Borse vicino ai massimi ma curva dei treasury sempre più ripida

17/08/2026 06:30
Borse vicino ai massimi ma curva dei treasury sempre più ripida

La seconda metà di agosto si apre con segnali di minore tensione sui mercati, dopo che venerdì l’indice di volatilità VIX è sceso sui minimi del 2026. I principali indici azionari globali restano sui massimi storici o nelle immediate vicinanze, mentre il mercato obbligazionario affronta pressioni più consistenti. Le aspettative di un rialzo imminente dei tassi da parte della Federal Reserve si sono ridimensionate, ma il movimento è stato accompagnato da un marcato irripidimento della curva statunitense. Il rialzo del petrolio, deficit fiscali elevati e la crescente domanda di capitali legata agli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a esercitare una pressione al rialzo sui rendimenti. Positive le borse asiatiche questa mattina e i futures azionari: quelli sul Nasdaq avanzano del +0,5%, quelli sull’S&P 500 del +0,2% e quelli sull’Euro Stoxx 50 del +0,3%.

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MEDIO ORIENTE

L’Iran ha invitato nel fine settimana gli Stati Uniti ad accettare la sconfitta, mentre Donald Trump ha definito Teheran “molto malvagia” e ha avvertito gli americani che la guerra potrebbe mantenere elevati i prezzi dei carburanti. Restano bloccati sia i progressi verso l’apertura di colloqui di pace sia il traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz.

A Gaza proseguono gli sforzi diplomatici per rilanciare il piano di pace promosso da Trump. I suoi inviati hanno incontrato ieri i mediatori di Egitto, Qatar e Turchia, mentre Israele ha continuato gli attacchi aerei nell’enclave. Jared Kushner e l’inviato del Board of Peace Nickolay Mladenov dovrebbero incontrare oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che il 9 agosto aveva giudicato “inaccettabile” l’ultima roadmap proposta da Trump.

DOLLARO

Il dollaro perde terreno rispetto alla maggior parte delle principali valute dopo che i deboli dati macro statunitensi hanno ridotto le aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve già il prossimo mese. Il dollaro index si avvia verso la terza seduta consecutiva in calo, mantenendosi vicino ai livelli osservati l'ultima volta a maggio. A pesare sono state le vendite al dettaglio statunitensi, diminuite a luglio al ritmo più marcato da oltre un anno, insieme alle recenti letture contenute dell'inflazione. Gli operatori sul mercato degli swap attribuiscono ora una probabilità inferiore al 30% a un aumento dei tassi il prossimo mese, rispetto a circa il 50% di una settimana fa.

Incidono sulla valuta statunitense anche i frequenti colloqui tra Donald Trump e il presidente della Fed Kevin Warsh, i nuovi tentativi di rimuovere la governatrice Lisa Cook e la scarsa chiarezza sulla funzione di reazione della banca centrale. Una nuova spinta verso la de-dollarizzazione viene rafforzata dai rendimenti ai massimi pluriennali registrati la scorsa settimana nelle aste dei Treasury a 10 e 30 anni. Infine, le persistenti pressioni inflazionistiche globali alimentano l'aspettativa che la Federal Reserve possa muoversi più lentamente rispetto ad altre grandi banche centrali, creando pressioni durature sul dollaro.

SAUDI ARAMCO

Alcune raffinerie asiatiche stanno opponendo resistenza alla richiesta di Saudi Aramco di ritirare il greggio a Yanbu, sul Mar Rosso, a causa delle difficoltà nel reperire navi disponibili a percorrere una rotta diventata più pericolosa.

I recenti attacchi contro petroliere e infrastrutture energetiche condotti dai militanti Houthi sostenuti dall'Iran nell'area del Mar Rosso hanno aumentato i rischi per gli armatori, aprendo un nuovo teatro nel conflitto in Medio Oriente. Yanbu ha assunto un ruolo centrale nella strategia dell'Arabia Saudita per continuare a esportare grandi quantità di greggio dopo che la guerra ha compromesso il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz e ridotto le forniture provenienti dal Golfo Persico.

Almeno due raffinerie asiatiche hanno chiesto ad Aramco la possibilità di ritirare i carichi di petrolio acquistati dal porto mediterraneo egiziano di Sidi Kerir anziché da Yanbu, secondo operatori che hanno chiesto di mantenere l'anonimato perché non autorizzati a parlare con i media. La richiesta riguarda carichi programmati per il ritiro a settembre nell'ambito di contratti di lungo periodo con Aramco. Almeno una delle raffinerie potrebbe però decidere di rinunciare alla propria assegnazione mensile a causa dei maggiori costi necessari per trasportare il greggio da Sidi Kerir verso l'Asia circumnavigando l'Africa, secondo gli stessi operatori.

Una parte delle spedizioni di greggio saudita era già stata dirottata verso Sidi Kerir prima delle vendite di Aramco per settembre. Nell'ambito delle assegnazioni previste per il prossimo mese, la compagnia saudita ha chiesto alle raffinerie giapponesi e sudcoreane di ritirare i propri carichi dal porto egiziano, secondo gli operatori. Alla maggior parte degli impianti di raffinazione in Cina, Taiwan e India è stato invece chiesto di effettuare il ritiro a Yanbu.

Le raffinerie acquistano il petrolio saudita attraverso contratti di lungo termine concordati su base annuale. Questi accordi prevedono l'acquisto di un determinato quantitativo di greggio durante l'anno, lasciando però una certa flessibilità sui tempi di ritiro. Gli acquirenti possono quindi ridurre o rinunciare alla propria assegnazione mensile quando necessario.

Secondo gli operatori, le quantità vendute alle raffinerie dei Paesi diversi dalla Cina risultano sostanzialmente in linea con quelle degli ultimi mesi. Prima delle minacce degli Houthi, tutto il petrolio saudita destinato all'Asia veniva caricato a Yanbu e normalmente attraversava lo stretto di Bab el-Mandeb, il passaggio marittimo situato all'estremità meridionale del Mar Rosso.

Il mese scorso due petroliere di proprietà cinese hanno attraversato Bab el-Mandeb trasportando greggio saudita e mantenendo attivi i propri transponder. Molte altre navi stanno invece disattivando i sistemi di localizzazione nel tentativo di evitare di essere individuate e di ridurre il rischio di possibili attacchi.

Per le forniture di settembre, Aramco ha ridotto il prezzo della principale qualità di greggio destinata ai clienti asiatici, portando lo sconto agli attuali livelli più bassi dal 2020. I prezzi indicati si riferiscono però al petrolio caricato a Ras Tanura, all'interno del Golfo Persico. Il costo finale sostenuto dalle raffinerie per le forniture ritirate in altri punti risulta più elevato a causa delle maggiori spese logistiche necessarie per trasportare il greggio da località più distanti.

ORO

L'oro prolunga il recupero avviato nelle ultime due settimane, sostenuto dalla debolezza delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, che ha esercitato pressioni sul dollaro rendendo il metallo prezioso meno costoso per gran parte degli acquirenti internazionali.

Le quotazioni si mantengono in prossimità dei 4.400 dollari l'oncia, dopo avere terminato la settimana precedente con un progresso di quasi il +1%. Gli ultimi dati macro statunitensi hanno evidenziato una flessione sia della fiducia dei consumatori sia delle vendite al dettaglio, contribuendo ad attenuare i timori per un imminente rialzo dei tassi di interesse. Un aumento del costo del denaro rappresenta generalmente un elemento sfavorevole per l'oro, che non offre rendimento.

Il dollaro che scende rende più conveniente l'acquisto dell'oro, denominato appunto in dollari Usa. Anche la curva dei rendimenti dei Treasury, intesa come differenza tra i rendimenti delle scadenze a lungo e a breve termine, mostra un aumento della pendenza.

La volatilità continua a caratterizzare le prospettive dell'offerta energetica globale, indicando che il rischio di una stretta monetaria non è venuto meno. Alla fine della scorsa settimana altre navi sono state attaccate nello Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti hanno dichiarato di prepararsi a introdurre nuove misure con l'obiettivo di colpire duramente l'economia iraniana.

Alcune imbarcazioni in uscita dallo Stretto di Hormuz hanno navigato con i transponder satellitari disattivati, contribuendo a contenere i prezzi globali dell'energia. Iran e Oman sembrano inoltre avvicinarsi a un accordo sulle modalità di gestione di questa fondamentale via marittima, anche se gli Stati Uniti non partecipano ai negoziati.

Il recupero dell'oro sopra la soglia chiave dei 4.000 dollari l'oncia è stato alimentato dal rinnovato interesse degli investitori e dall'aumento degli acquisti da parte delle banche centrali, in particolare della Cina. I progressi registrati la scorsa settimana hanno portato il metallo prezioso sopra la media mobile a 100 giorni per la prima volta da aprile e le quotazioni continuano a mantenersi in prossimità di questo livello. I verbali della riunione di politica monetaria della Federal Reserve di luglio, attesi mercoledì, dovrebbero fornire maggiori indicazioni sulle valutazioni relative ai tassi di interesse.

PIAZZA AFFARI

MONTE PASCHI. L’amministratore delegato Luigi Lovaglio, intervenuto sabato con i giornalisti dopo avere ricevuto a Siena il premio del Mangia, ha sottolineato ancora una volta l’importanza di salvaguardare l’integrità dell’istituto per evitare una dispersione del suo valore. Commentando le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Lovaglio ha giudicato molto positivamente il riconoscimento del fatto che il valore del Monte risieda proprio nella sua integrità, aggiungendo che questa consapevolezza è condivisa e che occorre lavorare in tale direzione.

UNICREDIT. Andrea Orcel punta a intervenire su Commerzbank attraverso una riduzione dei livelli manageriali, un contenimento dei costi e una maggiore attenzione alla crescita dei ricavi, replicando una strategia che ha contribuito a rendere UniCredit uno degli istituti bancari più redditizi in Europa. Un portavoce della banca ha dichiarato venerdì sera che UniCredit è orgogliosa di figurare tra i gruppi europei con la maggiore efficienza operativa, risultato ottenuto attraverso interventi mirati sui costi impostati secondo una prospettiva di lungo periodo e mai attraverso riduzioni generalizzate o orientate al breve termine.

MONTE PASCHI, GENERALI, UNICREDIT. All’interno di Delfin prosegue il confronto sulle possibili modalità per garantire a ogni componente della famiglia Del Vecchio una maggiore autonomia nelle decisioni relative alla propria quota nel veicolo che detiene le partecipazioni finanziarie e quella in EssilorLuxottica. Secondo quanto scritto sabato da Il Sole 24 Ore, l’incidenza della partecipazione nel gruppo dell’occhialeria, considerando gli attuali valori di Borsa, si è ridotta in maniera significativa rispetto agli asset finanziari. Tra le ipotesi allo studio figura la separazione della quota detenuta nell’occhialeria dagli investimenti finanziari, anche se per arrivare a una soluzione sarebbe necessario almeno un anno, secondo una fonte citata dal quotidiano.

FINCANTIERI. Le azioni hanno chiuso venerdì con un rialzo del +3,2% dopo la firma, avvenuta giovedì da parte del presidente statunitense Donald Trump, di un memorandum sulla sicurezza nazionale. Il provvedimento stabilisce che i cantieri navali stranieri impegnati in investimenti rilevanti negli stabilimenti statunitensi e nella formazione di lavoratori americani destinati ai nuovi posti di lavoro potranno ottenere temporaneamente l’autorizzazione a costruire fino a due navi nei propri cantieri principali, così da accelerarne la consegna.

FERRARI. La casa di Maranello ha comunicato sabato di avere venduto all’asta durante la Monterey Car Week una Luce “Tailor Made” per 40 milioni di dollari, stabilendo un valore record per un’automobile nuova. Le risorse raccolte attraverso l’operazione saranno destinate al finanziamento dei programmi educativi promossi dalla Ferrari Foundation.

BFF BANK. Per l’istituto, al cui consiglio di amministrazione Banca d’Italia ha affiancato due commissari, starebbe prendendo forma una soluzione basata sulla cessione separata delle attività. Il Sole 24 Ore ha scritto sabato che sono stati compiuti passi avanti anche sull’elemento finora mancante dell’operazione, rappresentato da una cartolarizzazione di crediti per 1,2 miliardi di euro. Secondo Bloomberg, Pimco e Pollen Street figurano tra i potenziali acquirenti della tranche caratterizzata dal rischio più elevato, mentre tra gli altri fondi interessati vengono indicati Fortress, Cerberus e Davidson Kempner.

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