Cedono i tecnologici a Wall Street alla vigilia delle trimestrali big tech

Domani sono attesi i conti di cinque delle ‘Magnifiche Sette’ ma il sentiment oggi è negativo anche a causa del nuovo rialzo del petrolio.
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Wall Street oggi in rosso
Wall Street sembra destinata a ritracciare dopo i record dei giorni scorsi, impaurita dal nuovo balzo del petrolio dovuto alla situazione in Medio Oriente.
Il Brent guadagna il 3% e si porta a 105 dollari, mentre il greggio WTI scambia a 100 dollari al barile. A soffrire di più sono i tecnologici: il future sul Nasdaq 100 cede l’1,20% quando manca circa un’ora al suono della campanella della Borsa di New York, mentre il contratto sullo S&P500 cede lo 0,60% e quello sul Dow Jones resiste intorno la parità.
Il dollaro recupera nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,1683, mentre il Bitcoin scende a 76 mila dollari.
In calo i metalli preziosi, con l’oro spot a 4.579 dollari e l’argento spot a 72,60 dollari l’oncia.
Dal fronte macro, è arrivato il dato della variazione settimanale dei dati sull’occupazione diffusi dall’ADP, aumentato di 39,30 mila unità rispetto all’aumento di 54,75 mila precedente.
L’attenzione resta sempre anche sulla Federal Reserve che domani deciderà sui tassi di interesse, previsti mantenuti fermi, mentre gli investitori ascolteranno con attenzione i commenti del presidente Jerome Powell, mentre il suo mandato volge al termine e Kevin Warsh, sostenuto da Trump, si appresta a ottenere la conferma come suo successore.
La situazione in Medio Oriente
La Casa Bianca ha dichiarato che i funzionari statunitensi stanno discutendo l'ultima proposta di Teheran per la revoca delle restrizioni da entrambe le parti, ma ha sottolineato che permangono delle "linee rosse" per qualsiasi accordo.
Un funzionario USA ha detto che Trump non era soddisfatto dell'ultima proposta iraniana, smorzando così le speranze di una soluzione rapida del conflitto.
Restano le preoccupazioni per la continua chiusura dello Stretto di Hormuz, con i prezzi del greggio ancora superiori del 54% rispetto a prima della guerra.
"Più che le fluttuazioni del prezzo del petrolio a guidare il sentiment, il fattore tempo potrebbe essere più importante da tenere d'occhio", spiega Laura Cooper, responsabile del credito macroeconomico presso Nuveen. "Con il protrarsi del conflitto e il mantenimento di prezzi energetici elevati, diventerà sempre più complesso distinguere tra carenza di offerta e crollo della domanda, mentre aumentano i rischi di recessione".
"La divergenza tra l'ottimismo dei mercati azionari e i segnali più cauti provenienti invece dai mercati obbligazionari e petroliferi rafforza l'idea che gli sviluppi geopolitici rimangano una variabile attiva e importante nella gestione del rischio", spiega Anthony Saglimbene, Chief Market Strategist di Ameriprise Financial.
I tecnologici
I titoli tecnologici sono sempre al centro dell’interesse nonostante una pausa odierna che arriva dopo un rialzo di 18 giorni dei produttori di chip che ha alimentato un guadagno di quasi il 10% dell'S&P 500 ad aprile. Il rinnovato ottimismo sull'intelligenza artificiale ha sostenuto la ripresa, mentre il resto del mercato è rimasto indietro a causa dell'aumento dei prezzi del petrolio.
Domani arriveranno le trimestrali di cinque delle ‘Magnifiche Sette’, ulteriore prova per il rally dell’azionario: Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta Platforms sono in agenda domani, seguite da Apple il giorno successivo "La voce più importante non sono i ricavi o i margini, ma le spese in conto capitale", secondo Amanda Lyons, responsabile del settore IT e capo della ricerca presso Energy Group Capital, e "Qualsiasi segnale di rallentamento della spesa verrebbe interpretato negativamente dall'ecosistema, ma un forte aumento solleverebbe probabilmente interrogativi sui rendimenti".
"Abbiamo assistito a otto trimestri consecutivi di crescita degli utili a doppia cifra nel mercato statunitense", sottolinea Kristen Bitterly, responsabile del settore wealth management presso Citigroup Global Markets, prevedendo che "Se questa tendenza si manterrà, certamente anche questo investimento ne trarrà beneficio e vedremo il mercato salire ulteriormente".
Notizie societarie e pre market USA
General Motors (+5%): utile al lordo di interessi e imposte a 4,3 miliardi di dollari, pari a 3,70 dollari per azione, superando le stime degli analisti di 2,62 dollari (dati LSEG).
Coca-Cola (+2%): prevede un utile per azione comparabile annuo in crescita dall'8% al 9%, rispetto alla precedente previsione di un aumento dal 7% all'8%.
Spotify (-6%): prevede un utile operativo di 630 milioni di euro per il secondo trimestre, al di sotto della stima media degli analisti compilata da LSEG di 684 milioni.
United Parcel Service (-3%): utile netto rettificato di 1,07 dollari per azione per i tre mesi terminati il 31 marzo, inferiore a 1,49 dollari per azione dell'anno precedente.
Bed Bath & Beyond (+21%): ricavi netti del trimestre saliti del 6,9% a 248 milioni di dollari, superando le stime di 240 milioni.
Erasca (-35%): ha reso noto il decesso di un paziente nel corso di una sperimentazione clinica di fase iniziale del proprio farmaco antitumorale sperimentale, sebbene gli analisti abbiano affermato che l'incidente non dovrebbe indicare un problema di sicurezza maggiore.
Rambus (-15%): utile per azione rettificato (EPS) nel primo trimestre pari a 63 centesimi, mancando la stima di consenso degli analisti di 64 centesimi (dati LSEG).
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