Borse proiettate verso nuovi massimi

Lโindice MSCI All Countries รจ alla settima seduta in positivo su otto.
In Europa 433 societร dello Stoxx 600 hanno giร riportato i dati del trimestre, il 63-64% ha superato le stime. La crescita รจ al +23% annuo.
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La settimana inizia con le borse ispirate dai record a Wall Street di venerdรฌ. In Asia Pacifico prevale il rialzo ed il future del Dax di Francoforte guadagna lo 0,2%.
Lโindice MSCI All Countries รจ alla settima seduta in positivo su otto. Sale il prezzo del petrolio, mentre lโIran si astiene dal negare o confermare la ripresa del negoziato diretto con gli Stati Uniti.
SETTIMANA
La prossima settimana i mercati entrano giร in "modalitร ferie d'agosto", ma resta cruciale il dato sull'inflazione USA di luglio, secondo gli strategist di Monte dei Paschi Corporate & Investment Banking.
Il dato pesa ancora di piรน dopo il deludente report sul lavoro e sembra deporre per tassi fermi da parte della Fed. Il consensus Bloomberg indica un rallentamento sia dell'indice generale sia del core, grazie al calo della benzina e a tariffe aeree piรน contenute. Da monitorare i servizi ex-housing, che con la domanda interna ancora solida potrebbero risalire dopo la debolezza di giugno.
Prosegue la "saga" dello stretto di Hormuz, lontano da una soluzione che stabilizzi i prezzi energetici. All'ottimismo iniziale di Trump e Bessent su una riapertura non ha fatto seguito nulla di concreto; Oman e Iran sembrano invece vicini a un'intesa sui flussi, con Teheran che chiederebbe un pedaggio del 5-7% sul valore dei carichi, non gradito ad arabi e americani. Lo stallo resta la fotografia piรน realistica, con il rischio di escalation tutt'altro che escluso.
Tra le materie prime, l'oro torna protagonista: dopo mesi di ribasso corre verso i 4.300 dollari l'oncia (+6% settimanale), sostenuto dal calo delle attese di inflazione e dagli acquisti di banche centrali, PBoC in testa, e fondi specializzati. Quota 4.400 dollari resta il livello chiave per confermare l'inversione.
Infine gli utili: in Europa 433 societร dello Stoxx 600 hanno giร riportato, con il 63-64% sopra le stime. La crescita รจ al +23% annuo, trainata dall'energia; esclusa questa, scende al +13%, riducendo il gap con gli USA. La prossima settimana tocca a E.ON, RWE, ABN Amro, Aviva, Vestas e Adyen.
IRAN: DA HORMUZ NON SI PASSA
Il Comando centrale americano ha fatto sapere di aver deviato 55 navi commerciali, ne ha rese inoffensive due e ne ha ispezionate altre due per garantirne la conformitร al blocco imposto dagli Stati Uniti contro i porti iraniani.
L'oleodotto iraniano per l'esportazione di greggio sull'isola di Kharg, lโarea dalla quale passa circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del paese, rimane "completamente fermo" a causa del blocco navale impost dall'esercito statunitense ai porti del Paese. Lo scrive Al-Jazeera citando in un post su X una societร di intelligence marittima: tutti e tre i terminal dell'isola sono attualmente vuoti e 17 petroliere "oscure", con i transponder spenti, sono ferme intorno a essa.
"Il quadro รจ coerente con un blocco delle esportazioni dovuto a un'interruzione delle esportazioni: nessun carico, nessuna partenza e una coda morta che non si muove", si legge nel rapporto. LโIran ha detto ieri che lโaccordo con lโOman per la definizione di nuove rotte marittime nello stretto di Hormuz รจ nelle fasi finali, ma ha ribadito che la via navigabile verrร riaperta solo quando gli Stati Uniti avranno soddisfatto altre condizioni.
Intanto i ribelli Houthi hanno colpito con missili e droni il gigantesco impianto petrolifero di Saudi Aramco a Jizan, nel Mar Rosso. Devastata anche la zona yemenita di Mocha, controllata dai governativi sostenuti da Riad.
CINA: RISCHIO DEFLAZIONE
Borse contrastate dopo lโuscita dei dati sui prezzi alla produzione ed al consumo. In calo dello 0,6% lโindice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen, in rialzo dello 0,7% lโHang Seng di Hong Kong.
L'inflazione alla produzione in Cina รจ diminuita per la prima volta dallo scoppio della guerra con l'Iran alla fine di febbraio, mentre anche i prezzi al consumo hanno rallentato, un altro segnale che le pressioni sui costi derivanti dallo shock petrolifero stanno iniziando ad attenuarsi.
L'indice dei prezzi alla produzione รจ aumentato del 3,5% a luglio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un incremento inferiore alle aspettative e rispetto al +4,1% registrato il mese precedente, secondo i dati pubblicati domenica dall'Ufficio nazionale di statistica. Si tratta del primo rallentamento da quando l'indice dei prezzi alla produzione cinese รจ tornato positivo a marzo, grazie all'aumento dei prezzi del petrolio dopo oltre tre anni di cali.
L'inflazione al consumo รจ scesa allo 0,5% dall'1% di giugno. L'indice dei prezzi al consumo "core", che esclude i volatili prodotti alimentari ed energetici, รจ sceso allo 0,9% dall'1%.
"I rischi di deflazione in Cina potrebbero essere di nuovo in aumento", hanno affermato gli economisti di Citigroup, tra cui Xinyu Ji, in un rapporto distribuito lunedรฌ. Sia l'indice dei prezzi al consumo (CPI) che quello dei prezzi alla produzione (PPI) hanno deluso le aspettative, non solo a causa delle correzioni dei prezzi dell'energia, ma anche per via di una debolezza piรน marcata della domanda interna.
Il costo della carne di maiale, la carne base in Cina, ha ridotto il calo su base annua, segno che l'eccesso di offerta si sta attenuando nel settore suinicolo dopo un anno di contrazione.
IN ASIA
Nel finale di seduta sale lโindice Nikkei della borsa di Tokyo, +1,7%. Sony Group e Taiwan Semiconductor Manufacturing Co sono in trattative per investire complessivamente 1.000 miliardi di yen (6,4 miliardi di dollari) nella loro prevista fabbrica congiunta in Giappone, scrive il quotidiano Nikkei. Lโimpianto inizierร la produzione nel 2029, ha affermato una fonte. Borsa della Corea del Sud in lieve rialzo, indice Kospi +0,4%. La sudcoreana SK Hynix Inc. sta valutando diverse opzioni per il proprio stabilimento di Chongqing, in Cina, tra cui lโingresso di un investitore che contribuisca ad accelerare la crescita, riporta Bloomberg.
TITOLI
Unipol. La compagnia di assicurazioni punta a detenere oltre il 30% del futuro gruppo bancario che potrebbe nascere dalla fusione tra Bper e gli asset che verranno scorporati da Mps , con la possibilitร di aumentare progressivamente la partecipazione nel tempo. Lo ha detto l'AD di Unipol Matteo Laterza nel corso della conference call sui risultati del primo semestre.
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