Bper fiduciosa sull’acquisizione degli sportelli Isp. L’istituto si prepara a modificare la governance


La banca modenese sconta l’impatto di Covid-19 e rivede al ribasso i target del piano industriale 2021. Utile netto previsto in crescita in seguito all’acquisizione del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo. Via libera alla riforma della govern.


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Bper: utile netto in crescita a 375 milioni

Bper Banca sconta l’impatto della crisi Covid-19 sul quadro macroeconomico e rivede al ribasso i target del piano industriale 2021.

L’istituto attende un utile netto consolidato di 235 milioni, visto in crescita a 375 milioni in seguito all’acquisizione del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo così come definito nell’Opas su Ubi Banca. Anche la posizione patrimoniale si attesta su livelli stabili con un Cet1 ratio Fully Loaded in area 13% nel 2021. Ieri il titolo ha messo a segno uno scatto del 5,8% in linea con il buon andamento del Ftse Italia Banche, che ha chiuso con un rialzo dell’1,6% (l’omologo europeo si è fermato a +0,1%), sostenendo anche il Ftse Mib (+0,6%). Questa mattina Bper apre in positivo del 3,73%, a 2,25 euro.

L'istituto modenese, che ha siglato con Intesa un terzo accordo per il calcolo definitivo del corrispettivo per l'acquisto delle filiali Ubi, prevede un aumento di capitale nell'area di 800 milioni necessario per finanziare l'operazione. L'intervento assume una maggiore valenza strategica alla luce dell’attuale situazione macro e, insieme al rafforzamento patrimoniale già previsto, contribuirà a migliorare la dinamica dei ricavi e della redditività prospettica.

Via libera alla riforma della governance

Ha inoltre annunciato un progetto di modifiche dello statuto con l’adozione di un criterio di elezione del cda di natura proporzionale fondato sul metodo dei quozienti (a oggi l’elezione del cda si fonda su un metodo maggioritario).

Il nuovo progetto assegna un limite per cui nessuna lista può esprimere più di sette consiglieri, e prevede una soglia di “accesso al riparto”, secondo cui, ferma l' esigenza di legge di assicurare alla prima lista di minoranza non collegata la possibilità di esprimere almeno un amministratore, le altre liste non collegate potranno concorrere alla nomina del cda solo qualora abbiano ottenuto voti almeno pari al 5% del capitale con diritto di voto in assemblea. Il limite di 7 consiglieri non si applica qualora la lista risultata prima abbia ottenuto un numero di voti superiore al 50% del capitale avente diritto di voto in assemblea. La riforma della governance sarà votata in un’apposita assemblea straordinaria.


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