Conflitto in Iran, quattro dinamiche che stanno cambiando gli investimenti in Europa

Il conflitto in Medio Oriente mette lโEuropa davanti a un nuovo shock energetico, riaprendo scenari di inflazione e rallentamento della crescita. Tra rischi di stagflazione, scelte difficili per la Bce e una trasformazione strutturale in atto, il quadro per gli investitori diventa sempre piรน complesso. Ma proprio nella crisi potrebbero emergere nuove opportunitร strategiche.
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Dopo aver iniziato l'anno con una nota positiva, l'Europa si trova ora ad affrontare un nuovo shock dell'offerta a causa dell'escalation del conflitto in Medio Oriente. In questa fase, si legge in un report di Eoin O'Callaghan e Nicolas Wylenzek, Macro Strategist di Wellington Management, gli investitori si trovano di fronte a una serie di scenari sempre piรน binari: una cessazione delle ostilitร a breve termine, con danni economici relativamente limitati, o una guerra prolungata che rappresenterebbe un rischio significativo per la graduale ripresa dellโEuropa.
Wellington Management crede che il cambiamento di regime in Europa rimanga perlopiรน intatto e che, semmai, possa essere accelerato dall'attuale crisi. ร probabile che un impegno piรน concertato per rafforzare la competitivitร e lโautonomia strategica dellโEuropa ampli ulteriormente la gamma di opportunitร per gli investitori, anche se nel breve termine รจ giustificata una certa prudenza.
L'IA rimane una sfida fondamentale per l'Europa, ma Wellington Management pensa che la prossima fase della sua adozione possa consentire alla regione di aumentare la propria produttivitร in un contesto di persistente incertezza geopolitica. Dal punto di vista degli investimenti a breve termine, Wellington Management crede sia opportuno adottare una maggiore diversificazione e selettivitร nell'ambito delle allocazioni europee.
In che modo il conflitto sta incidendo sull'Europa?
Il conflitto in Medio Oriente, pur essendo innanzitutto una tragedia umana, rappresenta anche uno shock lato offerta per l'economia globale, che si intensificherร con il protrarsi della guerra. Per l'Europa, spiegano gli esperti di Wellington Management, un conflitto prolungato sarebbe particolarmente problematico, poichรฉ rappresenterebbe il terzo grande shock in poco piรน di cinque anni, dopo la pandemia di Covid-19 e la guerra in Ucraina.
Una guerra prolungata comprometterebbe ulteriormente la competitivitร della regione in un momento in cui molti dei suoi settori chiave stanno giร subendo le conseguenze degli elevati costi energetici e dellโintensificarsi della concorrenza da parte della Cina.
Se il conflitto dovesse concludersi in tempi relativamente brevi, secondo Wellington Management l'economia globale e quella europea potrebbero comunque uscirne in gran parte indenni, seppur con qualche cicatrice persistente. Tuttavia, quanto piรน a lungo si protrarrร , tanto maggiore sarร il rischio di effetti negativi di lungo periodo. Nello scenario peggiore, ciรฒ potrebbe provocare una stagflazione simile a quella degli anni '70.
Wellington Management per l'anno in corso aveva previsto: una probabile ripresa della crescita sulla scia di una politica monetaria accomodante, dell'espansione fiscale e (principalmente) della deregolamentazione negli Stati Uniti; un'inflazione superiore alle attese nella seconda metร dell'anno; recessione e stagflazione al massimo come rischi di coda.
Ora, anche nello scenario piรน favorevole, รจ probabile che l'inflazione aumenti in misura maggiore e in tempi piรน brevi del previsto, mentre lo slancio della crescita si arresterร con ogni probabilitร , anche se solo temporaneamente. Un conflitto di piรน lunga durata peggiorerebbe ovviamente questi esiti. La fiducia dei consumatori europei, sebbene strutturalmente sostenuta da ingenti risparmi, รจ una variabile chiave da tenere d'occhio in questo contesto, poichรฉ potrebbe contribuire a far precipitare l'economia dal rallentamento alla recessione.
Quali sono le implicazioni per il cambiamento di regime in Europa?
Tranne che per gli scenari piรน estremi, Wellington Management non ritiene che questo shock dellโofferta modifichi in modo sostanziale il percorso del cambiamento di regime in Europa. Semmai, la chiusura dello Stretto di Hormuz รจ un ulteriore e pressante promemoria del fatto che lโEuropa deve ridurre con urgenza la propria dipendenza da fattori esterni, che si tratti delle importazioni di energia, dellโegida difensiva degli Stati Uniti o della volontร della Cina di acquistare i beni di fascia alta della regione.
Di conseguenza, Wellington Management ritiene probabile che il conflitto riacceleri la transizione dellโEuropa da un modello economico internazionale basato sulle esportazioni a unโeconomia piรน focalizzata sul mercato interno.
Stiamo giร assistendo ai segnali di questa accelerazione, sostenuta da un crescente pragmatismo all'interno dell'Unione europea (UE), in particolare da parte della Germania. Anzichรฉ ostacolare le riforme, la Germania sta ora cercando di assumere un ruolo di guida, insieme a un gruppo piรน ristretto di Stati membri, in settori chiave come l'eliminazione delle barriere commerciali all'interno dell'UE, la creazione di un mercato dei capitali unificato e l'istituzione di un approvvigionamento energetico piรน stabile e sicuro.
A sua volta, precisa Wellington Management, questo cambio di regime in corso sta creando ulteriori opportunitร di investimento in settori quali:
- Infrastrutture. Dopo lโinvasione russa dellโUcraina, lโEuropa ha adottato misure significative per diversificare il proprio approvvigionamento energetico. Tuttavia, questo shock sull'offerta evidenzia che, oltre a diversificare le fonti di approvvigionamento, l'Europa deve ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di energia. Ciรฒ significa accelerare ulteriormente gli investimenti nelle energie rinnovabili e migliorare sia la capacitร di stoccaggio che l'interconnettivitร della rete europea, in modo che l'energia in eccesso possa essere facilmente reindirizzata dove รจ piรน necessaria.
- Difesa. ร probabile che l'attuale conflitto fornisca un ulteriore impulso all'aumento delle capacitร di difesa europee, in particolare in aree come la produzione di droni e intercettori di missili e le tecnologie avanzate basate sull'intelligenza artificiale.
Quale sarร la reazione delle autoritร monetarie?
Questa crisi pone le banche centrali di fronte a un difficile dilemma. Aumentare i tassi troppo presto potrebbe aggravare un'eventuale recessione. D'altro canto, evidenzia Wellington Management, attendere troppo a lungo potrebbe far decadere le aspettative di inflazione e, in ultima analisi, rendere necessari ulteriori aumenti dei tassi. I responsabili politici europei si trovano ad affrontare un contesto particolarmente difficile, caratterizzato da una fiducia delle imprese e dei consumatori ancora fragile, dal deterioramento della competitivitร e dai vincoli che gravano sulle finanze pubbliche.
I tempi e l'entitร dell'aumento dei tassi da parte delle banche centrali dipendono dall'intensitร e dalla durata del conflitto, dall'entitร della risposta di bilancio, volta ad alleviare la pressione su consumatori e imprese, e dal conseguente impatto sulla crescita e sull'occupazione. I responsabili politici dovranno inoltre far fronte alle crescenti preoccupazioni relative alla sostenibilitร del debito e alle potenziali pressioni politiche, in un momento in cui le aspettative di inflazione rischiano di perdere il loro ancoraggio, in particolare nel Regno Unito. Allo stesso tempo, possiamo aspettarci una maggiore divergenza tra le politiche, poichรฉ le conseguenze del conflitto variano a seconda dei Paesi della regione.
La previsione di Wellington Management รจ che, inizialmente, la Bce abbia maggiori probabilitร di agire piรน rapidamente e in modo piรน incisivo rispetto alla BoE, data la sua attenzione piรน specifica all'inflazione e le lezioni apprese dall'avvio relativamente tardivo del ciclo di rialzo dei tassi nel 2022.
Qual รจ la situazione rispetto alla rivoluzione dell'IA?
Oltre alla frammentazione dell'ordine geopolitico mondiale, l'IA รจ probabilmente il principale fattore di sconvolgimento a livello globale. Anche in questo caso, sottolinea Wellington Management, l'Europa sembra essere in svantaggio, poichรฉ non dispone dei principali fattori abilitanti dell'IA e della tecnologia che hanno guidato gran parte della crescita degli Stati Uniti.
Tuttavia, la rivoluzione dell'IA potrebbe essere meno dannosa per l'Europa rispetto a questo shock dell'offerta, poichรฉ la prossima fase di sviluppo dell'IA non riguarderร solo chi crea la tecnologia, ma anche chi la utilizza in modo efficace. Secondo gli esporti di Wellington Management, il divario tra lโEuropa e gli Stati Uniti nellโadozione degli strumenti di IA รจ tuttโaltro che insormontabile, dal momento che diversi Paesi europei figurano tra i principali utilizzatori di IA a livello mondiale.
Molte imprese europee sono grandi operatori consolidati, con dati, scala e basi di clienti consolidate che possono essere valorizzate. Per queste imprese, osserva Wellington Management, lโIA riguarda meno la discontinuitร e piรน il miglioramento dellโefficienza, la riduzione dei costi e il sostegno ai margini. LโEuropa dispone inoltre di molti titoli HALO (Heavy Assets, Low Obsolescence), come le societร di servizi pubblici e di telecomunicazioni, che sono alla base di gran parte delle infrastrutture critiche della regione.
Nel complesso, puntualizza Wellington Management, ciรฒ suggerisce che l'area potrebbe essere meno vulnerabile alla distruzione di posti di lavoro su larga scala che l'IA potrebbe causare nel breve termine. Sebbene l'eventuale impatto macroeconomico dell'IA sia difficile da valutare, l'Europa ha ora una chiara opportunitร di aumentare la propria produttivitร ย e di mitigare, in parte, i danni che un conflitto potenzialmente di lunga durata in Medio Oriente potrebbe causare.
Implicazioni per gli investitori
Considerando la potenziale dicotomia degli esiti della guerra tra Stati Uniti e Iran (una cessazione a breve termine o un conflitto prolungato) e le implicazioni molto diverse per le economie, i settori e i titoli europei, Wellington Management raccomanda una maggiore selettivitร e diversificazione. Secondo gli esperti, sussiste il rischio che le banche centrali europee debbano aumentare i tassi piรน di quanto previsto dai mercati, il che potrebbe essere una fonte di instabilitร a breve termine. Wellington Management si attende inoltre una crescente attenzione alla sostenibilitร del debito, in considerazione dell'aumento dei costi del servizio del debito e del probabile sostegno fiscale a favore di consumatori e imprese. Wellington Management sta inoltre monitorando con attenzione qualsiasi rischio politico che possa far deragliare lo slancio riformista dellโEuropa.
Nel medio termine, Wellington Management prevede che proseguirร la rotazione del mercato europeo dai titoli internazionali growth di grandi dimensioni ai titoli value nazionali, comprese le banche e le azioni small e mid cap, ma potrebbero verificarsi contrazioni a breve termine, poichรฉ i prezzi degli asset non riflettono ancora pienamente il peggioramento delle prospettive economiche. Wellington Management intravede opportunitร a breve termine in settori come i servizi di pubblica utilitร , le energie rinnovabili e altri tipi di infrastrutture legate all'aumento della sicurezza energetica e alla digitalizzazione.
La guerra tra Stati Uniti e Iran rappresenta uno shock sempre piรน significativo per l'offerta in Europa, ma in ultima analisi potrebbe accelerare il cambiamento di regime in atto. Pertanto, Wellington Management mantiene la sua visione strutturalmente positiva sugli asset europei, seppur con una maggiore attenzione alla diversificazione e alla selettivitร . Wellington Management รจ inoltre incoraggiata dai segnali che indicano che l'Europa potrebbe trovarsi in una posizione piรน favorevole per la prossima fase dell'IA, in quanto quest'ultima potrebbe fornire alla regione il tanto necessario impulso alla produttivitร e innescare un circolo virtuoso di opportunitร nel lungo periodo.
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