Bond USA ai massimi dal 2007, Wall Street verso apertura in rosso

Bond USA ai massimi dal 2007, Wall Street verso apertura in rosso

L’aumento dei rendimenti dei Titoli di Stato statunitensi indebolisce l’azionario della Borsa di New York aggiungendosi così all’aumento dei prezzi del petrolio.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Wall Street oggi negativa

Wall Street verso apertura negativa a causa dell'aumento dei rendimenti obbligazionari a lunga scadenza, ai massimi pluridecennali, e della continua ascesa dei prezzi del petrolio, smorzando l'appetito degli investitori per gli asset rischiosi.

A cedere di più sono i future sul Nasdaq 100, in calo di oltre l’1% quando manca circa un’ora al suono della campanella, mentre perdono lo 0,40% quelli sullo S&P500. Intorno la parità i contratti sul Dow Jones, mentre il Bitcoin guadagna l’1% e si porta a 64.300 dollari.

Stabile il dollaro USA nei confronti dell’euro (EUR/USD a 1,1576), l’oro cede mezzo punto percentuale: prezzo spot a 4.395 dollari e future con scadenza a dicembre a 4.451 dollari l’oncia.

Salgono i rendimenti dei bond USA

Il rendimento dei Titoli di Stato trentennali ha raggiunto il livello più alto dal 2007, arrivando al 5,334%, mentre quello del decennale si è mantenuto vicino al livello più alto da gennaio 2025 (4,746%). L'aumento del rendimento del trentennale aveva costretto il governo degli Stati Uniti la scorsa settimana a pagare i tassi più alti dal 2011.

Peter Schaffrik, global macro strategist di RBC Capital Markets, ha spiegato che alcuni dati economici più deboli negli Stati Uniti la scorsa settimana, tra cui i dati sull'occupazione non agricola e le vendite al dettaglio, potrebbero aver alimentato le preoccupazioni degli investitori sui titoli a lungo termine.

"Abbiamo queste preoccupazioni fiscali a medio termine... come si può mantenere la sostenibilità fiscale se ci sono deficit crescenti e allo stesso tempo la crescita inizia a rallentare?", ha detto Schaffrik, aggiungendo che l'aumento dei costi di indebitamento a lungo termine è "una storia che dura da anni e non è ancora finita".

Anshul Pradhan, responsabile della ricerca sui tassi di interesse negli Stati Uniti di Barclays, ha dichiarato: "Pensiamo che ci siano tre fattori in gioco nella vendita dei bond a lungo termine: le prospettive del deficit di bilancio, le emissioni societarie legate all'intelligenza artificiale e il cambiamento della base degli acquirenti di Titoli di Stato".

Il ruolo del petrolio

Sull’andamento dei bond incide anche lo stallo per un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, riaccendendo i timori di inflazione.

L'Iran ha dichiarato che adotterà una strategia militare "pienamente offensiva" poiché gli sforzi per negoziare una fine definitiva della guerra con gli USA si sono bloccati, ha riferito a Reuters un alto funzionario iraniano. Anche Washington ha escluso la possibilità di prorogare l'accordo di cessate il fuoco temporaneo, scaduto il 17 agosto.

Questi sviluppi hanno spinto i future sul petrolio Brent otre i 90 dollari al barile, avviandoli verso la terza sessione consecutiva di guadagni.

"Negli ultimi giorni, i rendimenti a lungo termine hanno seguito in gran parte i prezzi del petrolio", ha dichiarato Mohit Kumar, capo economista europeo di Jefferies. "Man mano che il petrolio raggiunge e supera i 90 dollari, le preoccupazioni per l'inflazione iniziano a dominare", potenziamente influenzando le future decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse.

L’impatto sull’azionario

"La situazione in Medio Oriente sta chiaramente peggiorando e i tassi di interesse a lungo termine sono in aumento, fattori che finiscono per erodere il valore delle azioni", spiega Emma Moriarty di CG Asset Management, sottolineando in oltre che siamo "in un mercato estivo, quindi la liquidità è più scarsa e la volatilità è maggiore".

Questi elevati rendimenti mettono pressione sull’azionario, ini quanto possono ridurre i profitti futuri del settore tecnologico e aumentare i costi di finanziamento per le aziende.

Pressione che si concretizza nei cali nel pre market USA di Tesla, Nvidia, Meta Platforms, Microsoft e Alphabet. Anche le società di semiconduttori e chip hanno arretrato dopo i guadagni della seduta di ieri: Micron Technology, Marvell Technology, Advanced Micro Devices e Intel cedevano tra il 2% e il 4%. A queste si aggiungono anche altre società tech quali Sandisk e Western Digital, in calo del 5% ciascuna, risultando tra le peggiori.

Le grandi aziende tecnologiche si sono rivolte sempre più ai mercati del debito estero per finanziare le loro ingenti spese in investimenti nell'intelligenza artificiale, con un focus particolare sull'emissione di debito a lungo termine. Barclays prevede che le emissioni totali di titoli investment grade nel 2026 raggiungeranno il record di 1.900 miliardi di dollari, rispetto ai 1.440 miliardi dello scorso anno.

Pradhan ritiene che "la scala e la scadenza del debito societario legato all'intelligenza artificiale" nella parte lunga delle curve dei rendimenti sta contribuendo a "far sì che gli investitori richiedano una compensazione maggiore per assorbire l'offerta [societaria e governativa]".

Halpenny di MUFG ha aggiunto: "La domanda senza precedenti di capitale per finanziare gli investimenti nell’IA deve giocare un ruolo anche in questo".

Notizie societarie e pre market USA

Home Depot (+5%): vendite aumentate del 5,7% a 47,86 miliardi di dollari nei tre mesi terminati il 2 agosto, superando le aspettative degli analisti di 47,27 miliardi (dati LSEG).

Baidu (-2%): calo del 4% dei ricavi, a 31,33 miliardi di yuan (pari a 4,65 miliardi di dollari) nel secondo trimestre, inferiori alla stima media degli analisti di 31,96 miliardi di yuan (dati LSEG).

Dynatrace (-3%): annuncia il prezzo dell’offerta privata di obbligazioni convertibili allo 0% (valore di 1,25 miliardi di dollari) con scadenza 1° settembre 2031, a 64,27 dollari e che rappresenta un premio del 35% rispetto alla chiusura di ieri (47,61 dollari).

Amylyx Pharmaceuticals (+42%): il suo farmaco avexitide raggiunge l’obiettivo principale di migliorare l’ipoglicemia post-bariatrica in uno studio clinico in fase avanzata.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione sul rendimento del BTP all'8,25%

Cedole annue condizionate e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it