Brilla il tech, trema il Dow Jones

Nasdaq +0,6%, record.
L’indice SOX delle società dei semiconduttori ha guadagnato il 2%, +12% nelle ultime cinque sedute. Il nuovo agente AI di Meta è una minaccia molto seria per i settori che sfruttano “l'inerzia del consumatore”: banche, assicurazioni, telefonia e agenzie di viaggio online. Ieri l'indice S&P 500 Financials ha perso quasi il 2%, ai minimi da luglio; JPMorgan e Wells Fargo sono scese oltre il 3%.
Indice dei contenuti
Ieri il rinnovato ottimismo sull'intelligenza artificiale ha spinto il Nasdaq Composite verso un nuovo massimo, mentre gli altri principali indici hanno faticato.
L'S&P 500 è rimasto invariato. Il Dow Jones Industrial Average ha perso 185 punti, ovvero lo 0,4%.
L’indice SOX delle società dei semiconduttori ha guadagnato il 2%, +12% nelle ultime cinque sedute.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DIVORA TUTTO
Muse AI di Meta – il nuovo assistente personale lanciato all'inizio del mese – sta scalando la classifica delle app più scaricate: dopo aver visto i termini del successo, Shopify e PayPal si sono mosse per venire a patti con un servizio capace di mettere in discussione il loro modello di business.
Altri settori, facilmente aggredibili da un’intelligenza artificiale sempre di più capace di sostituirsi anche ai lavori di routine in ambito finanziario e informatico, sono a rischio di erosione dei margine.
Non se la passano bene i settori che sfruttano “l'inerzia del consumatore": banche, assicurazioni, telefonia e agenzie di viaggio online. Ieri l'indice S&P 500 Financials ha perso quasi il 2%, ai minimi da luglio; JPMorgan e Wells Fargo sono scese oltre il 3%, Schwab oltre il 6%, Allstate il 5,5%. In Europa hanno sofferto le telecom, con Orange e BT giù del 4%.
Secondo Goldman Sachs, se gli assistenti rendono più facile ed economico cambiare fornitore, a rischio sono telecom, assicurazioni e utility: un paniere di titoli "a rischio inerzia" (tra cui AT&T, Allstate, Netflix, Expedia) ha perso il 2,6% martedì, il 7% in sei sedute.
Per Rhys Williams di Wayve Capital, l'effetto Muse "è senza dubbio negativo" per queste società, anche se "oggi è più una curiosità". Bloomberg Intelligence vede gli assistenti IA come "esattori di pedaggio" sulle transazioni, a scapito di piattaforme come Uber. Per Citrini Research, siamo in un momento “spartiacque", sta emergendo quanto le aziende guadagnino dagli attriti imposti ai clienti.
Muse potrebbe aggiungere un terzo canale di monetizzazione dell'IA, ha scritto Ulrike Hoffmann-Burchardi, CIO per le Americhe e responsabile globale del comparto azionario presso UBS Global Wealth Management.
Finora, l'IA destinata ai consumatori è stata monetizzata principalmente attraverso abbonamenti e pubblicità. Muse potrebbe sbloccare un'ulteriore fonte di ricavi eseguendo transazioni per conto dell’utente.
NVIDIA
Il titolo della società leader dei semiconduttori per l’intelligenza artificiale, ha guadagnato ieri lo 0,6%, nelle ultime cinque seduta +7%, contro il +12% del benchmark di riferimento per l’industria.
Nvidia scambia a meno di 17 volte gli utili attesi, la metà del multiplo del 2025 e il livello più basso in oltre un decennio, nonostante crescita e utili in forte accelerazione: ricavi e utile netto dovrebbero salire rispettivamente del 90% e del 99% nell'anno fiscale 2027. "Il titolo si è sgonfiato in modo significativo, il che suggerisce un sano scetticismo sulla sostenibilità degli utili attuali", dice Eli Horton, gestore di TCW, per cui il mercato si aspetta meno di quanto stimi il consenso.
Il titolo sale da sei sedute ma resta indietro rispetto ai concorrenti: l'indice SOX guadagna il 78% quest'anno, contro il 23% di Nvidia, penalizzata dai margini lordi in calo (dal 75% al 72% atteso) per il rincaro dei componenti, come le memorie, e dalla concorrenza dei chip proprietari di clienti come Meta e Alphabet. "Le aziende vogliono ridurre la dipendenza da Nvidia", nota David Russell di TradeStation, per il quale i margini rischiano di peggiorare ulteriormente. Il CEO Jensen Huang si è definito "incredibilmente frainteso". Per Horton, invece, il multiplo basso rende oggi il titolo un punto d'ingresso interessante, a meno di un brusco stop della spesa sull’IA.
BOND PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
SoftBank ha avviato quella che si preannuncia come una delle più grandi emissioni di obbligazioni societarie ad alto rendimento (junk bond) di sempre; il conglomerato giapponese offre rendimenti record per attirare investitori disposti a finanziare i suoi investimenti senza precedenti nell'intelligenza artificiale.
Il gruppo punta a raccogliere l'equivalente di oltre 11 miliardi di dollari attraverso un'offerta che comprende una tranche da 10 miliardi di dollari e una da 1 miliardo di euro.
Le obbligazioni per 1 miliardo di dollari con scadenza a 3,5 anni sono offerte a un rendimento compreso tra l'8,75% e l'8,875%, i titoli per 4,5 miliardi di dollari, con scadenza a 5,5 anni, vanno al rendimento tra il 9,375% e il 9,5%.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future dell’indice Dax di Francoforte +0,3%.
L’indice MSCI Asia Pacific è intorno alla parità. Salgono di circa mezzo punto percentuale le borse della Corea del Sud e di Taiwan. In ribasso i listini di Shanghai, Hong Kong e Shenzhen.
PETROLIO
Greggio tipo Brent in calo dello 0,5%, di poco sotto i cento dollari il barile.
E’ andato bene l’incontro tra Iran e Stati Uniti di ieri a New York. Steve Witkoff e Jared Kushner, “hanno avuto oggi un incontro molto produttivo con i mediatori dell'Iran. Vedremo cosa succedera'. Penso che ci sia molta spinta affinche' facciano un accordo. E' quello che sentiamo da tutti”, ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ad alcuni leader arabi, secondo quanto scrive Axios.
"I colloqui con la parte americana sono avvenuti tramite un mediatore qatariota e le condizioni dell'Iran sono state comunicate". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei. “Questi colloqui si sono svolti con l'obiettivo di comunicare le condizioni dell'Iran - ha detto ancora - tra cui la fine della guerra in tutte le sue forme, la cessazione delle azioni aggressive da parte degli Stati Uniti, il blocco navale e la guerra economica, il rilascio dei beni iraniani, etc”.
Il calo del prezzo del petrolio, sceso di circa il 10% nell’ultima settimana, non sta per il momento portando giù i tassi di interesse delle obbligazioni: il Treasury Note a dieci anni è al 4,96%, non distante dai massimi di medio periodo.
TASSI ALTI, CHE FARE?
Tikehau Investment Management dice che stiamo entrando in un 'regime strutturalmente più alto dei tassi nominali’, va quindi cambiato l’approccio all’investimento. Per le azioni significa maggiore selettività, perché i rendimenti elevati penalizzano soprattutto le società molto indebitate e quelle la cui valutazione dipende da utili lontani nel tempo. Per le obbligazioni, invece, i rendimenti più alti tornano a offrire carry, ma aumentano anche le differenze tra gli emittenti. È la tesi di
I mercati azionari, per ora, resistono. Gli utili del secondo trimestre sono stati migliori delle attese: l’87% delle società dell’S&P 500 ha superato le stime sugli utili per azione, contro il 59% dello Stoxx Europe 600. Ma la tenuta delle Borse non cancella i rischi. 'Una rapida e volatile rivalutazione dei tassi rappresenterebbe un rischio molto maggiore', osserva Tikehau, che invita a prepararsi a una maggiore dispersione tra settori e società.
Nel credito, il ritorno dei rendimenti ha riportato il carry al centro delle strategie, ma rende più importante scegliere gli emittenti.
Il problema nasce da un’inflazione che appare meno transitoria. Energia, politiche fiscali espansive, alto fabbisogno di finanziamento pubblico e investimenti in difesa e intelligenza artificiale alimentano pressioni persistenti sui prezzi.
TITOLI
Pirelli. Il cda ha approvato a maggioranza - con il voto contrario dei consiglieri Zhang Haitao, Xi Xiaohong e Wang Kun - un piano di investimento negli Stati Uniti per circa 1 miliardo di euro, per l’ampliamento dello stabilimento di Rome in Georgia, già dedicato alle soluzioni tecnologicamente più avanzate per il mercato statunitense.
Banca Monte Paschi. L’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, partecipa alla Financials CEO Conference organizzata da Bank of America a Londra.
Snam ha ceduto una quota del 5% del produttore di elettrodi Industrie De Nora attraverso una procedura di accelerated book-building. La controllata di Snam Asset Company 10 ha venduto circa 10 milioni di azioni De Nora con uno sconto del 9,5% rispetto al prezzo di chiusura di lunedì, riducendo la propria partecipazione al 16,6% e incassando proventi per circa 67 milioni di euro.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
