Che cosa sta succedendo in Cina?

La Cina continua a lottare contro la deflazione.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Serie di dati USA in uscita oggi alle 14:30. Si comincia con il PhillyFed di gennaio (stima -6,9 punti contro -10,5 di dicembre), per proseguire con le richieste settimanali alla disoccupazione (stima 204k contro 202k della scorsa settimana).
Ieri il PIL del 4Q23 della Cina รจ risultato in linea con le attese (+1% QoQ) e in calo rispetto al +1,5% del 3Q23. In crescita al 6,8% invece la produzione industriale di dicembre (6,6% attesa e di novembre). Inflazione dellโEuropa di dicembre in crescita al 2,9% (dal 2,4% di novembre).
Dati USA contrastanti: le vendite al dettaglio MoM di dicembre sono cresciute dello 0,6% (+0,4% le attese e +0,3% in novembre), ma la produzione industriale di dicembre ha rallentato la crescita rispetto a novembre (+0,1% contro +0,2% a novembre), pur risultando piรน elevata rispetto alle attese (zero).
La Cina continua a lottare contro la deflazione e il calo delle esportazioni. Che cosa sta succedendo? In Cina la deflazione รจ continuata anche a dicembre, con i prezzi al consumo che sono scesi dello 0,3% YoY, il terzo mese consecutivo di calo (non accadeva dal 2009). Il motivo principale รจ stata la flessione dei prezzi dei beni alimentari, in calo del 3,7% YoY. Escludendo la volatilitร dei prezzi alimentari ed energetici, i prezzi core sono aumentati dello 0,6% rispetto allโanno precedente, lo stesso di ottobre e novembre. Per tutto il 2023, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% rispetto al 2022. Pertanto, รจ stato un anno praticamente senza inflazione.
La Cina รจ chiaramente unโeccezione tra le principali economie del mondo: in Nord America ed Europa lโinflazione core รจ vicina al 4%, anche se in calo. In Giappone, che per lungo tempo ha avuto unโinflazione bassa o nulla, la crescita dei prezzi si avvicina al 3%. Nelle grandi economie emergenti lโinflazione รจ ancora piรน elevata. In India, ad esempio, lโinflazione supera il 6%. Inoltre, alcune di queste economie, come la Cina, soffrono di una crescita economica lenta. Eppure solo la Cina sta attraversando una fase di deflazione.
Perchรฉ questo รจ importante? In primo luogo, la deflazione indica che nellโeconomia vi รจ una domanda debole o un eccesso di offerta. Il fatto che i prezzi alla produzione siano costantemente diminuiti dallโottobre 2022 รจ la prova dellโeccesso di offerta. In effetti, i prezzi alla produzione sono scesi del 2,7% a dicembre YoY. La debolezza della spesa al consumo e degli investimenti del settore privato รจ invece la prova di una domanda debole. Pertanto, รจ molto probabile che entrambi i fattori abbiano contribuito alla deflazione.
In secondo luogo, il calo dei prezzi ha un impatto sullโattivitร economica. Portano a costi di finanziamento reali (al netto dellโinflazione) piรน elevati, danneggiando cosรฌ lโattivitร del mercato del credito. Aumentano il valore reale dei debiti, rendendoli piรน difficili da onorare. Il risultato potrebbe essere un aumento dei default e dei fallimenti. Questo รจ stato un problema che il Giappone ha dovuto affrontare negli anni โ90. Inoltre, il calo dei prezzi scoraggia i consumatori dalla spesa, a meno che non perdano un affare. Il calo dei prezzi scoraggia anche gli investimenti delle imprese per il timore che il ritorno sugli investimenti diminuisca.
Quindi, a conti fatti, la deflazione รจ una cosa negativa. Ma potrebbe essere una cosa negativa anche per il resto del mondo se la Cina tentasse di scaricare le merci in eccesso sul resto del mondo a prezzi bassi. Crediamo che questo sia proprio quello che la Cina stia facendo, in particolare in Europa.
Se da una parte infatti nel breve periodo importiamo deflazione e questo contribuisce a ridurre la crescita dei prezzi dellโEuropa, nel medio periodo la rende sempre piรน dipendenti dalla Cina (pensiamo solo alle auto). Estremizzando, le imprese Europee produrranno sempre meno perchรฉ non sono competitive e tenderanno quindi a ridurre le due componenti della produzione: capitale e lavoro.
La debolezza economica della Cina รจ stata ulteriormente rivelata dai dati sulle esportazioni: se valutate in dollari statunitensi, le esportazioni sono diminuite del 4,6% dal 2022 al 2023. Questo รจ stato il primo anno dal 2016 in cui le esportazioni sono diminuite. La flessione รจ stata in gran parte attribuita al calo delle esportazioni di materie prime chiave, tra cui i minerali delle terre rare e lโalluminio.
Al contrario, le esportazioni sono aumentate del 2,3% a dicembre rispetto allโanno precedente, principalmente a causa dellโaumento della domanda globale di automobili e componenti cinesi, che รจ aumentata del 27% (il numero di veicoli esportati รจ aumentato del 58% dal 2022 al 2023).
In particolare, le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono diminuite del 13,1% dal 2022 al 2023, il calo piรน grande da quando sono iniziate le registrazioni nel 1995. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 6,9% a dicembre rispetto a un anno prima. Inoltre, la quota cinese delle importazioni statunitensi รจ scesa al livello piรน basso dal 2004. D'altra parte, le esportazioni sono aumentate del 47% verso la Russia e di oltre il 20% verso il Brasile
Il calo degli scambi con gli Stati Uniti riflette due fattori principali. In primo luogo, le restrizioni commerciali, come le tariffe e i divieti sul commercio di determinati prodotti, nonchรฉ le restrizioni sugli investimenti transfrontalieri, hanno avuto un impatto negativo. In secondo luogo, molte aziende globali, timorose dei rischi geopolitici, hanno ridotto lโesposizione verso la Cina, determinando uno spostamento delle catene di approvvigionamento verso altri paesi, soprattutto nel sud-est asiatico. Ciรฒ, a sua volta, ha causato un cambiamento nei modelli commerciali. ร interessante notare che, con lโaumento delle importazioni statunitensi provenienti dal Messico e dal Sud-Est asiatico, le esportazioni cinesi di input verso questi paesi sono in aumento.
Come dicevamo, le esportazioni di automobili si sono rafforzate. Il settore automobilistico cinese รจ uno dei punti di forza di un'economia che altrimenti avrebbe performance modeste. Siamo convinti che la Cina diventerร il piรน grande esportatore mondiale di automobili nel 2024. La maggior parte delle sue esportazioni di automobili sono dirette verso altri paesi emergenti, in particolare nel sud-est asiatico. Riteniamo che i veicoli elettrici rappresenteranno circa il 30% delle esportazioni automobilistiche cinesi.
Anche il mercato interno dei veicoli elettrici in Cina si sta surriscaldando. Nel 2023, si stima che siano stati consegnati 8,9 milioni di veicoli elettrici (+37% YoY). I veicoli elettrici rappresentavano il 17% del mercato automobilistico cinese nel 2022, una cifra che dovrebbe salire al 33% entro il 2030. Inoltre, i veicoli elettrici venduti in Cina rappresentavano il 60% del totale dei veicoli elettrici venduti a livello globale. Inoltre, i produttori cinesi di veicoli elettrici detengono lโ84% del mercato cinese, con lโintenzione di aumentare la loro presenza globale.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
