Brent sopra i 90 dollari sullo stallo delle trattative in Medio Oriente

Ieri scadeva lโaccordo tra Stati Uniti e Iran ma Trump si รจ detto non disponibile alla sua proroga in un contesto in cui il dialogo sembra non riuscire a decollare tra le parti in causa, a cui si รจ aggiunta anche lโOman.
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Petrolio di nuovo in crescita
Prezzi del petrolio sempre in crescita questa mattina condizionato dallo stallo delle trattative in Iran mentre le armi sembrano non voler tacere.
Sulla spinta di questi elementi, il Brent sale fino ai 91,80 dollari, seguito in scia dal greggio WTI, scambiato a 84,10 dollari al barile.
Il petrolio del mare del Nord รจ cresciuto del 50% nel corso di questโanno, sostenuto dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa circa il 20% delle forniture mondiali.
Stallo nelle trattative
A far salire il Brent otre i massimi della scorsa settimana sono โle minacce di Trump allโOman e la sua resistenza allโurgenza di un nuovo cessate il fuocoโ, spiega Chris Weston, responsabile della ricerca presso Pepperstone Group, ritenendo che โCi sono motivi per pensare che ci sia spazio per un ulteriore rialzoโ.
Ieri era scaduto lโaccordo siglato a Islamabad lo scorso giugno tra Iran e Stati Uniti e il presidente Donald Trump si รจ dichiarato non interessato a prorogare tale intesa.
Le due parti rimangono distanti su una serie di questioni, compreso lo Stretto di Hormuz, mentre lโIran sta trattando con lโOman su come gestire questa strategica via dโacqua, lasciando Washington fuori dai colloqui.
A tutto questo si aggiunge la frustrazione di Trump per questo stallo che, nelle scorse ore, si รจ rivolta anche verso l'Oman, accusato di ostacolare il raggiungimento di un accordo. "Non credo che si siano comportati molto bene, ma li gestiremmo molto facilmente, proprio come facciamo con gli altri", ha dichiarato il tycoon in una conferenza stampa nello Studio Ovale, minacciando di bombardare il Paese del Golfo.
Dal canto suo, Teheran avrebbe deciso di abbandonare la sua posizione difensiva, aumentando la produzione di missili e droni secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.
Lโimpatto sugli istituti centrali
Le scarse prospettive di una svolta imminente nella guerra tra Stati Uniti e Iran hanno inoltre rafforzato le aspettative che le banche centrali dovranno inasprire la politica monetaria.
"ร evidente che la situazione in Medio Oriente sta nuovamente degenerando e i tassi di interesse a lungo termine sono in aumento, fattori che finiscono per erodere il valore delle azioni", secondo Emma Moriarty di CG Asset Management, che conclude: "In un mercato estivo, la liquiditร รจ piรน scarsa e quindi piรน soggetta alla volatilitร ".
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