Carnival, il ritorno del Covid rende il debito più pesante

carnival titolo

La società delle crociere soffre in Borsa per il peggioramento della pandemia in Europa. In 10 sedute il titolo ha perso il 18%, nonostante il management abbia annunciato una forte crescita delle prenotazioni e il ritorno a sorpresa dell’utile nel 2022.


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Netto ribasso anche per le quotazioni delle compagnie aeree.

Non c’è pace per le società di viaggi e turismo, con gli investitori di nuovo in fuga in seguito alle notizie di diffuso peggioramento della pandemia da Covid in Europa. Dopo l’annuncio del lockdown in Austria e delle ulteriori restrizioni in Germania, nell’ultima settimana un flusso di vendite ha colpito le compagnie aeree europee e ha travolto anche l’americana Carnival, leader mondiale delle crociere, bruciando tutti i guadagni che queste azioni avevano realizzato da fine settembre, quando il presidente Biden aveva annunciato la riapertura degli Stati Uniti ai viaggiatori europei.

Nelle ultime 10 sedute Carnival ha perso il 18% portando in negativo la performance dall’inizio dell’anno (-7,5%). Nello stesso periodo EasyJet, Ryanair e Air France-Klm hanno subito tutte un identico ribasso del 4,7%.

QUOTAZIONI CARNIVAL A WALL STREET DALL’INIZIO DEL 2021

Per quanto riguarda Carnival, non ci sono notizie particolari che giustifichino la discesa, se non il desiderio degli investitori di monetizzare i guadagni dopo il rialzo del 26% messo a segno dal titolo da 15 settembre all’8 novembre.  Questo rialzo era stato alimentato dalle indicazioni del management, che a fine ottobre aveva annunciato che la società nel 2022 dovrebbe tornare a un cash-flow positivo e a generare un utile.

Il debito è salito a 28 miliardi di dollari, dai 9,7 miliardi di fine 2019.

L’annuncio ha sorpreso gli analisti, che in media si aspettano che l’anno prossimo Carnival chiuda il terzo bilancio consecutivo in rosso, anche se con una perdita limitata a 200 milioni di dollari, dopo gli 8 miliardi di perdita previsti per quest’anno e ai 10 miliardi andati in fumo nel disastroso 2020.

La recrudescenza dell’infezione da coronavirus ha fatto scattare l’allarme di tutti gli investitori che hanno puntato su Carnival facendo affidamento su un quadro di graduale ritorno del mondo alla normalità, grazie ai vaccini e ai nuovi farmaci antivirali messi a punto da Pfizer e Merck.

L’aggravamento della pandemia ha l’effetto di rendere immediatamente più pesante il fardello del debito accumulato da Carnival negli ultimi due anni. Al 30 settembre il debito a lungo termine della società crocieristica ammontava a 28 miliardi di dollari, contro i 9,7 miliardi di fine 2019.

Recentemente Citigroup ha abbassato la raccomandazione da Buy a Neutral e ha tagliato il target price a 24,5 dollari.  Ieri Carnival ha chiuso la seduta a 20,05 dollari, che corrisponde a una market cap di 22,5 miliardi di dollari.

Gli analisti stimano per il 2021 ricavi in calo a 2,2 miliardi di dollari, più che dimezzati rispetto ai 5,6 miliardi dell’anno precedente. Nel 2022 i ricavi dovrebbero risalire a 16,9 miliardi e solo nel 2023 tornare sopra i 20 miliardi, cioè ai livelli di pre-pandemia (nel 2019 erano stati 20,8 miliardi). Queste previsioni, ovviamente, sono da aggiornare in base all’andamento dell’infezione da Covid nel mondo.

A partire da luglio le navi Carnival hanno ripreso a salpare dai porti degli Stati Uniti e alla fine di questo mese la società dovrebbe avere circa il 50% della sua flotta operativo.  La società registra una crescita della domanda e l’ultima indicazione è che le prenotazioni per la seconda metà del 2022 hanno superato i livelli di pre-pandemia, quando l’azione Carnival oscillava fra i 44 e i 50 dollari.

Secondo il consensus di 20 analisti (otto raccomandazioni Buy, nove Hold e tre Sell), fra 12 mesi il titolo dovrebbe valere 28 dollari, cioè il 39% in più della quotazione attuale.


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Codice: CCL.US
Isin: PA1436583006
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