'eurozona nel 2027, nonostante la volatilità sui titoli francesi, che pagano un premio di 155 punti base sulla Germania a dieci anni. La banca svizzera consiglia di allungare selettivamente la duration su obbligazioni europee di qualità a breve e medio termine.
Sul cambio UBS conferma l'obiettivo di 1,16 su EUR/USD a fine anno: oggi, mercoledì 4 novembre alle 11:26, l'euro scambia a 1,1266 dollari, in rialzo dello 0,53%, mentre i mercati digeriscono i primi risultati delle elezioni di metà mandato USA.
L'appuntamento è fissato per il 17 dicembre: se le nuove proiezioni confermeranno la discesa dell'inflazione nel 2027, il rialzo rischia di essere l'ultimo della serie.
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