Bombe sull’Iran, ma il greggio scende e le borse risalgono

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato ieri sera che l’esercito ha completato l’ ultima ondata di attacchi, il decimo giorno consecutivo di attacchi. Gli Houthi, un gruppo yemenita sostenuto dall’Iran, hanno promesso di imporre un blocco marittimo all’Arabia Saudita.
Il greggio tipo Brent tratta a 88,5 dollari il barile, da circa novanta dollari di ieri mattina.
Il greggio del Mare del Nord potrebbe salire a oltre 120 dollari al barile entro il quarto trimestre se dovessero persistere le interruzioni dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, afferma Goldman Sachs.
Julie Dickson, Investment Director azionario di Capital Group dice che è il momento di puntare sulle sette magnifiche emergenti del tech asiatico e di ridurre l’esposizione all’affollatissimo trade sulle magnifiche sette del Nasdaq.
La sterlina si stabilizza su dollaro dopo tre sedute di debolezza. Il tasso di rendimento del Gilt a dieci anni è salito ieri di dieci punti base a 5,03%, massimo da maggio. Il premier Andy Burnham ha nominato ministro dell'Economia l'ex titolare della Difesa, John Healey, considerato una figura super partes fra le correnti del Labour. La scelta appare rassicurante per il comparto della difesa, ma rappresenta uno smacco agli ambienti della City i quali - attraverso il Financial Times - avevano dato per certa alla vigilia la nomina per questo incarico di Shabana Mahmood:
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L’azionario mondiale è in via di assestamento, l’indice MSCI All Countries ha chiuso in ribasso per la terza seduta consecutiva, ma con una variazione relativamente di poco conto, -0,2%. Se le borse danno segni di stabilizzazione è anche perché si è arrestata la corsa del petrolio, il Brent prova ad allontanarsi da quota novanta dollari il barile. Ieri a Wall Street il Nasdaq ha messo a segno un lieve rialzo, mentre l’S&P500 ha perso lo 0,2%. L’indice SOX Philadelphia Semiconductor è rimbalzato dai minimi da maggio.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire intorno alla parità, future del Dax di Francoforte -0,1%.
IRAN HORMUZ E BAB EL MANDEB
Le forze statunitensi hanno colpito obiettivi iraniani dopo che il presidente Donald Trump ha promesso che Teheran “pagherà” per l’uccisione di tre soldati statunitensi, proprio mentre i mediatori proponevano una nuova tregua con la guerra in Medio Oriente che si sta ulteriormente estendendo. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che l’esercito ha completato l’ ultima ondata di attacchi intorno alle 21:00 ora della costa orientale di lunedì, il decimo giorno consecutivo di attacchi. L’operazione ha preso di mira “centri di comando militari, capacità marittime, siti di lancio di missili e droni e sistemi di difesa aerea per ridurre la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare le navi commerciali che transitano nello Stretto di Ormuz”, ha affermato il comando in una dichiarazione. Dopo oltre una settimana di scontri sempre più violenti, l’Iran ha dichiarato che i mediatori sono in contatto con proposte su come allentare le ostilità. Esmail Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica, ha affermato che «alcune proposte da parte di mediatori sono state trasmesse» a Teheran, senza fornire ulteriori dettagli. Teheran ha comunicato che il suo ministro dell’Interno, Eskandar Momeni, è in in Pakistan. Gli Houthi, un gruppo yemenita sostenuto dall’Iran, hanno promesso di imporre un blocco marittimo all’Arabia Saudita. Una coalizione militare guidata da Ryhad ha affermato di aver adottato misure per proteggere le imbarcazioni che navigano nel Mar Rosso. Il blocco, che mette a rischio il flusso di milioni di barili di petrolio di passaggio nello Stretto di Bab el Mandeb, è una risposta a quella che gli Houthi definiscono l’assedio della capitale yemenita, Sana’a. Il divieto alle navi saudite ha effetto immediato, ha affermato ieri il portavoce del gruppo militante Yahya Saree in un video pubblicato lunedì sul suo account X.
PETROLIO
Il greggio tipo Brent tratta a 88,5 dollari il barile, da circa novanta dollari di ieri mattina. Il greggio del Mare del Nord potrebbe salire a oltre 120 dollari al barile entro il quarto trimestre se dovessero persistere le interruzioni dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, prevede Goldman Sachs. “L’escalation in Medio Oriente e il calo dei flussi stimati nel Golfo Persico al di sotto del 45% dei livelli prebellici hanno spinto i prezzi del petrolio nuovamente al rialzo”, hanno affermato gli analisti, tra cui Daan Struyven, in una nota di ieri. Al momento, Goldman prevede che il Brent si attesterà a 80 dollari al barile nel quarto trimestre e a 75 dollari l’anno prossimo, ipotizzando un allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Tuttavia, i rischi per le previsioni sono “orientati al rialzo” alla luce delle interruzioni delle spedizioni a Hormuz, così come potenzialmente nel Mar Rosso, hanno affermato gli analisti.
Sebbene le scorte globali più basse nel secondo trimestre abbiano reso il mercato petrolifero più esposto agli shock di offerta, un calo delle importazioni cinesi, unito a una maggiore elasticità della domanda, potrebbe limitare i guadagni previsti, hanno affermato.
INVESTIRE FUORI DAL CORO
In un mercato ossessionato dall'intelligenza artificiale, dove NVIDIA da sola supera la capitalizzazione di tre interi settori, le opportunità migliori si nascondono in ambiti meno affollati. È la tesi di Julie Dickson, Investment Director azionario di Capital Group, per cui oggi diversificare significa allontanarsi del trade IA e dalla polarizzazione sugli Stati Uniti. L'economia reale è pronta a tornare protagonista: la corsa ai data center genera "opportunità di ricavi senza precedenti" per acciaio, rame e infrastrutture: Dickinson ricorda che Caterpillar ha registrato nel primo trimestre un incremento del 38% nelle vendite della divisione costruzioni. Fuori dagli USA, dopo un decennio di sottoperformance, i mercati internazionali confermano la loro forza: l'MSCI ACWI ex USA cresce del 14% da inizio anno contro l'11% dell'S&P 500. In Europa la Germania lancia un piano di investimenti fino al 2036 per modernizzare industria e reti energetiche, mentre il Giappone, sostenuto dalla stabilità politica di Sanae Takaichi, punta a un ROE oltre il 10% entro il 2027. Nei mercati emergenti spiccano gli "Emergent Seven" - TSMC, Samsung, SK hynix, MediaTek, Delta Electronics, Tencent e Alibaba - il 36% dell'indice MSCI Emerging Markets. Chiude il quadro il settore sanitario: pipeline diversificate e dividendi solidi, con Roche e Novo Nordisk sopra il 3% di yield, offrono "un interessante potenziale di rivalutazione" e stabilità di reddito.
ASIA
L’indice Nikkei di Tokyo è in rialzo del 2,3% all’indomani della chiusura per festività. Il governo della prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha approvato un piano annuale di politica economica e fiscale che fa riferimento all’indipendenza della banca centrale, lasciando però irrisolta la questione di un costoso taglio dell’imposta sulle vendite sui prodotti alimentari. Kospi della borsa di Seul +3,7%. Le esportazioni della Corea del Sud hanno registrato una crescita robusta all’inizio di luglio, grazie alla domanda di semiconduttori alimentata dall’intelligenza artificiale. Le esportazioni, al netto delle differenze relative ai giorni lavorativi, sono aumentate del 62,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente nei primi 20 giorni di luglio, secondo i dati dell’ufficio doganale pubblicati martedì. Il dato è da confrontare con un aumento del 49,7% registrato nello stesso periodo di 20 giorni del mese scorso. Su base non corretta, le esportazioni hanno registrato un aumento del 52,3%, mentre le importazioni sono cresciute del 20%, determinando un surplus commerciale di 12,2 miliardi di dollari.
Borse della Cina contrastate. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +1,7%, grazie soprattutto agli acquisti dei soggetti vicini all’apparato statale. Taiex di Taipei +3,6%. In lieve calo la borsa di Hong Kong: Bloomberg riporta che l’orario di negoziazione della piazza azionaria della città potrebbe essere allungato. In lieve ribasso l’indice BSE Sensex di Mumbai -0,3%. La rupia indiana è scesa al minimo degli ultimi due mesi. La Banca Centrale dell’India è intervenuta vendendo dollari per sostenere la valuta, hanno affermato gli operatori del mercato valutario. Hanno aggiunto che l’intervento, sebbene non aggressivo, ha impedito ulteriori perdite, insieme a un leggero calo dei prezzi del petrolio. “La rupia si è indebolita con i prezzi del petrolio saliti a 90 dollari al barile, ma l’intervento della RBI e i segnali positivi riguardo alla mediazione hanno contribuito a stabilizzare il sentiment”, ha affermato Dilip Parmer, analista di ricerca valutaria presso HDFC Securities.
ORO
Il forte ritorno degli acquisti delle banche centrali offre un pavimento al prezzo in un periodo di pressioni al ribasso legate a un Federal Reserve più aggressiva. È la view di Lina Thomas e Daan Struyven, analisti Goldman Sachs, secondo cui il nowcast della banca stima acquisti ufficiali per 81 tonnellate a maggio, ben oltre la media pre-2022 di 17 tonnellate, con la Cina protagonista a 48 tonnellate. Gli analisti si aspettano dalle banche centrali acquisti medi mensili per 50 tonnellate nel 2026 e 40 nel 2027: anche sulla base di queste assunzioni, viene confermato il target di 4.900 dollari l'oncia a fine 2026. Il target price è ancorato alla diversificazione delle riserve dei mercati emergenti dopo il congelamento degli asset russi nel 2022. Secondo il sondaggio OMFIF 2026, il 51% dei gestori di riserve cita il rischio geopolitico tra le motivazioni d'acquisto, +11 punti dal 2024, mentre il 79% ritiene che il sistema monetario si stia muovendo verso un assetto multipolare. L'ostacolo Fed dovrebbe attenuarsi, poiché gli economisti della banca non prevedono rialzi dei tassi. Nel medio periodo i rischi restano al rialzo: la quota dell'oro nei portafogli privati resta bassa, e le tensioni geopolitiche potrebbero spingere anche i privati a diversificare.
UK
La sterlina si stabilizza su dollaro dopo tre sedute di debolezza. Il tasso di rendimento del Gilt a dieci anni è salito ieri di dieci punti base a 5,03%, massimo da maggio.
Il premier Andy Burnham ha nominato ministro dell'Economia l'ex titolare della Difesa, John Healey, considerato una figura super partes fra le correnti del Labour. La scelta appare rassicurante per il comparto della difesa, ma rappresenta uno smacco agli ambienti della City i quali - attraverso il Financial Times - avevano dato per certa alla vigilia la nomina per questo incarico di Shabana Mahmood: ministra dell'Interno e falco anti-immigrazione nel governo Starmer, legata alla destra laburista e ben vista dai mercati. Mahmood resta comunque in sella con un ruolo di spicco, così come Ed Miliband e Yvette Cooper, titolari uscenti dell'Energia e degli Esteri, visti entrare in queste ore a Downing Street. Fra le prime nomine confermate, anche quella di Louise Haigh, fedelissima di Burnham, che era stata silurata da ministra dei Trasporti da Starmer a fine 2024 per aver mentito nel 2013 su un telefonino perduto e dato per rubato: a lei l'incarico di cancelliera del Ducato di Lancaster, coordinatrice dell’ufficio di gabinetto e prima segretaria di Stato (sorta di vicepremier de facto).
TITOLI
Fincantieri. Il Portogallo acquisterà tre fregate Fremm Evo, ha annunciato ieri la premier Giorgia Meloni dopo il bilaterale con il primo ministro portoghese Luís Montenegro. Secondo una fonte a conoscenza del dossier, il valore dell'accordo è di circa 3 miliardi di euro.
Leonardo. Il piano che prevede l'entrata in servizio del nuovo caccia Gcap entro il 2035 non subirà modifiche anche qualora un nuovo paese dovesse unirsi al programma che vede già coinvolti Regno Unito, Italia e Giappone. Lo ha detto l'amministratore delegato di Edgewing, la joint venture incaricata della progettazione del caccia di sesta generazione.
Stellantis ha nominato Matt VanDyke nuovo amministratore delegato del marchio Ram e Branden Coté nuovo Ceo di Jeep, nell'ambito della strategia del nuovo amministratore delegato Antonio Filosa volta ad accelerare la crescita del gruppo. VanDyke assumerà la guida di Ram con effetto immediato, mentre Coté diventerà Ceo di Jeep dal 3 agosto.
Unicredit. Fitch ha confermato i rating di UniCredit dopo l'offerta su Commerzbank e ha affermato che un successo nell'acquisizione potrebbe portare la banca a essere valutata due livelli al di sopra del rating sovrano italiano, un livello in più rispetto alla situazione attuale, ha dichiarato UniCredit lunedì.
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