Bce fra inflazione e recessione: il mercato scommette su due rialzi nel 2026

Gli economisti consultati da Bloomberg prevedono un aumento dellโinflazione nellโEurozona a causa della crisi energetica. Ma la crescita europea continua a rallentare, complicando le scelte di Francoforte.
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Il tasso sui depositi potrebbe salire al 2,5% entro fine anno
La guerra fra Israele e Iran, con il conseguente rialzo dei prezzi dellโenergia, sta cambiando rapidamente le aspettative dei mercati sulla politica monetaria europea. Dopo mesi in cui gli investitori avevano scommesso su un graduale allentamento del costo del denaro, ora torna a farsi strada uno scenario opposto: quello di nuovi rialzi dei tassi da parte della Banca Centrale Europea.
Secondo lโultimo sondaggio realizzato da Bloomberg fra gli economisti, la maggioranza degli intervistati ritiene che la Bce sarร costretta a intervenire due volte nel corso del 2026, con aumenti da 25 punti base previsti a giugno e a settembre. Se lo scenario si concretizzasse, il tasso sui depositi โ oggi fermo al 2% โ salirebbe al 2,50%.
Energia e inflazione tornano al centro della scena
A spingere verso una politica monetaria piรน restrittiva รจ soprattutto il rischio che il conflitto in Medio Oriente provochi un aumento duraturo dei prezzi energetici. Il petrolio resta estremamente sensibile allโevoluzione della crisi, mentre il mercato del gas naturale europeo continua a mostrare una forte vulnerabilitร geopolitica.
Per la Bce il problema รจ evidente: un nuovo shock energetico rischia di rallentare la discesa dellโinflazione proprio nel momento in cui Francoforte sperava di poter archiviare definitivamente lโemergenza dei prezzi.
Il sondaggio di Bloomberg mostra un peggioramento delle attese inflazionistiche. Gli economisti prevedono ora che lโinflazione media dellโEurozona nel 2026 salga al 2,9%, leggermente sopra il 2,8% stimato nel precedente sondaggio. Solo nel 2028 il dato dovrebbe tornare pienamente in linea con lโobiettivo del 2% fissato dalla Bce.
La Bce resta prudente, ma il tono cambia
Finora la Banca Centrale Europea ha evitato di reagire in modo immediato allโaumento delle tensioni geopolitiche. Il Consiglio direttivo preferisce osservare lโevoluzione della situazione prima di prendere decisioni che potrebbero aggravare il rallentamento economico europeo.
Tuttavia, il linguaggio utilizzato da alcuni esponenti dellโistituto sta diventando piรน severo. Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Bce e considerata una delle voci piรน rigoriste dellโEurotower, ha avvertito nei giorni scorsi che un allargamento dello shock energetico potrebbe rendere necessario un irrigidimento della politica monetaria.
Anche il vicepresidente uscente Luis de Guindos ha sottolineato come il quadro attuale sia caratterizzato da un livello di incertezza โbrutaleโ. Secondo de Guindos, molto dipenderร dalla situazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale. Unโeventuale chiusura o limitazione del traffico marittimo avrebbe effetti immediati sui prezzi energetici globali.
Mercati divisi fra inflazione e recessione
Ma la politica monetaria europea non puรฒ dipendere soltanto da Hormuz e dal petrolio. Infatti, il quadro economico europeo continua a mostrare segnali di fragilitร . Ed รจ proprio questa debolezza che impedisce ai mercati di sposare uno scenario di stretta monetaria prolungata.
Gli economisti interpellati da Bloomberg hanno ridotto le stime di crescita dellโEurozona per il 2026 allo 0,8%, contro lo 0,9% previsto in precedenza. Per il 2027 la crescita attesa รจ dellโ1,3%, mentre nel 2028 dovrebbe salire allโ1,5%.
In altre parole, gli investitori vedono una Bce costretta a muoversi su un terreno estremamente delicato: da un lato il rischio inflazione alimentato dallโenergia, dallโaltro unโeconomia europea che continua a crescere troppo poco.
Non a caso, lo stesso sondaggio suggerisce che dopo i due rialzi previsti nel 2026 potrebbe arrivare un nuovo taglio dei tassi giร nella primavera del 2027. Uno scenario che riflette tutta lโincertezza che domina oggi i mercati finanziari europei.
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