Che fine ha fatto il PNRR?

17/02/2023 08:15
Che fine ha fatto il PNRR?

Da diverso tempo il mondo finanziario si domanda se gli investimenti previsti dal PNRR saranno effettivamente resi operativi entro le date previste. La Nota di aggiornamento del DEF ha evidenziato ritardi nella capacitร  di spesa da parte dello Stato: รจ stato speso meno di un terzo di quanto previsto nel 2020-2021 e sarร  speso la metร  di quanto previsto per il 2022.

Lโ€™entitร  del rinvio รจ piuttosto preoccupante perchรฉ ovviamente questo implica che le risorse arriveranno piรน tardi ai beneficiari finali delle misure.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Prezzi al consumo della Francia MoM di gennaio in uscita oggi alle 8:45 (stima +0,4% contro -0,1% di dicembre). Se il dato dovesse essere confermato, indicherebbe che i prezzi in gran parte dellโ€™Europa (la Francia arriva dopo la Germania) mostrano una forte resistenza alla discesa. E questo nonostante il prezzo dellโ€™energia sia stato in fase calante nel periodo osservato.

Da diverso tempo il mondo finanziario si domanda se gli investimenti previsti dal PNRR saranno effettivamente resi operativi entro le date previste o ci sarร  uno slittamento. Al momento possiamo dire che i traguardi e gli obiettivi previsti sono finora stati tutti rispettati.

Il Piano sta procedendo spedito come anche i pagamenti delle rate. Al nuovo governo rimarranno 26 condizioni da rispettare entro la fine dellโ€™anno.

Il discorso cambia guardando se effettivamente i denari incassati sono stati investiti. La Nota di aggiornamento del DEF (NaDEF) ha evidenziato ritardi nella capacitร  di spesa da parte dello Stato. รˆ stato infatti speso meno di un terzo di quanto previsto nel 2020-2021 e sarร  speso la metร  di quanto previsto per il 2022.

Lโ€™entitร  del rinvio รจ piuttosto preoccupante perchรฉ ovviamente questo implica che le risorse arriveranno piรน tardi ai beneficiari finali delle misure. Tuttavia, potrebbe darsi che alcuni investimenti siano stati realizzati ma non ancora adeguatamente rendicontati sul sistema di monitoraggio e rendicontazione REGIS, specialmente per i progetti giร  in essere (ad esempio Transizione 4.0 e le misure di efficientamento energetico).

Eโ€™ nota la scarsa capacitร  di spesa del nostro Paese dei fondi messi a disposizione dellโ€™Europa. Non che sia una giustificazione. Anzi, la veritร  รจ che probabilmente รจ stata sopravvalutata la possibilitร  di programmazione degli investimenti della pubblica amministrazione.

Chiaro che fattibilitร  economica degli investimenti programmati e il rispetto delle tempistiche sono le due principali incertezze legate allโ€™implementazione del PNRR. A maggio, lโ€™Ufficio Parlamentare di Bilancio stimava che se il Piano fosse attuato con efficienza โ€œmedia o bassaโ€, la perdita sarebbe quantificabile tra lo 0,9 e gli 1,8 punti percentuali di variazione di PIL in meno rispetto ai 3,2 punti di crescita aggiuntiva prevista a fine 2026, indicata nel Programma Nazionale di Riforma 2022 sotto lโ€™ipotesi di โ€œelevataโ€ efficienza attuativa.

Il Piano risulta essere sufficientemente flessibile. In caso di ritardo, si potrebbe per esempio concordare un posticipo ragionevole con la Commissione. Se uno Stato membro si rendesse conto di non riuscire a rispettare una scadenza potrebbe concordare con la Commissione un posticipo della stessa (es. dal 31 dicembre 2022 a 31 gennaio 2023). Una volta raggiunta anche la condizione posticipata, come di consueto, lo Stato membro presenterร  la richiesta di pagamento della rata e sottoporrร  i traguardi e obiettivi alla valutazione della Commissione.

Vediamo dunque a che cosa sono destinati gli investimenti previsti dal PNRR e quali sono le aziende che ne potranno beneficiare piรน di altre. Come noto il PNRR prevede unโ€™ambiziosa agenda di riforme di cui le quattro principali riguardano: la pubblica amministrazione, la giustizia, la semplificazione e la competitivitร . Il PNRR รจ pienamente coerente con i sei pilastri del Next Generation EU riguardo le quote da destinare ai progetti green (37%) e digitali (20%).

Le risorse stanziate nel PNRR sono pari a 191,5 miliardi di euro, anche se per finanziare ulteriori interventi il Governo Italiano ha approvato un Fondo Complementare ulteriore pari a 30,6 miliardi di euro, portando quindi gli investimenti a 222,1 miliardi di euro, ripartite in sei โ€œmissioniโ€:

Digitalizzazione, innovazione, competitivitร  e cultura, per 40,7 miliardi. I progetti di investimento hanno lโ€™obiettivo di favorire lโ€™innovazione in chiave digitale, sostenendo le infrastrutture del Paese e la trasformazione dei processi produttivi delle imprese e sono accompagnati dalla riforma sulla proprietร  industriale che mira a definire una strategia pluriennale per promuoverne la cultura, lโ€™innovazione e gli strumenti di protezione e valorizzazione;

Rivoluzione verde e transizione ecologica per 59,3 miliardi. I progetti di investimento hanno lโ€™obiettivo di favorire la transizione verde del Paese puntando su energia prodotta da fonti rinnovabili, aumentando la resilienza ai cambiamenti climatici, sostenendo gli investimenti in ricerca e innovazione e incentivando il trasporto pubblico sostenibile. Sono previsti inoltre 250 milioni di euro per la crescita di startup innovative nel settore della transizione ecologica con lo scopo di creare un Green Transition Fund (GTF), gestito da CDP Venture Capital, rivolto ai settori delle rinnovabili, dellโ€™economia circolare, della mobilitร , dellโ€™efficienza energetica, dello smaltimento dei rifiuti, dello stoccaggio di energia e affini. Il GTF investirร  in fondi di venture capital, startup e programmi di incubazione/accelerazione;

Infrastrutture per una mobilitร  sostenibile per 25,1 miliardi. Entro il 2026 gli investimenti mirano a rendere lโ€™intero sistema infrastrutturale Italiano piรน moderno, digitale e sostenibile e in grado di rispondere alla sfida della decarbonizzazione indicata dallโ€™Unione Europea. Gli investimenti previsti si pongono in linea con quanto previsto dallโ€™attuale Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), laddove prevede che per i trasporti si attribuisce rilievo prioritario alle politiche per il contenimento del fabbisogno di mobilitร  e allโ€™incremento della mobilitร  collettiva, in particolare su rotaia, compreso lo spostamento del trasporto merci da gomma a ferro;

Istruzione e ricerca per 30,8 miliardi, con il fine di potenziare le competenze presenti nel nostro Paese e cogliere le sfide tecnologiche e ambientali. Le misure previste nel PNRR sono finalizzate a favorire unโ€™efficace interazione tra il mondo della ricerca e il mondo produttivo, migliorare la propensione allโ€™innovazione delle piccole e medie imprese e la loro partecipazione a filiere strategiche per la competitivitร  nazionale ed europea, a cominciare dagli IPCEI (batterie, microelettronica, idrogeno) fino ai centri di trasferimento tecnologico;

Inclusione e coesione per 19,8 miliardi allo scopo di favorire lโ€™avvio di nuova imprenditorialitร  femminile. Gli investimenti previsti hanno un ruolo di grande rilievo nel perseguimento degli obiettivi, trasversali a tutto il PNRR, di sostegno allโ€™empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere, di incremento delle prospettive occupazionali dei giovani, di riequilibrio territoriale e sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne. Tali interventi pongono rimedio agli scarsi investimenti nelle competenze, e al conseguente rallentamento della transizione verso un'economia basata sulla conoscenza: sono previsti investimenti in attivitร  di upskilling, reskilling e life-long learning, che mirano a far ripartire la crescita della produttivitร  e migliorare la competitivitร  delle PMI e delle microimprese italiane. Il progetto รจ stato avviato dal ministro Giorgetti che ha reso operativo il โ€œFondo Impresa Donnaโ€, previsto nella legge di Bilancio 2021, destinando un finanziamento iniziale di 40 milioni di euro;

Salute per 15,6 miliardi. La strategia perseguita con il PNRR รจ volta ad affrontare in maniera sinergica tutti gli aspetti critici del Servizio Sanitario Nazionale messi in luce dalla pandemia. Un significativo sforzo in termini di riforme e investimenti รจ finalizzato ad allineare i servizi ai bisogni di cura dei pazienti in ogni area del Paese. Inoltre, una larga parte delle risorse รจ destinata a migliorare le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche, a promuovere la ricerca e l'innovazione e allo sviluppo di competenze tecnico-professionale, digitale e manageriali del personale.

Ogni progetto รจ stato disegnato per rafforzare il potenziale di crescita del Paese secondo una precisa visione di politica industriale, in accordo alle โ€œRaccomandazioni Specificheโ€ della Commissione Europea. Lโ€™obiettivo dichiarato quello di porre le basi per uno sviluppo duraturo e sostenibile dellโ€™economia nazionale, garantendo la rapiditร  di esecuzione dei progetti attraverso una semplificazione degli strumenti in modo da favorire un aumento della produttivitร .

Si capisce quindi immediatamente quali siano le imprese maggiormente coinvolte dagli investimenti del PNRR e che hanno difronte unโ€™opportunitร  unica di sviluppo. Sono tutte quelle che operano nel settore della digitalizzazione di prodotto ma anche di processo, della cyber security, della trasmissione di dati su rete fissa o mobile. Ma anche tutte le imprese avamposto della rivoluzione verde, da quelle locali a quelli nazionali, senza dimenticare tutte quelle che operano nel settore delle infrastrutture e della salute. Il discorso vale un poโ€™ per tutte le Borse Europee, ma la parte del leone tocca a Piazza Affari: per fare un esempio, nel solo settore della digitalizzazione allโ€™Italia toccano, come abbiamo, visto 40 miliardi di euro, alla Spagna 24, alla Germania 12 e alla Francia 10.

La speranza รจ che finalmente anche il nostro Paese possa imboccare la strada della crescita sostenibile. Lo capiremo comunque abbastanza presto.

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