Btp, spread sotto 110 punti dopo la BCE: decennale al 4,45%, asta da 7,75 miliardi

Btp, spread sotto 110 punti dopo la BCE: decennale al 4,45%, asta da 7,75 miliardi

La conferma dei tassi da parte della BCE ha dato respiro ai titoli di Stato italiani: il differenziale con il Bund si è ristretto sotto i 110 punti base e il rendimento del decennale è sceso al 4,45%. In mattinata il Tesoro aveva collocato 7,75 miliardi di euro tra Btp e CcTeu con rendimenti in calo.

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Lo spread si restringe dopo la decisione di Francoforte

Giornata in due tempi per i titoli di Stato italiani oggi, giovedì 29 ottobre. In avvio lo spread Btp-Bund si era mosso in lieve rialzo a 115 punti base, con il rendimento del decennale al 4,5%, e si era mantenuto su quei livelli per tutta la mattinata in attesa della BCE.

Nel primo pomeriggio, dopo la conferma dei tassi da parte dell'Eurotower, il differenziale si è ristretto sotto i 110 punti base e il rendimento del Btp a 10 anni è sceso al 4,45%.

Il movimento consolida il recupero della settimana: lunedì 26 ottobre lo spread era crollato a 112 punti dai 122 della vigilia, per poi chiudere a 113,8 punti ieri l'altro, martedì 27 ottobre, con il decennale al 4,49%. Ieri, mercoledì 28 ottobre, il rendimento aveva chiuso al 4,5%.

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La BCE lascia i tassi fermi al 2,5%, ma dicembre resta aperto

Come previsto, il Consiglio direttivo della BCE ha lasciato invariati i tre tassi di riferimento: il tasso sui depositi resta al 2,5%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,9%.

Nel comunicato Francoforte ha segnalato che i prezzi dell'energia hanno continuato a salire, con rischi al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita. Ha però aggiunto che le condizioni di finanziamento si sono inasprite dall'ultima riunione, e che questo inciderà su prezzi e attività economica.

La pausa era attesa: nel sondaggio Reuters di inizio ottobre 70 economisti su 73 prevedevano tassi invariati, mentre 64 su 73 si aspettano un rialzo di 25 punti base nella riunione del 17 dicembre.

Henry Cook, Senior Europe Economist di Mufg Bank, mantiene come scenario di base un ulteriore inasprimento di 50 punti base, con la prossima mossa a dicembre in concomitanza con le nuove proiezioni della BCE.

Sullo sfondo, la presidente Christine Lagarde ha annunciato le dimissioni con effetto dal 7 febbraio 2027.

Asta da 7,75 miliardi: il decennale torna sotto il 4,5%

In mattinata il Tesoro ha collocato l'importo massimo offerto, 7,75 miliardi di euro, spalmati su quattro titoli, con rendimenti in calo su tutte le scadenze dei Btp.

  • Btp 4% ottobre 2036 (quinta tranche): assegnati 3,5 miliardi, rendimento lordo al 4,49%, in calo di 9 punti base dal 4,58% dell'asta del 29 settembre; richieste per oltre 5,45 miliardi, rapporto di copertura di 1,56.
  • Btp 3,95% febbraio 2032 (5 anni): assegnati 1,75 miliardi al 4,02%, 6 punti base sotto il 4,08% di fine settembre e livello più basso da agosto.
  • Btp 3,5% febbraio 2031 (7 anni): 1,25 miliardi al 3,9%.
  • CcTeu aprile 2036 (undicesima tranche): 1,25 miliardi al 4,02%, in aumento di 64 punti base.
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Il prezzo di aggiudicazione del decennale è stato di 96,48, contro una chiusura di 96,1 della vigilia. Secondo le elaborazioni di Assiom Forex, il rendimento netto del Btp ottobre 2036 è pari al 3,962%.

Il regolamento dei titoli è fissato per il 2 novembre. Nella giornata di ieri, mercoledì 28 ottobre, il Tesoro aveva già raccolto 4,5 miliardi con l'asta dei Bot.

Manovra, Francia ed energia: cosa guardare nelle prossime settimane

Il contesto resta delicato. Ieri sera il governo ha approvato la legge di bilancio per il 2027, che prevede tagli alle tasse e maggiori spese per 26 miliardi di euro: in avvio di seduta le banche avevano sofferto e lo spread era salito fino a 116,24 punti.

Sul fronte europeo il premio al rischio francese resta elevato: lo spread Oat-Bund è a 155 punti base, con il decennale di Parigi al 4,9%, mentre il Bund tedesco rende intorno al 3,35%.

Per chi investe in Btp, il quadro è di rendimenti ancora alti (un punto percentuale sopra i livelli di pochi mesi fa) ma in graduale stabilizzazione. L'esito dell'asta e la reazione post-BCE suggeriscono che la domanda di carta italiana resta solida.

I prossimi appuntamenti per il Tesoro sono le aste di metà novembre (12 novembre per i titoli a medio-lungo termine), mentre per la politica monetaria il banco di prova sarà la riunione BCE del 17 dicembre.

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