Cina tra i protagonisti del nuovo ordine farmaceutico globale

Dopo aver scalato e conquistato il controllo di un settore dopo l'altro nel corso degli ultimi decenni, la Cina sta rapidamente emergendo come una potenza significativa nel campo della medicina
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Secondo lettura dellโinflazione della Germania di MoM di aprile che non dovrebbe scostarsi dal +0,6% (dal +1,1% di marzo) della lettura flash e che dovrebbe portare il tendenziale annuo al +2,9% (dal +2,7% di marzo) e indice ZEW di maggio (stima -29,2 punti contro -17,2 di aprile). Produzione industriale dellโItalia MoM di marzo (stima +0,2% contro +0,1% di febbraio).
Sul fronte statunitense, รจ atteso il CPI MoM di aprile al +0,6% (da +0,9% di marzo) che dovrebbe portare il tendenziale annuo al +3,7% (dal +3,3% di marzo).
Abbiamo scritto piรน volte che la Cina ha la leadership in diversi settori industriali e in molti altri la sta gradualmente conquistando. Cโรจ tuttavia un settore che sta diventando strategico per la Cina, ed รจ quello farmaceutico.
Dopo aver scalato e conquistato il controllo di un settore dopo l'altro nel corso degli ultimi decenni, la Cina sta rapidamente emergendo come una potenza significativa nel campo della medicina. Di fatto, la Cina รจ giร il secondo maggior sviluppatore al mondo di nuovi farmaci dopo gli Stati Uniti. Questo รจ poco riconosciuto dagli investitori, cosรฌ come il fatto che la Cina stia rapidamente risalendo la catena del valore nel settore farmaceutico utilizzando lo stesso schema con cui รจ diventata una potenza manifatturiera: entrare dalla fascia bassa, fornire enormi sussidi governativi, scalare senza sosta, costruire capacitร produttiva, dare prioritร allo sviluppo del capitale umano e sfruttare la tecnologia e l'innovazione occidentali.
Il risultato รจ la sorprendente transizione della Cina dalle biciclette alle biotecnologie e la conseguente nascita di una superpotenza farmaceutica. Sรฌ, lo sappiamo che la Cina soffre ancora di una reputazione, costruitasi in decenni, secondo cui la qualitร e la sicurezza dei suoi farmaci sono inferiori a quelle americane. Ma i tempi stanno cambiando.
Analizziamo come di consueto i dati:
- secondo The Journal of the American Medical Association, la Cina ha rappresentato il 40% della sperimentazione farmaceutica globale in fase iniziale nel terzo trimestre del 2025, contro il 35% degli Stati Uniti. In crescita rispetto a una quota di appena l'8% di un decennio fa;
- circa un farmaco generico su quattro assunto dagli americani dipende da ingredienti provenienti dalla Cina;
- la Cina fornisce circa un terzo dei principi attivi farmaceutici (API) mondiali;
- secondo Bloomberg Intelligence, dei circa 160 nuovi farmaci contro l'obesitร in fase di sviluppo nel mondo, un terzo proviene dalla Cina;
- I partner stranieri hanno firmato un numero record di 157 accordi cinesi (per un valore di 136 miliardi di dollari) nel 2025;
- secondo Goldman Sachs, i leader farmaceutici cinesi sono ora responsabili di circa il 70% dei coniugati anticorpo-farmaco (ADC) a livello mondiale;
- le aziende cinesi rappresentano ora circa il 24% di tutti i candidati farmaci first-in-class in fase di sviluppo globale.
Cercando di riassumere quanto sopra, non possiamo piรน dire che il mondo della "Big Pharma" poggia sulle spalle delle aziende statunitensi ed europee. Questo รจ il passato. Il presente e il futuro sono e saranno cinesi. Solo nell'ultimo decennio, il ruolo (e la quota) della Cina nello sviluppo farmaceutico globale in fase iniziale รจ cresciuto in modo vertiginoso attraverso diverse modalitร farmaceutiche e aree terapeutiche, che si tratti di biologici, oncologia o malattie metaboliche. Come ha recentemente osservato il Journal of the American Medical Association, "lo sviluppo farmaceutico globale in fase iniziale รจ quasi raddoppiato nell'ultimo decennio, passando da un sistema dominato dagli Stati Uniti a una struttura a 2 poli incentrata su Stati Uniti e Cina.โ
L'ascesa della Cina come gigante delle scienze della vita รจ stata sostenuta da una serie di fattori, tra cui riforme normative, sussidi statali, un'enorme base di pazienti, ingenti investimenti in R&S, un sistema sanitario centralizzato e un solido bacino di talenti nel campo biologico. Riguardo a quest'ultimo aspetto, la Cina laurea cinque volte il numero di studenti in medicina e biomedicina rispetto agli Stati Uniti ogni anno. Inoltre, date le politiche migratorie statunitensi piรน restrittive, alcuni dei migliori e piรน brillanti talenti medici cinesi negli Stati Uniti stanno tornando a casa, ovvero in Cina.
La biotecnologia cinese eccelle in velocitร , scala e bassi costi. Per esempio, le sperimentazioni cliniche in Cina sono da due a tre volte piรน rapide rispetto agli Stati Uniti e meno costose. Come osservato da The Economist: "le aziende cinesi possono portare un farmaco dalla scoperta all'inizio delle sperimentazioni sull'uomo in circa la metร del tempo medio dell'industria globale. Un vasto bacino di pazienti rende piรน facile l'arruolamento, e un'ampia rete di centri di sperimentazione accelera ulteriormente i processiโ.
In questo contesto, non sorprende che i nuovi farmaci made in China stiano attirando capitali e attenzione da parte delle aziende farmaceutiche e biotecnologiche statunitensi. Gli accordi di out-licensing sono cresciuti vertiginosamente nell'ultimo decennio, raggiungendo un record di 157 lo scorso anno, in aumento rispetto ai 94 accordi del 2024 e ai soli cinque di un decennio fa (come noto, gli accordi di out-licensing prevedono tipicamente che un'azienda in Cina conceda a un'altra impresa come ad esempio una grande casa farmaceutica statunitense i diritti esclusivi per sviluppare ulteriormente, produrre e commercializzare un farmaco una volta entrato nella fase di sperimentazione sull'uomo).
A riprova della profonditร dei legami farmaceutici sino-americani, secondo un recente sondaggio della Biotechnology Innovation Organization, un'associazione di categoria statunitense, circa lโ80% delle 124 aziende biofarmaceutiche statunitensi intervistate ha partner di sviluppo e produzione con sede in Cina. Storicamente, questi legami riflettevano il ruolo della Cina come principale fornitore mondiale di generici a basso costo e di principi attivi farmaceutici (API) utilizzati in tutto, dagli antibiotici ai farmaci antitumorali. Questo modello era di tipo commodity, ovvero alti volumi, bassi margini, imitazione anzichรฉ innovazione e scarsa differenziazione.
Ma oggi la situazione รจ completamente diversa. Sospinta da vari fattori interni e da legami occidentali in espansione, la Cina sta risalendo la catena del valore del settore farmaceutico. Gli investitori devono affinare il loro sguardo quando si tratta della biotecnologia cinese. Devono riconoscere gli schemi del passato, secondo cui la Cina entra in un settore dalla fascia bassa, per poi accelerare in modo iper-veloce verso la creazione di valore piรน competitiva e redditizia della fascia alta. Si pensi all'acciaio, alla cantieristica navale, alle energie rinnovabili, ai veicoli elettrici e ora alla biotecnologia. Abbiamo giร visto questo film.
Ma come si svilupperร tutto questo resta ancora da vedere. Molte domande rimangono aperte, come per esempio se i farmaci cinesi a basso costo eroderanno i margini dei leader farmaceutici statunitensi e se i crescenti legami biotecnologici tra Stati Uniti e Cina cadranno vittima delle tensioni geopolitiche in aumento e ancora se la Cina riuscirร a continuare a ridurre il divario di innovazione biotecnologica con gli Stati Uniti.
Non abbiamo ovviamente le risposte a queste domande che solo tempo darร . Siamo comunque convinti perรฒ che si stia delineando un nuovo ordine farmaceutico globale che vedrร sicuramente la Cina trai protagonisti.
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