Bitcoin ai minimi da sei settimane dopo il maxi-attacco a Binance

La più grande criptovaluta è scivolata fino a 76.418 dollari dopo la falla di sicurezza sulla principale piattaforma di scambio al mondo, con oltre 1,5 miliardi di posizioni a leva liquidate in 24 ore. Standard Chartered avverte che la pressione sui prezzi non è finita.
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Il crollo: da 81.000 a 76.400 dollari in poche ore
Il Bitcoin ha chiuso la seduta di ieri giovedì 29 ottobre a 77.775 dollari, in calo del 4,3% rispetto agli 81.268 dollari del giorno precedente.
Nella notte la discesa è proseguita fino a un minimo di 76.418 dollari, il livello più basso da metà settembre. Il rimbalzo mattutino fino a 78.565 dollari non ha retto: nel pomeriggio di oggi venerdì 30 ottobre la criptovaluta è tornata a cedere e scambia in area 77.320 dollari, in calo dello 0,6% sulla chiusura di ieri.
Il bilancio resta pesante: dal massimo intraday di 87.364 dollari toccato il 21 settembre la criptovaluta perde l'11,5%, e dall'inizio di ottobre l'8,9%.
I volumi sono esplosi: 58,7 miliardi di dollari scambiati finora oggi, contro i circa 24 miliardi di una seduta normale della settimana. Anche Ethereum resta debole a 2.230 dollari (-0,9%).
Cosa è successo a Binance
La causa scatenante è l'incidente di sicurezza annunciato ieri da Binance, il maggiore exchange al mondo, con un impatto stimato in 6,3 miliardi di dollari: oltre quattro volte il furto record di 1,5 miliardi subito da Bybit nel 2025.
Secondo l'indagine preliminare della piattaforma, l'attacco sarebbe partito dal computer compromesso di un ingegnere DevOps, che avrebbe consentito prelievi non autorizzati. La società di analisi on-chain Glassnode stima che siano stati drenati 1,66 miliardi in USDT, 17.985 Bitcoin (circa 1,45 miliardi) e 767 milioni in USDC.
Binance ha sospeso depositi e prelievi, ha promesso di coprire integralmente le perdite con il fondo SAFU e le riserve societarie e ha dichiarato che circa 3 miliardi di asset sono già stati congelati. Tether ha bloccato oltre 1,567 miliardi in USDT e Circle più di 800 milioni in USDC.
L'ex amministratore delegato Changpeng Zhao ha avvertito che le perdite potrebbero rivelarsi un po' più alte della stima iniziale, mentre l'attaccante ha già spostato circa 1,4 miliardi in bitcoin su 19 portafogli che nessuno può congelare.
Liquidazioni per 1,5 miliardi e azioni crypto in rosso
L'ondata di vendite ha colpito soprattutto chi operava a leva: le liquidazioni sull'intero mercato hanno raggiunto 1,5 miliardi di dollari in 24 ore, in gran parte posizioni long. Il Bitcoin pesa per 468 milioni, Ethereum per 358 milioni.
Aravind Srinivasan, responsabile del trading OTC sistematico del market maker GSR, segnala che lo spread denaro-lettera sul Bitcoin spot è arrivato a cinque volte il livello normale, sintomo di una liquidità molto sottile.
Il contagio si è esteso ai titoli legati alle criptovalute: Coinbase ha chiuso ieri a 160,59 dollari (-1,1%) e Strategy a 141,62 dollari (-2,4%), per poi perdere rispettivamente il 4,8% e quasi il 6% nel dopo-borsa. Tra le valute digitali, BNB ha ceduto il 4%, Ethereum il 2,9% e XRP il 2,8%.
Unica eccezione Hyperliquid, salita del 17,9% dopo che ICE, proprietaria del NYSE, ha annunciato una partnership per portare i suoi future perpetui sul mercato americano.
Standard Chartered: «la discesa non è finita»
Geoffrey Kendrick, responsabile globale della ricerca sugli asset digitali di Standard Chartered, è esplicito: «sospetto che il movimento negativo dei prezzi abbia ancora strada da fare». Solo quando gli asset saranno sbloccati e emergeranno più dettagli sull'attacco, scrive, il mercato troverà una nuova base.
Nel medio periodo, però, Kendrick vede un'opportunità strutturale: l'attacco al più grande exchange centralizzato dovrebbe accelerare la migrazione verso le piattaforme decentralizzate come Uniswap, che non ha mai subito exploit. L'analista conferma l'obiettivo di 100 dollari sul token UNI per il 2030, aggiungendo che la vicenda Binance è «un altro motivo per cui quella stima potrebbe rivelarsi troppo bassa».
Tim Sun, ricercatore senior di HashKey Group, teme che l'episodio possa ridurre ulteriormente la propensione al rischio degli investitori, mentre la preoccupazione maggiore riguarda la liquidità: un'interruzione prolungata dei prelievi su Binance limita la capacità dei market maker di spostare capitale tra le piattaforme.
Livelli tecnici e contesto macro: cosa guardare
Il quadro macro non aiuta. Prateek Gupta, responsabile business di Mudrex, ricorda che l'inflazione PCE di settembre è salita al 3,6% e il PIL americano del terzo trimestre è cresciuto del 3,4%, con le probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre vicine all'80%; il crollo del 12% di Alphabet ha appesantito il settore tecnologico.
Il desk di CoinSwitch Markets nota che gli ETF spot americani hanno raccolto circa 424 milioni di dollari in tre sedute dopo la decisione della Fed di mercoledì 28 ottobre di lasciare i tassi al 3,75%-4%, senza però riuscire a sostenere i prezzi: per una ripresa serve riconquistare l'area 80.000-81.000 dollari.
Sul fronte tecnico i livelli chiave indicati dagli operatori sono:
- supporto tra 76.100 e 76.400 dollari, secondo Nischal Shetty, fondatore di WazirX, con la zona successiva a 73.100-73.500 in caso di rottura;
- resistenza a 78.100-78.400 dollari, secondo Vikram Subburaj, amministratore delegato di Giottus, che invita a evitare vendite in preda al panico: il prezzo è stato respinto proprio da quest'area nella mattinata di oggi;
- l'indice Fear and Greed è sceso a 37, in territorio di paura.
Per gli investitori, nelle prossime ore conteranno la riapertura dei prelievi su Binance, il rilascio degli asset congelati e la pubblicazione della nuova proof of reserves: finché non arriveranno, la volatilità resterà elevata e la leva andrà tenuta bassa.
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