Bper Banca, oggi i conti del terzo trimestre: gli analisti attendono un utile sopra i 580 milioni

Bper Banca, oggi i conti del terzo trimestre: gli analisti attendono un utile sopra i 580 milioni

La banca modenese approva oggi i risultati al 30 settembre e la proposta di acconto sul dividendo da circa 700 milioni di euro. Barclays e Equita stimano un margine di interesse in crescita e un utile netto trimestrale compreso tra 582 e 605 milioni.

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Un trimestre solido, senza il traino straordinario della finanza

Il mercato si aspetta da Bper Banca un terzo trimestre di buona tenuta operativa, con il margine di interesse ancora in crescita ma un utile in calo rispetto al secondo trimestre, gonfiato dal contributo eccezionale dell'attività finanziaria.

Il consiglio di amministrazione si riunisce oggi, mercoledì 4 novembre, per approvare i conti al 30 settembre; la presentazione alla comunità finanziaria è in calendario domani, giovedì 5 novembre.

Paola Sabbione, analista di Barclays, stima un margine di interesse di 1,148 miliardi di euro, in aumento del 2% sul trimestre precedente e del 6% su base annua.

I ricavi totali sono attesi a 1,89 miliardi (-10% trimestre su trimestre, -5% anno su anno) e l'utile netto a 582 milioni, in calo del 23% sul secondo trimestre ma in crescita dell'1% rispetto a un anno fa.

Per Barclays, considerando margine di interesse, CET1 e in misura minore costi e commissioni, Bper è la banca italiana meglio posizionata in vista della pubblicazione dei risultati.

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Equita più ottimista: utile a 605 milioni e CET1 in leggero rialzo

Equita si attende «un altro buon trimestre con dinamiche operative solide», senza elementi straordinari a parte i costi di integrazione della Banca Popolare di Sondrio, stimati in area 25 milioni.

La Sim vede il margine di interesse a 1,16 miliardi (+3% trimestre su trimestre, +8% anno su anno) e le commissioni in crescita del 2% su base annua, pur in calo del 2% sul trimestre per la stagionalità estiva.

I ricavi totali sono previsti a 1,893 miliardi, l'utile operativo a 1,088 miliardi (+10% anno su anno) e l'utile netto a 605 milioni, con costi operativi sostanzialmente stabili.

Il costo del rischio dovrebbe restare in area 30 punti base, con accantonamenti per 102 milioni e un impatto da oneri di integrazione e PPA di 45 milioni; il CET1 è atteso in leggero incremento rispetto al 15% di fine giugno.

Il consenso di mercato raccolto da 6 analisti indica ricavi trimestrali a 1,894 miliardi, in linea con le due case d'affari; per l'intero 2026 nove analisti stimano un utile per azione di 1,20 euro, in salita a 1,31 euro nel 2027.

L'acconto da 700 milioni e i punti da verificare nei conti

Il tema che il mercato attende con più attenzione è la delibera sull'acconto sul dividendo da circa 700 milioni di euro, annunciato con la semestrale.

Il calendario prevede lo stacco lunedì 23 novembre e il pagamento mercoledì 25 novembre: per incassarlo occorre avere le azioni in portafoglio entro venerdì 20 novembre.

La banca ha precisato che la delibera potrà essere adottata solo in assenza di controindicazioni dai risultati del terzo trimestre o da quelli prevedibili per il quarto. Con circa 2,08 miliardi di azioni in circolazione al netto delle azioni proprie, l'acconto vale circa 0,34 euro per azione, pari a un rendimento del 2,6% sulla chiusura di ieri.

L'importo supera l'utile netto atteso per il singolo trimestre, ma è ampiamente coperto dall'utile del primo semestre, pari a 1,31 miliardi.

Gli altri elementi da controllare nel comunicato:

  • la conferma o un nuovo miglioramento della guidance 2026, già rivista al rialzo ad agosto;
  • il cost/income, sceso al 41,4% nel semestre;
  • il costo del credito, fermo a 28 punti base a giugno;
  • lo stato di avanzamento del buyback, che al 29 ottobre aveva riacquistato 23,19 milioni di azioni per circa 319 milioni di euro.

Il titolo in Borsa: rimbalzo in apertura, ma sotto la media a 50 giorni

Il titolo Bper ha chiuso ieri, martedì 3 novembre, a 13,126 euro (-0,38%), dopo un avvio in calo di circa il 3% per le tensioni sullo Stretto di Hormuz quasi interamente recuperato in giornata.

Oggi, alle 9:00, le azioni scambiano a 13,268 euro, in rialzo dell'1,08%, in attesa dei conti.

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Sul piano tecnico il quadro resta interlocutorio: il prezzo è sotto la media mobile a 50 giorni (13,82 euro) ma sopra quella a 200 giorni (12,89 euro), mentre l'RSI a 14 giorni a 45,5 non segnala eccessi.

Il supporto di breve è l'area 12,90-12,96 euro, i minimi del 30 ottobre e di ieri; la prima resistenza è il massimo di ieri a 13,30 euro, poi l'area 13,80-13,90 euro della media a 50 giorni.

Il titolo resta il 13% sotto il massimo dell'anno di 15,10 euro toccato il 6 agosto, giorno della semestrale, ma guadagna il 13% da inizio 2026.

Giudizi e target: potenziale fino al 30% per Barclays

Il 29 ottobre Barclays ha alzato il target price su Bper da 16,30 a 17,10 euro, confermando il giudizio overweight: un potenziale di circa il 30% rispetto alla chiusura di ieri.

Equita mantiene il rating buy con target a 16,60 euro, sottolineando che il titolo tratta a un rapporto prezzo/utile 2028 di 9,8 volte con un dividend yield superiore all'8%; l'eventuale acquisto del ramo di MPS da Unipol rappresenterebbe una leva di crescita aggiuntiva.

Il target medio del consenso degli analisti si colloca a 15,53 euro, circa il 17% sopra i prezzi attuali; a ottobre la media raccolta da Milano Finanza era di 15,42 euro.

Sui dati di mercato il titolo capitalizza circa 27,3 miliardi di euro, tratta a 11,7 volte gli utili degli ultimi dodici mesi e 1,52 volte il patrimonio netto, con un rendimento del dividendo del 4,2%.

Per gli investitori il nodo è chiaro: un margine di interesse in crescita e un CET1 stabile rafforzerebbero la tesi del rendimento, mentre una guidance prudente sul quarto trimestre o un rinvio dell'acconto riporterebbero il titolo sul supporto di 12,90 euro.

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