Borse verso un avvio in rialzo, giù il petrolio

09/10/2026 06:30
Borse verso un avvio in rialzo, giù il petrolio

Future del Dax di Francoforte +0,5%.
Ieri il Nasdaq ha perso l’1,3%. Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non attaccheranno l'Iran "in nessun momento" prima delle elezioni di metà mandato. Petrolio in ribasso. Ultime dal tech, che in borsa ha perso slancio.

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Si sta per chiudere una settimana che ha visto il tech guidare e poi zavorrare le borse. Ieri il Nasdaq ha perso l’1,3%, il SOX delle società dei semiconduttori il 3,3% e le magnifiche sette l’1%. Per il resto del mercato è stata una seduta positiva, un ETF su Wall Street che esclude le componenti tecnologiche ha chiuso in rialzo dello 0,5%.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,5%. Ieri il Ftse Mib di Milano, penalizzato dalla discesa delle banche, ha chiuso in ribasso dell’1,3%.

PETROLIO

Il greggio scende dopo che Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non attaccheranno l'Iran "in nessun momento" prima delle elezioni di metà mandato. Il Brent si avvicina a 103 dollari al barile, dopo il balzo di oltre il 4% di giovedì, mentre il Wti resta sotto i 91. Nel suo messaggio sui social il presidente ha parlato di "discussioni produttive" con Teheran e di flussi record di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, aggiungendo che il blocco navale dei porti iraniani resta pienamente in vigore. Il New York Times ha però riferito di piani del Pentagono per tre giorni di raid contro arsenali di droni e missili e infrastrutture energetiche. Intanto l'agenzia Fars segnala esplosioni nello Stretto, dove alcune petroliere sarebbero state colpite da mine, senza conferme indipendenti. Il voto del 3 novembre pesa: il caro energia legato alla guerra preoccupa gli elettori e può mettere a rischio il controllo del Congresso da parte dei repubblicani. Secondo Chris Weston di Pepperstone, il timore di nuove escalation frena le scommesse sul ribasso sotto i 100 dollari: è un mercato a doppio senso, dove il rischio geopolitico si scontra con un'offerta fisica in miglioramento.

TECH

OpenAI prevede di raggiungere o superare i 70 miliardi di dollari di ricavi annualizzati entro fine anno, spinta soprattutto dalla crescita del business per le imprese, scrive Bloomberg. Secondo fonti informate, a fine settembre il dato era intorno ai 50 miliardi: una proiezione su base annua costruita sulle vendite di un periodo più breve. Le cifre sono state mostrate agli investitori nel nuovo round di finanziamento, per cui la società tratta una raccolta di almeno 30 miliardi a una valutazione di 1.400 miliardi, prima dei nuovi capitali. OpenAI, Anthropic e le altre aziende del settore usano questo indicatore per misurare la crescita, ma non tutte lo calcolano allo stesso modo. Anthropic ha toccato i 65 miliardi a fine luglio. Secondo il Financial Times, la stima di circa 70 miliardi circolata il mese scorso deriva dal tentativo degli investitori di applicare il metodo di Anthropic, che contabilizza in modo diverso le vendite passate dai fornitori di cloud.

SpaceX ha siglato un accordo per l'acquisto di licenze di spettro cellulare dalla società di investimento Grain Management; si tratta della sua mossa più significativa finora nel mercato della telefonia mobile, dominato dalle tradizionali compagnie di telecomunicazioni.

Secondo fonti informate sulla vicenda, l'azienda aerospaziale guidata da Elon Musk pagherà circa 8 miliardi di dollari in contanti per acquisire tali asset.

Le licenze statunitensi, relative alla banda degli 800 MHz, sono concepite per servizi wireless erogati tramite torri di telefonia cellulare anziché satelliti. Lo spettro acquisito potrebbe sostenere l'obiettivo dichiarato di SpaceX di espandere il proprio servizio satellitare Starlink oltre la banda larga tradizionale, entrando nel mercato della telefonia mobile per competere con colossi del calibro di AT&T e Verizon.

L'australiana Firmus, un operatore di data center sostenuto da Nvidia, ha accantonato venerdì la sua offerta pubblica iniziale (IPO) da 5 miliardi di dollari, optando per un round di raccolta fondi privato in vista di una potenziale quotazione a New York.

L’IPO di Firmus sarebbe stata la seconda più grande emissione azionaria nella storia dell’Australia, ma ha riscontrato una domanda tiepida, un segnale d’allarme che indica come gli investitori rimangano selettivi nei confronti delle società operanti nel settore dell’intelligenza artificiale, anche se il boom di questo settore sta trainando i mercati globali.


“La società cercherà ora di raccogliere capitali dai mercati privati e valuterà opzioni alternative sui mercati pubblici internazionali per sostenere la sua prossima fase di crescita», hanno affermato i cofondatori Oliver Curtis e Tim Rosenfield in una lettera inviata agli azionisti e visionata da Reuters.

Firmus punterebbe a completare la quotazione al Nasdaq una volta finalizzato il suo prossimo round di raccolta fondi privato, ha affermato una persona coinvolta nell’operazione a Reuters.


TREASURY

I titoli del Tesoro USA hanno registrato un rialzo dopo che un’asta di titoli a 30 anni ha suscitato una solida domanda, contribuendo a far scendere i rendimenti a lungo termine dai livelli più alti degli ultimi due decenni. Giovedì, questi rialzi hanno determinato un calo dei rendimenti su tutte le scadenze, con quelli dei titoli a 30 anni in calo di sette punti base al 5,6% — in calo rispetto ai livelli massimi registrati dal 2002. Una vendita da 22 miliardi di dollari del titolo a più lunga scadenza del governo statunitense ha riscontrato un buon interesse da parte degli investitori, in linea con la forte asta dei titoli a 10 anni di questa settimana.

“La domanda ha tenuto”, ha affermato Molly Brooks, stratega dei tassi presso TD Securities. “È un buon segno per chi vuole tornare a investire nel segmento a lungo termine”.

OAT

Obbligazioni societarie francesi per un valore di quasi 215 miliardi di euro (241 miliardi di dollari) vengono ora scambiate a condizioni che riflettono una sicurezza superiore a quella dei titoli di Stato; si tratta di un incremento di quasi 18 volte rispetto all'inizio del 2026, a seguito di una pesante ondata di vendite sui titoli del debito pubblico. Circa il 38% del volume complessivo di debito societario francese di alta qualità presentava rendimenti inferiori rispetto ai titoli di Stato di analoga scadenza, secondo i dati elaborati da Bloomberg. Il dato si confronta con i soli 12 miliardi di euro registrati a inizio anno.

Questo ribaltamento delle gerarchie di mercato tradizionali non è una novità assoluta, ma si è intensificato rapidamente in Francia a causa delle preoccupazioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi di deficit, lo stallo sull'approvazione della nuova legge di bilancio e l'imminenza di elezioni presidenziali che potrebbero imprimere al Paese una direzione radicalmente diversa.

"Le dinamiche del debito sovrano francese e quelle del credito societario si sono progressivamente scollegate", ha affermato Elisa Belgacem, Senior Credit Strategist di Generali Investments. Le aziende e le banche "continuano a beneficiare di una forte domanda da parte degli investitori, a conferma della fiducia nei fondamentali degli emittenti e dell'attrattività dei rendimenti complessivi.”

FRANCIA

Il programma economico del Rassemblement National disegna un serio rigore, ma la strada per realizzarlo è lastricata di ostacoli: è più cornice politica che piano eseguibile.

È la lettura di Alexandre Stott, economista di Goldman.

I sondaggi e il modello interno della banca continuano a dare Marine Le Pen favorita alle presidenziali del prossimo anno e il suo partito vicino alla maggioranza in Parlamento: le proposte su bilancio, conti pubblici e regole di spesa non sono dunque un esercizio teorico, sono un abbozzo di programma da attuare.

Il "contro-bilancio" presentato questa settimana porterebbe il saldo al netto degli interessi da -2,6 a -0,6 per cento del Pil già nel 2027, ma l'analista prevede "significative sfide di attuazione": le legislative non si terrebbero prima di luglio e un taglio simile potrebbe sottrarre fino a un punto di crescita. Utile semmai come indizio sulle concessioni che il partito chiederebbe al governo, come l'adeguamento pieno delle pensioni all'inflazione. Il piano di lungo periodo, con il debito in calo al 112 per cento del Pil nel 2032, poggia su ipotesi che Stott giudica "ottimistiche rispetto ad altri previsori": Goldman vede il debito salire a 125%.

La "regola d'oro" costituzionale imporrebbe di migliorare i conti di mezzo punto l'anno finché il debito supera il 60 per cento. Sarebbe sospendibile solo con un referendum, meccanismo "senza precedenti per gli standard internazionali". Più chiarezza sulle intenzioni, dunque, non più credibilità.

TITOLI

Unicredit. E' stato convocato per oggi un Cda straordinario della banca, secondo quanto riferiscono due fonti vicine al dossier a Reuters.



Monte Paschi ha ricevuto dall'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass)l'autorizzazione all’acquisizione da parte di Mediobanca Premier, appartenente al gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena, della partecipazione qualificata diretta superiore al 10% del capitale sociale di Assicurazioni Generali.




Telecom Italia. Per effetto dell'opas di Poste su Tim la quota di Cdp si è diluita al 28% del capitale dal 35%, secondo quanto emerge dalle ultime comunicazioni della Consob.

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