Citigroup torna sul pharma europeo: buy con target record su AstraZeneca, Novartis e Roche

Pipeline oncologiche e R&D USA spingono i leader, neutral su GSK-Sanofi-Novo tra dazi Trump, multipli tesi e crescita europea anemica.
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Il report di Citi sul settore farmaceutico europeo
Citigroup ha ripreso la copertura analitica sul settore farmaceutico europeo large cap, assegnando rating buy ad AstraZeneca (target price 17.000 pence), Novartis (133 franchi svizzeri) e Roche (400 franchi svizzeri). Questa fiducia riflette pipeline profonde in oncologia, immunologia e malattie croniche, con forte esposizione ai ricavi in dollari che funge da scudo contro la debolezza strutturale della crescita europea.
La decisione si inserisce nel report strategico globale ‘Global Healthcare: The Times They Are A-Changin’, che posiziona il 2026 come anno di svolta per l'healthcare dopo anni di sottoperformance relativa.
Citi prevede uno scenario "costruttivo" per gli utili, sostenuto da politiche monetarie e fiscali accomodanti, redditività aziendale come driver dominante dei mercati e un ciclo M&A destinato a esplodere per riempire le pipeline in vista di brevetti in scadenza su oncologia, immunologia, cardiometabolico e sistema nervoso centrale.
Perché Citi punta sui tre leader del pharma
AstraZeneca, Novartis e Roche emergono come nomi top per capacità R&D superiori alla media del settore, leva su aree terapeutiche ad alta crescita e generazione di cassa record per finanziare acquisizioni e buyback. AstraZeneca beneficia di hub R&D in Italia e pipeline oncologica tra le più promettenti d'Europa; Novartis e Roche, con radici svizzere ma vocazione globale, dominano in terapie innovative per malattie rare e croniche, giustificando multipli premium e target price aggressivi.
Citi considera assorbite le preoccupazioni sui dazi e tariffe USA dell'amministrazione Trump, grazie agli impegni delle large cap a investire massicciamente in manifattura e R&S negli Stati Uniti, riducendo l'esposizione a misure punitive. Questo posizionamento globale rende queste big europee meno vulnerabili rispetto ai pure player continentali.
Prudenza su GSK, Sanofi e Novo Nordisk
Rating ‘neutral’ per GSK (target 1.900 pence), Sanofi (85 euro) e Novo Nordisk (400 corone danesi).
Per GSK e Sanofi, gli analisti notano valutazioni non elevate ma scarsa visibilità su catalizzatori di crescita immediata rispetto ai concorrenti top-tier, in linea con le analisi di Morgan Stanley e altre case sul pharma europeo.
Novo Nordisk, leader indiscusso in Europa per la crescita esplosiva delle terapie GLP-1 contro obesità e diabete, riceve un trattamento più cauto per via di concorrenza in accelerazione, pressioni regolatorie sui prezzi (soprattutto USA) e aspettative di mercato già incorporate nei multipli elevati, coerente con rating neutrali diffusi nel settore.
Contesto macro: la view per il 2026
Il report settoriale si lega alla ‘Macroeconomic and Markets View for 2026’ di Citi Wealth, che avverte come l'Europa resti strutturalmente arretrata rispetto agli USA in termini di potenziale di crescita degli utili.
In questo quadro, la selezione settoriale e di singoli titoli diventa cruciale per estrarre rendimento dagli indici: il pharma large cap con esposizione globale spicca come uno dei pochi cluster capaci di offrire visibilità sugli utili, profilo difensivo e possibilità di operazioni M&A.
Il settore naviga volatilità legate a politiche sui prezzi USA sotto Trump e dinamiche europee, ma le major mostrano resilienza grazie a innovazioni in oncologia e terapie croniche.
Infine, Goldman Sachs conferma buy su AstraZeneca e Novartis ma neutralità su GSK, rafforzando il consenso settoriale.
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